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Jean Claude van Johnson: van Damme come non lo avete mai visto! – Recensione

jean claude van johnson cover

Essere un’icona cinematografica non è certo un compito facile. La fama e il successo sembrano essere un diritto acquisito che non verranno mai meno, ma questo fragile giocattolo rischia di rompersi senza tanto preavviso. Come è successo a Jean Claude van Damme, protagonista della serie semi-autobiografica Jean Claude Van Johnson, arrivata in questi giorni come esclusiva sul Amazon PrimeVideo.

La figura dell’attore belga è nota anche a chi negli anni ’90 non era ancora nato. Artista marziale divenuto simbolo di un certo stile degli action movie di quella decade, Van Damme ha goduto di una fama pressoché infinita, divenendo un vero e proprio eroe nazionale in Belgio. Poi il buio.Complice una serie di flop commerciali, a cui si sono aggiunti noti problemi di dipendenze da droghe e problemi personali, Van Damme è sparito a lungo dalle scene. Niente più spaccate o calci volanti, il suo marchio di fabbrica, tutto lasciava pensare alla fine di un mito.

Jean Claude van Johnson, la divertente e paradossale verità su Jean Claude van Damme

Un timido ritorno dell’attore si era visto con un’altra produzione semi-autobiografica (JCVD, 2008) ed il ritorno al grande cinema con il ruolo del villain in quel monumento agli action movie anni ’80 che è The Expendables nel 2012.

Ma nulla è paragonabile a Jean Claude Van Johnson. La serie di Dave Callahan (sceneggiatore anche di The Expendables) si spinge in una direzione che unisce ironia, parodia, omaggio e verità in un mix che volutamente sembra fare il verso ad un certo modo di fare cinema ormai passato, ma sa ancora fare leva sull’affetto di chi ha vissuto quell’epoca, tra un Missing in Action e un Commando.

jean claud van johnson1

Al centro, la figura di Jean Claude Van Damme. Con una feroce autoironia, il muscolo venuto da Buxelles non si nasconde, mostra con un’iperbole comica sublime il pensionamento forzato di una star, abbandonata da tutti, fan compresi, e artefice della propria fine. Lo sguardo spento dell’attore è uno specchio preciso di come debba essersi sentito in più occasioni van Damme; non è una grande prova recitativa, visto che l’attore è sempre stato più ammirato per la sua abilità marziale che non per quella recitativa.

Inquadrature e focus sui dettagli sono studiati fin dal primo istante per trasmettere un senso di apatica rassegnazione dell’uomo finito, tutto gestito al meglio dall’occhio di Peter Atencio, regista di questi primi sei episodi. Difficile non empatizzare con van Damme, specie se apparteniamo a quella generazione cresciuta con Senza esclusioni di colpi o Kickboxer. Ma non volendo essere una serie di commiserazione e preferendo un maggior distacco da JCVD, improvvisamente Jean Claude van Johnson ci mostra la vera identità di quello che noi abbiamo pensato fosse un semplice attore.

In questa versione della vita del muscoloso attore, scopriamo come tutto fosse una copertura, una cortina necessaria a coprire l’identità di Jean Claude Van Johnson, agente segreto di un’agenzia top secret che sfruttava la fama del personaggio per inviarlo ovunque nel mondo per difendere gli interessi della società. E qui parte il divertimento.

Con l’entrata in scena di questo aspetto, Jean Claude Van Damme si cimenta con una difficile trasformazione: diventare un attore comico. E come arma usa se stesso, la propria fama e gli insuccessi, con un’autoironia che per me è semplicemente spettacolare. All’interno della serie di Amazon convivono la fatica con cui un uomo si rassegna al passare dell’età, la divertente critica ad un modo di fare cinema che ormai è drammaticamente superato.

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Battute sui combattimenti a turni, l’incapacità delle nuove generazioni di riconoscere van Damme o la sua ostinazione nel citare sempre i suoi film, mantenendo il cliché del macho anni ’90 sono gli esilaranti punti fermi di Jean Claude van Johson. Lo stile della serie è studiato per fare leva sull’aspetto parodistico, con situazioni spesso paradossali che omaggiano, con una punta di derisione, anche verso le stesse pellicole di Van Damme.

E su tutto svetta proprio Jean Claude. Sicuramente da pare mia subentra un affetto pluridecennale per l’attore, ma il suo prendersi in giro è uno dei cardini di Jean Claude Van Johnson. Il tono da eroe duro e puro vecchio stampo è costantemente messo in ridicolo dai nuovi crismi del cinema moderno, JCVD si aggira per la scena sicuro di sé, ma inconscio di essere il vero motore comico della serie. Chiariamoci, vedo molto complicato un futuro come comico per van Damme, ma il suo tempismo all’interno della serie è ben gestito, forse perché espressamente costruito sulla sua fisicità ed il suo background. Ma vedere van Damme recitare in ben due ruoli completamente diversi, o vedere come sfrutta il suo Time Cop, vi assicuro che è uno spasso senza paragoni.

Da premiare la perizia con cui l’intera serie viene architettata seguendo un ibrido di serial dal carattere moderno e film anni ’90. Dalla colonna sonora all’uso dei flashback tipici di quel periodo, Jean Claude van Jonhson affonda pesantemente le mani in quel canone cinematografico, sfruttando anche i colpi di scena tipici dell’epoca. Siamo di fronte ad una serie che miscela elementi cari ad un pubblico con una certa pesantezza anagrafica (diciamo vecchio, non giriamoci attorno) , ma che per spettatori più giovani è un divertimento leggero.

Jean Claude Van Johnson merita la visione principalmente per l’ottimo lavoro di van Damme, per la sua voglia di cercare un catartico riscatto deridendo se stesso. Menzione d’onore per Phylicia Rashad, storica mamma de I Robinson che in questa serie fa una parte intrigante e perfettamente caratterizzata.

Su Amazon PrimeVideo sono disponibili i sei episodi che costituiscono la prima stagione di Jean Claude Van Johnson, e visto il finale assurdamente spettacolare sto sperando con tutto il cuore di vedere una seconda stagione!

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