Star Wars: come cambierà con la morte di Han Solo?

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Alla fine di Star Wars: Il risveglio della Forza si sono avuti numerosi cambiamenti all’interno della storia ambientata nella galassia lontana lontana. Il più grosso stravolgimento è sicuramente la morte di Han Solo, il celebre contrabbandiere impersonato da Harrison Ford.

Il personaggio è da sempre uno dei più amati dagli appassionati di Star Wars, e la sua morte ha rattristato molto il pubblico, ma è al contempo sembrata drammaticamente giusta, avvenendo per mano del figlio Kylo Ren.

Come sarà influenzato Star Wars dalla morte di Han Solo?

Se pensate, però, che nell’imminente Star Wars; Gli ultimi Jedi personaggi come Finn o Poe Dameron passeranno molto tempo a compiangere l’eroe scomparso, siete fuori strada. Come ha detto lo stesso John Boyega:

“Stiamo cercando di mantenere tutto in movimento. Dico davvero, la pressione è tanta e sembra che non ci sia mai tempo. Credo che una delle cose che più mi ha colpito nel guardare questo film è il commentare la guerra. Non c’è ancora stato un film di Star Wars che dia una visione più caratterizzata della guerra come Gli ultimi Jedi. Sarà incredibilmente complicato, con la mescolanza di ‘buono’ e ‘cattivo’ sarà confusa. Parlando di Han, sono sicuro che ci sentiamo tutti coinvolti, se qualcuno mettesse seduti Rey e Finn. Ma Rey si sta allenando, ha molto da fare. Io mi sto riprendendo dalle ferite, e ho molto da fare. Non abbiamo un minuto per pensare ad Han!”

Durante una presentazione a Los Angeles di Star Wars: Gli ultimi Jedi al cast è stato chiesto come la morte di Han si ripercuoterà sui personaggi e sulla storia. Suscitando una risata dal pubblico, Boyega ha spiegato come il suo Finn, impegnato com’è, non ha il tempo di piangere la morte di una persona che, in fondo, ha appena incontrato. Finn, al termine de Il risveglio della Forza, era gravemente ferito e si sta riprendendo, con l’intenzione di aiutare la Resistenza a salvare quante più vite possibili.

Seduto accanto a Boyega, c’era Oscar Isaac (Poe Dameron) che ha approfondito questo aspetto. Ammettendo che non ci fosse una stretta relazione tra Han e Poe, ribadisce l’opinione del suo collega nel precisare come ci attenda un war movie, in cui non si ha il tempo di piangere una singola morte, a prescindere da quanto quella persona sia importante. Oltretutto, all’inizio di questo nuovo episodio di Star Wars, la Resistenza si trova in una situazione decisamente complicata.

“Sembra ripetitivo, ma ha ragione. Siamo in una situazione critica, la Resistenza è quasi arrivata alla fine. Stiamo cercando di sopravvivere, il Primo Ordine ci sta addosso. Proprio come in guerra, bisogna continuare a muoversi per restare vivi. Quindi credo che sarà importante vivere la spinta degli eventi de Il risveglio della Forza e arrivare al punto centrale della trama di Gli ultimi Jedi”

A differenza di altri capitoli di Star Wars, Gli ultimi Jedi prende il via dai momenti immediatamente seguenti al finale di Il risveglio della Forza. Ecco perché si può confermare che la Resistenza non stia vivendo uno dei momenti migliori all’inizio del film di Ryan Johnston. Poe Dameron e la sua squadra sono stati in grado di distruggere la Starkiller è vero, ma il Primo Ordine rimane potente come prima sotto la guida del Leader Supremo Snoke. Considerato tutto questo, possiamo capire come mai la morte di Han Solo passi momentaneamente in secondo piano.

Anche Daisy Ridley, che interpreta Rey, ha una sua visione, ma la sua opinione va in una direzione diversa. Se Finn e Poe sono soldati abituati ad una guerra, Rey non ha questi trascorsi, e la Ridley spiega come questa situazione la abbia portata a legarsi a Han, come una figura importante la cui morte la ha colpita in maniera forte.

“Credo che questo sia il fascino di avere storyline che avvengono in contemporanea e che influenzano i vari personaggi. PErché credo che ciò che sta accadendo influenzi molto Rey. Rey è un personaggio che è stato solo per molto tempo, è aperta a amore e amicizie. Prima si è messa in viaggio con Finn e BB-8, poi arriva Han, e lei cerca in lui qualcosa, una sorta di figura di riferimento. Per lei è tutto nuovo, sta comprendendo certe cose in maniera differente… per mia fortuna, visto che anche io, come lei, sto cercando di comprendere queste cose con calma! Per lei c’è più tempo per prendere atto di cosa accade, ha la possibilità di far domande e immaginare cosa spinga i personaggi a compiere le loro scelte. E soprattutto come questo influenzi direttamente il mondo intorno a lei. Direi che la morte di Han la ha colpita più degli altri. “

Tutti questi aspetti ci aspettano in sala tra poco più di una settimana, quando il 13 dicembre avremo modo di tornare nelle atmosfere di Star Wars con Gli ultimi Jedi.

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