Dragonero Magazine: tre storie e tante curiosità – Recensione

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Dragonero Magazine, dall’Erondar potrebbe arrivare la giusta direzione per dare ai Magazines la giusta dimensione

Tra tutte le pubblicazioni della Sergio Bonelli Editore, quelle che ormai fatico a comprendere sono i Magazine, la cui ultima incarnazione, Dragonero Magazione, arricchisce questo già florido mese per lo scout erondariano, che ci ha già donato chicche come Senzanima o Uccisore di draghi.

Iniziamo dalle noti dolenti. Una precisazione, quando si parla di difetti della pubblicazione non si tratta di valori assoluti, ma di una pura e semplice visione personale dell’oggetto in questione. I Magazine sono gli eredi dei cari, vecchi Almanacchi, numeri annuali che raccoglievano le annate, editoriali e cinematografiche, di un determinato genere per fare un resoconto ai lettori. Capitava quindi che a Nathan Never fosse il portatore dell’Almanacco della Fantascienza o Nick Raider ci accompagnasse nell’Almanacco del Giallo.

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All’epoca la diffusione di internet non era ancora così invasiva, le informazioni presentate negli Almanacchi era per molti lettori un utile riassunto dell’annata trascorsa, segnalando qualcosa che si era magari perso. L’avvento delle nuove tecnologie ha reso, per la maggior parte di noi lettori, questi dossier delle occasioni perdute decisamente anacronistici.

Quindi, i Magazine sono da abolire?

La risposta è contenuta proprio nel Dragonero Magazine. La prima parte, curata bene, presenta l’annata fantastica, tra videogiochi, libri et similia. Pagine sprecate, per motivi detti sopra. Ma soprattutto perché i contenuti successivi mostrano come dei dossier (o fantasy files) ad opera di firme come Gianmaria Contro, Maurizio Colombo, Graziano Frediani o Luca Barbieri hanno un appeal decisamente superiore. Il lettore che cerca qualcosa di intrigante o curioso ha voglia di perdersi in questi contributi, vere e proprie chicche raccontata con passione da chi ha strumenti e preparazione adatti. I contenuti e le penne per scriverli ci sono, bisogna solo lasciar loro maggior spazio.

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Altro punto a favore del Dragonero Magazine è l’originalità della storia. Prendo a paragone il Nathan Never Magazine, in cui ormai non si vedono storie originali ma solo riedizioni di storie già lette e rilette in più occasioni. Ian Aranill, invece, anche in questo albo ci riserva una nuova storia, perfettamente inserita nella macrotrama e che sono sicuro che in futuro avrà un ruolo fondamentale.

Ad onor del vero, questa storia viene divisa in tre differenti momenti. La trama è sempre firmata da uno dei padri di Ian, Stefano Vietti, ma il team grafico che li realizza è sempre diverso. I disegni sono firmati da Masacci, Cucina e Galliccia, un trio di disegnatori che non ci lascia mai dimenticare che siamo nell’Erondar, riuscendo a portarci in questa terra fantasy, con tutto il suo fascino. Ad enfatizzare questa sensazione intervengono i colori di tre signore del colore (Alessia Nocera, Ketty Formaggio e Piky Hamilton), che sanno valorizzare ogni aspetto del lavoro dei loro colleghi disegnatori, con sensibilità e passione. Tocco finale, il lettering di Luca Corda, preciso e impeccabile come suo solito.

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Vale la pena acquistare Dragonero Magazine, anche solo per la parte fumetto? Al netto di dubbi e perplessità, vale eccome. Ritorno a casa, La fanciulla rapita, La spada del Buio sono tre short stories legate fra loro e ben inserite nelle continuity di Dragonero, non solo perché rispecchiano al meglio l’animo dei protagonisti, ma perché arricchiscono un contesto narrativo già ben strutturato.

Dragonero Magazine è al momento il miglior rappresentate delle potenzialità di questa tipologia di pubblicazione. La voglia di raccontare storie nuove e appassionanti, l’arricchire il volume con contenuti interessanti e curiosi sono i pilastri su cui costruire una pubblicazione avvincente. Siamo già sulla buona strada, mancano gli ultimi due, coraggiosi passi. Gli Almanacchi ormai non esistono più, lasciamoli andare liberando i Magazine anche dell’ultimo legame (il citato riassunto dell’annata). Con la rivoluzione che sta per investire l’Erondar, magari Dragonero riesce a rivoluzionare anche i Magazine!

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