Orfani Sam 5: Duello al sole – Recensione

Orfani Sam torna in edicola con Duello al sole, l’atteso confronto fra Sam e Ringo!

Non è mai stato un mistero che l’anima di Orfani sia pesantemente influenzata dai serial americani, nel suo stile narrativo e nella sua suddivisione in stagioni. Eppure, l’annuncio di qualche giorno fa fatto da Roberto Recchioni su una pausa di qualche mese nell’attuale stagione, Orfani Sam, sorprende i lettori e suscita qualche lamentela (comprensibile). La pratica del mid-season è una prassi nel mondo dei serial (vedi The Walking Dead), ma nel mondo del fumetto italiano è un novità.

Come lettore, posso dire che mi confonde e mi lascia un po’ di amaro in bocca, perché abituato ormai al mio appuntamento mensile, sapere che da settembre a gennaio non avrò il mio numero di Orfani Sam mi lascia lievemente perplesso. Chiariamoci, non è un danno esistenziale, non facciamo i tragici.

orfani sam 5 copertina

Analizzando meglio il prodotto in questione, e valutando come ci sia all’opera un nutrito gruppo di artisti, si possono fare delle valutazioni a mente fredda, mettendo l’appassionato che è in noi momentaneamente in stand by. Orfani ha un’impostazione narrativa unica, che più volte ho definito a strati, data la sua peculiarità di racconto a più livelli; come per Le nuove Avventure a Colori di Martin Mystere, si tratta di un’operazione nuova, che nonostante abbia già delle serie e miniserie alle spalle, si sta comunque presentando come un’innovazione in casa Bonelli.

Questo si traduce in un attento lavoro di gestione delle numerose trame aperte in questi anni di presenza in edicola di Orfani, alla cura con cui ogni disegnatore coinvolto (e ce ne sono parecchi, miseria!) si dedica alla sua parte, cercando di ottenere il risultato migliore, tutti consci che un simile impianto narrativo così sfaccettato può crollare con un minimo errore. Quindi la pausa, necessaria, per tirare le fila e tenere tutto sotto controllo.

Personalmente avrei messo la pausa con questo numero, Duello al sole. Il quinto numero di Orfani Sam sarebbe stato un perfetto mid-season finale. Reduci dallo spettacolo del precedente numero, Cavalli e Segugi, con Duello al sole la trama di questa stagione giunge ad uno dei punti centrali: il confronto tra Sam e Ringo.

Con la cyborg messa apparentemente fuori combattimento, Andromeda e Perseo cercano di raggiungere il punto di incontro con Cesar, a bordo della gunbike non proprio in perfetto stato, almeno fino a quando Ringo non riesce ad intercettarli e fermarli. L’incontro fra i quattro personaggi è uno dei momenti più spettacolari dell’intera serie, oltre che aprire ad una serie di tavole che rappresentano una chiave di lettura per tutto il mito di Orfani.

 

Questo numero non punta tanto sulla spettacolarità come in precedenza o sulla ipercineticità degli scontri, quanto sulla Storia, il rivelare aspetti finora ipotizzabili ma non del tutto chiariti.

ATTENZIONE SPOILER

La trama scritta da Recchioni e Monteleone diventa incredibilmente empatica, emozionante, nel confronto tra Ringo e Sam, quando le memorie sopite del Pistolero emergono, come un fiume, che danno all’uomo un nuovo modo di vedere il mondo ed il suo ruolo. In precedenza ci si era interrogati su come questo Ringo possa far parte degli Orfani, come possa meritare il suo posto sotto l’Albero della Vita. Ora lo sappiamo, almeno dal punto di vista tecnico: l’albero è un gateway, il nodo di una rete di connessione artificiale che fin dalla prima serie legava i personaggi tra loro. Non è più una dimensione puramente onirica, diventa un ancora di salvezza digitale per le coscienze di chi non c’è più, ma soprattutto iniziamo a capire il come possa esistere questa zona franca di famiglia. E soprattutto come sia possibile che ci sia posto anche per la Juric!

Se in Cavalli e segugi rimaneva il dubbio sulla liceità della presenza del nuovo Ringo, con Duello al sole la sua presenza viene spiegata sia dal punto di vista tecnico (con le nanomacchine) che con la presentazione ufficiale da parte di Sam. A ben pensarci, sotto quell’albero ci sono un traditore (Seba) e ben due personalità di Sam, quindi perché non dovrebbe esserci posto anche lui?

Non so se è una mia impressione, ma la digitalizzazione dell’albero alla connessione al getaway mi ha ricordato i titoli di testa di Blade Runner, quando l’albero della Ladd Company compare sullo schermo.

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Continuo a rimanere sorpreso dalla profondità con cui vengono caratterizzati i personaggi in Orfani Sam. Tralasciando il loro approccio da action heroes degli anni 80, con battutine e atteggiamenti tipici delle pellicole d’azione del periodo, ci troviamo a veder dei protagonisti che non sono catalogabili né come eroi né come anti-eroi. Orfani rompe gli schemi anche in questo aspetto, non viene fornito uno schema di giudizio in cui racchiudere i personaggi, il lettore ha la facoltà di farsi la propria opinione sul singolo individuo, che viene mostrato come un attore indipendente sulla scena. Ringo, ad esempio, è la wild card, quel personaggio che in qualunque momento riesce a stravolgere gli schemi di chiunque, capace di sorprendere in modo inatteso tutte le forze in campo.

Questo numero coincide anche con la presa di coscienza di Perseo ed Andromeda sul proprio ruolo. Mentre RR13 racconta loro la storia (ironico, che sia proprio il droide ispirato a Roberto Recchioni a raccontare loro la storia di Orfani, con un incipit alla Star Wars), i due giovani iniziano a mettere assieme i tasselli di un passato che influenza direttamente il loro presente ma soprattutto il futuro. Nel leggere lo schema (graficamente è davvero uno schema, !) con cui RR13 spiega loro il susseguirsi degli eventi, potrebbe quasi sembrare di essere davanti a Recchioni che riassume la cavalcata di Orfani.

Ecco perchè avrei voluto questo come ultimo numero prima della pausa, lo vedo come il momento perfetto, in cui tutto il passato viene spiegato e in cui il futuro inizia a muoversi verso una nuova direzione.

Non è facile per i disegnatori dover trasmettere tutta questa carica nelle tavole, ma ci riescono alla perfezione. Un team di ben sei disegnatori è all’opera su Duello al sole (Luca Maresca, Sergio Mancinelli, Fernando Proietti, Mirko Treccani, Alessio Moroni e Antonello Becciu) cui si uniscono tre coloristi (Luca Saponti, Alessia Pastorello e Stefania Aquaro). Questo numero ha richiesto così tanto artisti proprio per via della sua complessità, per dare al lettore la percezioni che ci si muova su diversi spazi, dal deserto di Nuovo Mondo al gateway, passando per il divertente schemino riassuntivo della serie e la splendida splash page che in un colpo solo racchiude lo spirito dell’intera serie!

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La scelta delle inquadrature è sempre studiata per catturare l’attenzione dello spettatore, dalle pose sotto sforzo durante lo scontro tra Sam e Ringo, alla spettacolare visione ‘a tre’ di Cesar, Petrov e del diacono, il tutto sempre con in mente di stupire e colpire emotivamente chi legge l’albo. Particolarmente suggestivi i primi piani sui dettagli delle azioni; nel vedere la mano di Ringo avvicinarsi al capo di Perseo e il fulmineo scatto di Sam ho visto un’eco delle scene di suspance tipiche del cinema, quei momenti in cui quasi fai un salto sulla poltrona per la rapidità dell’azione. A Orfani, ormai, manca solo una colonna sonora, ma il lettering preciso ed in linea di Alessandra Belletti è una perfetto sostituto!

La copertina di Carmine di Giandomenico è pura azione, trasmette in pieno il pathos dell’incontro di Sam e Ringo, nel sangue che schizza e nelle schegge di pietra che segnano la violenza dello scontro. Giovanna Niro impeccabile nel colorare questa tavola, con effetti riflessi e bagliori incredibili.

Il finale di Duello al Sole aumenta la tensione della storia, con le macchinazioni di Garland e Petrov volte al controllo della vera arma per il controllo della masse di Itaca: Jsana Juric. Non ci resta che aspettare il 16 settembre, con l’uscita del sesto numero di Orfani Sam, Il diavolo in me, e poi armarci di pazienza fino a gennaio!

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