Martin Mystere NAC: La caduta di Agarthi – Recensione

Con La caduta di Agarthi, le NAC di Martin Mystere si avvicinano alla conclusione

Martin Mystere è stato, in questo ultimo anno, il protagonista di un’operazione interessante, queste Nuove Avventure a Colori che ora stanno volgendo al termine. Da appassionato del Detective dell’Impossibile, devo confessare che son in difficoltà, perché se il distacco non è mai facile, quando sai che è imminente è ancora peggio!

La caduta di Agarthi è il decimo albo di questa miniserie, il che ci ricorda che ad ottobre questo nuovo avatar di Mystere ci saluterà. Ad essere onesti, leggendo l’albo questa incombenza non è troppo ingombrante, perché il solito ritmo dinamico e coinvolgente della storia ci aiuta a dimenticare questo saluto ormai prossimo per lasciarci trascinare dalla storia.

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I Mysteriani stanno iniziando a tirare le fila del loro lungo arco narrativo, in modo da tenere tutto sotto controllo per evitare di dimenticarsi qualche story line in fase di chiusura. Concepite come quattro archi narrativi legati da una macro-trama, le Nac ci hanno fatto tornare in contatto con diversi degli elementi tipici del mito di Martin Mystere, e con La caduta di Agarthi il protagonista è il passato di Martin, quel periodo in cui lo studioso era stato ospite del monastero di Agarthi sotto la guida di Kut Humi.

La caduta di Agarthi è il momento in cui tutto crolla, quell’istante in cui, in una storia, si avvera quello che per tutto il tempo si è cercato di evitare. Martin e Sergej si trovano a dover affrontare l’attimo più cupo della loro avventura, quando la disperazione sembra prendere il sopravvento; è interessante vedere come ci siano due diversi modi di affrontare la vicenda, con Sergej rabbioso e doppiogiochista e Martin che cerca in ogni modo di non cedere al disfattismo, ma intento nel trovare una soluzione.

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Questo decimo albo diventa, così, la preparazione per il gran finale di questa miniserie. Tutte le presenze fondamentali dell’avventura letta finora, anche i personaggi che pensavamo di aver dimenticato, sono stati coinvolti, anzi, raccolti, in nome di una battaglia per il futuro che sta per scoppiare sulle pagine dei due albi finali. La caduta di Agarthi, in questo senso, potrebbe essere la chiave di lettura dell’intera miniserie, con la presenza di una particolare foto (a pagina 56 vi assicuro che mi si è slogata la mascella) e l’utilizzo di una teoria scientifica molto cara alla fantascienza, che non cito per non fare odiosi spoiler.

Con questo albo si può pensare che il think tank dei Mysteriani abbia voluto dare ai critici del progetto NAC il modo di ricredersi, offrendo un primo accenno di soluzione per le lamentele sul rispetto del canone del personaggio o l’accusa di un tentativo di reboot. Forse mi sbaglio, ma credo che nel finale di questa nuova incarnazione di Martin saremo costretti a tornare ai primi numeri, rileggendo il tutto con un nuovo punto di vista che potrebbe farci avere una differente opinione delle NAC.

Tratto distintivo delle NAC di Martin Mystere è sicuramente l’Italia, presentata in alcuni dei suoi tipici scorci. Con La caduta di Agarthi si passa dal Palazzo di Giustizia di Milano a Castel Sant’Angelo a Roma, il tutto ricostruito con una quanto più possibile maniacale cura dei dettagli.

Come sempre, il tratto si mantiene caratteristico di questa miniserie, anche se il gruppo di artisti impegnato a realizzare le tavole (Salvatore Cuffari, Giulio Giordano, Carlo Piu e Carlo Velardi) hanno creato degli scorci emozionanti. L’arrivo ad Agarthi o la sala del Grande Mandala sono una gioia per gli occhi, grazie al loro disegno, esaltato dai colori di Elisa Sguanci e Daniele Rudoni, che specialmente per il mandala hanno mostrato una competenza incredibile. Trattandosi di una serie nata per il colore, le NAC hanno puntato molto ai colori come ulteriore strumento narrativo, richiedendo quindi una cura totale dell’utilizzo di sfumature ed illuminazioni, un lavoro certosino che diventa ancora più evidente in La caduta di Agarthi durante l’esplorazione delle catacombe romane.

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Questa complessa cura redazionale è uno degli aspetti più interessanti delle NAC, il modo in cui ogni dettaglio e componente degli albi sia stato controllato e studiato in modo da dare a questo nuovo avatar di Martin Mystere una personalità unica!

Ora dobbiamo solo aspettare il 6 settembre, con l’uscita del penultimo albo, La pietra filosofale.

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