Lo Stupefacente Wolfman: La maledizione della luna piena – Recensione

Lo stupefacente Wolfman, la licantropia secondo la visione di Robert Kirkman

Robert Kirkman è un dannato genio, e non mi stancherò mai di dirlo. Ha rivoluzionato il tema degli zombie (The Walking Dead), quelle delle possessioni demoniache (Outcast) e soprattutto il mito dei supereroi con Invincible. Non c’è da stupirsi se la sua nuova creatura, Lo stupefacente Wolfman, si inserisce all’interno di questa eccellente produzione.

Siccome Kirkman non è uno che si accontenta di piccoli passi, non ha solo creato un nuovo personaggio, ma ha deciso di inserirlo all’interno di universo supereroistico più ampio, già consolidato e che mostra una solidità decisamente incoraggiante, grazie a quel capolavoro chiamato Invincible. Lo stupefacente Wolfman è la nuova tessera di questo mosaico di Kirkman, in realtà un ritorno (il personaggio era già comparso con Magic Press tempo addietro), il che significa dare al nuovo arrivato una dimensione che sia personale, ma che al contempo lo inserisca in questa più ampia comunità. Stando a quando visto in questo primo volume di Lo stupefacente Wolfman, Kirkman ha nuovamente centrato il suo obiettivo!

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La licantropia è un tema che abbiamo visto spesso, al cinema e nei comics, ma Gary Hampton, il nostro uomo lupo, mostra alcuni spunti narrativi decisamente interessanti. L’inizio di questo Lo stupefacente Wolfman spinge inizialmente il lettore a credere di esser di fronte alla classica storia di licantropi, ma la versatilità di Kirkman si da sentire subito, e la trama si infittisce.

L’aspetto supereroistico non è la sola componente di Lo stupefacente Wolfman. La dualità dell’uomo e della bestia è approfondita, soprattutto nell’analisi dell’impatto di questa straordinaria trasformazione di Gary nella vita dell’uomo e della sua famiglia. Prima dell’evento clou della sua esistenza, Gary sta affrontando una crisi economica del suo impero finanziario e le conseguenze del suo ‘incidente’ rendono il tutto ancora più complicato.

La famiglia Hampton viene così a trovarsi privata di tutte le sicurezze, con in più un evento soprannaturale in casa che non semplifica certo le cose. La vita della giovane figlia, costretta ad abbandonare il proprio tenore di vita in favore di una più morigerata esistenza in un covo segreto (il sogno di ogni nerd, diamine!), viene raccontata in modo discreto, con un lungo sviluppo sempre presente all’interno della storia. Il rapporto iniziale tra Gary e Chloe inizialmente è molto forte, la giovane ha una venerazione per il padre, ma le avversità e questa nuova condizione di licantropo di Gary sono destabilizzanti, in un’età che già di per sé è complicata! Eppure Gary è convinto che ci sia un modo per risolvere le cose, per ritrovare una serenità familiare. Ma è davvero così?

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Wolfman è un personaggio unico, in grado di offrire un fantastico esempio del dualismo narrativo. Nei primi istanti in cui conosciamo Gary, sembra che la sua doppia natura sia quella di padre amorevole e uomo d’affari sul lastrico, ma la realtà della sua nuova condizione inizia presto a manifestarsi, introducendo il dualismo uomo-animale. Ridurre il tutto ad un’alternanza tra uomo e lupo sarebbe semplice, ma l’autore struttura la sua storia preferendo un approccio che aiuti Gary a prendere coscienza del suo potere, dominarlo al fine di fare del bene. È una scelta interessante, quella che solitamente è presentata come una maledizione, per Gary diventa un’ancora di salvezza, una nuova dimensione in cui sentirsi utile (come supereroe), ora che la sua figura di magnate sembra esser un ricordo.

L’unica cosa che Gary pare non considerare è il difficile rapporto che si instaura tra il suo peloso alter ego e la sua famiglia. Kirkman già con Invincible ha mostrato di tenere in attenta considerazione l’importanza dell’ambienta familiare per i suoi eroi, e Lo Stupefacente Wolfman pone molta attenzione su questo dettaglio. Gli Hampton sono costretti a rivoluzionare la loro vita, specialmente con l’arrivo di Zecharias, misterioso vampiro che si propone come guida per Gary in questa sua nuova, sovrannaturale vita.

Zecharias è un personaggio estremamente affascinante, il suo ruolo è centrale, ed il lettore subito intuisce come la sua presenza sia la chiave di una profondità narrativa unica per Lo Stupefacente Wolfman. Kirkman utilizza il vampiro come maestro di Gary, rendendo il protagonista l’allievo, ma soprattutto usa Zecharias per enfatizzare l’elemento del sovrannaturale, mettendo in scena un contrasto tra vampiri e licantropi, che si discosta dai ‘classici’ alla Underworld per entrare in una dimensione più personale, che sarà uno dei punti salienti nella vita di Gary.

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Come sempre, Kirkman sa come attirare i lettori. L’intreccio narrativo de Lo stupefacente Wolfman viene esaltato da scene di combattimento violente e crude, che, nonostante il tratto quasi cartoonesco di Jason Howard, sono uno dei punti di rottura di Kirkman all’interno del mito dei supereroi (come accaduto in Invincible durante la battaglia di Omniman e Immortal). La brutale violenza del lato animale di Wolfman non viene mitigata da Howard, che anzi la rende sempre più evidente, così come si premura di mostrare al lettore il sincero timore di Gary dei propri poteri, che pian piano si sovrappone all’esaltazione dei primi momenti. Siamo di fronte ad un comic in cui l’elemento dell’oscuro sovrannaturale non rimane in secondo piano, ma emerge prepotente, è radicato profondamente nell’animo del protagonista, e la battaglia interiore che Gary vivrà sarà il vero fulcro di questa serie, uno spunto valorizzato sia nella scrittura di Kikrman che nei disegni di Howard.

Il finale tragico e costruito magnificamente è un cliffhanger classico, forse anche prevedibile, ma il modo in cui è stato architettato da Kikrman e la sensibilità con cui Howard lo disegna sono la prova inoppugnabile che Lo Stupefacente Wolfman è un comic da tenere sotto stretta sorveglianza.

SaldaPress pubblica il primo arco narrativo, La maledizione della luna piena, in un volume che offre una panoramica interessante sulla creazione del personaggio, sia nelle parole di Kirkman che nei bozzetti preparatori di Howard, in modo da far partecipare il lettore a tutto il processo creativo dietro questo appassionante Lo Stupefacente Wolfman!