Elvira, riscopriamo il mito della sexy regina delle tenebre

elvira mistress of the dark

Elvira è una vera e propria icona sexy horror dei primi anni’90

Elvira. Chi era un ragazzino a cavallo degli anni ’80 e ’90, e aveva la passione per l’horror, le storielle macabre e i film di dubbia categoria, sa benissimo di chi sto parlando. Elvira, la Signora delle Tenebre! La procace (molto procace) strega che ha turbato i sogni di più d’un giovane nerd in quei magici anni.

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Elvira, interpretata dall’attrice statunitense Cassandra Peterson, è la pettoruta strega protagonista della celebre commedia trash in salsa horror del 1988, Elvira: Mistress of the Dark (in italiano Una strega chiamata Elvira), diretta da James Signorelli. Di per se il film non era nulla di speciale, una classica produzione a basso costo, girata per cavalcare l’onda del successo dei vari film horror del periodo, sia di alta che di bassa qualità. La trama era piuttosto banale: Elvira è un’attricetta dallo scarso talento, ma con un sacco di altre doti (sempre in bella mostra), che fa da presentatrice per una serie di filmetti del terrore di infima qualità (una specie di Zio Tibia per intenderci, ma decisamente più affascinante).

Disperata per aver mandato all’aria il suo lavoro, e senza un dollaro per finanziare il progetto di far sbarcare il suo spettacolo a Las Vegas, a Elvira arriva la notizia della dipartita della sua vecchia prozia Morgana che, di fatto, la nomina sua principale erede. La nostra prosperosa femme fatale deve dunque recarsi nella sonnacchiosa e puritana cittadina di Falwell, in Massachusset, per la lettura del testamento. Elvira, dopo un lungo viaggio on the road, a bordo della sua stilossima automobile, arriva dunque a Falwell, solo per scoprire di essere venuta in possesso solo della vecchia villa della Zia Morgana, del suo adorato cagnolino e del misterioso libro di ricette, dal quale non si separava mai.

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In una girandola di gag dal gusto surreale e battute molto pecorecce, la nostra sexy strega viene a conoscenza… di essere una strega per davvero! Infatti, Elvira è l’ultima discendente di un’antica congrega di streghe e come tale, è dotata di enormi poteri. Che ovviamente non ha la minima idea di come utilizzare nella giusta maniera. In suo aiuto, vanno il libro delle ricette di zia Morgana, che si rivela poi essere il suo grimorio, e il fido cagnetto che altri non è che un infernale famiglio! Certamente, una provocante strega, in una cittadina puritana del New England rischia grosso. E infatti, alcuni dei buoni cittadini di Falwell vogliono, in ricordo dei vecchi tempi, bruciare la conturbante Elvira sul rogo. Ovviamente però, tutto andrà a finire per il meglio!

Il film, come già detto, non era davvero niente di memorabile, ma ha dato vita a una vera e propria icona sexy. La prorompente figura di Elvira, è entrata prepotentemente a far parte dell’immaginario nerd (e non solo) dell’epoca. Un personaggio femminile non comune ai tempi, una donna sensuale e carismatica, che basava il suo fascino non soltanto sul suo generoso davanzale sempre in bella vista, ma anche sulla simpatia e sull’intrigante “senso del macabro“. Una vera fatalona!

Il personaggio di Elvira ebbe così tanto successo che dal mondo del cinema di bassa categoria, finì per sbarcare anche in quello dei videogames. Erano gli anni d’oro dell’Amiga 500, una meravigliosa stagione videoludica che, a mio avviso, fatica ancora ad essere eguagliata. Il gioco che la riguardava si intitolava, con molta fantasia, Elvira: Mistress of the Dark e uscì nel 1990, prodotto da Horrorsoft. Si trattava di una sorta di rpg in prima persona, sulla falsariga del più blasonato Eye of the Beholder, nel quale avremmo dovuto impersonare un tizio che deve aiutare Elvira a sconfiggere le forze soprannaturali che si sono impossessate del suo stesso castello. Il gioco, nonostante i tie in cinematografici su licenza non abbiano mai brillato particolarmente, si rivelò invece un ottimo titolo, ricevendo anche il premio come miglior rpg dell’anno nel 1991 e l’elogio della mitica rivista Zzap! Che definì la sua versione per Commodore 64 come uno dei migliori giochi del periodo.

elvira mistress of the dark
Elvira Mistress of the Dark The Videogame

Il buon successo del primo titolo fece si che, nel 1992, uscisse anche un seguito, Elvira 2: The Jaws of Cerberus, dove avremo dovuto aiutare la nostra amata strega sul set di un film horror che la vedeva come protagonista. Il sistema di gioco non differiva molto dal predecessore, anche qui un rpg in prima persona, ma sfruttava molto meglio le macchine sul quale venne realizzato, presentando una grafica in finto 3d molto all’avanguardia per l’epoca.

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Elvira 2 The Jaws of Cerberus

Più di recente, nel 2002, uscì anche un altro film, intitolato La casa Stregata di Elvira. Questa nuove versione cinematografica di Elvira non riuscì a diventare un cult come il suo predecessore, probabilmente perché figura ormai iconica di Elvira è indissolubilmente legata a quel preciso periodo, i primi anni ’90, con tutto quelle che ne consegue. Riproporla in un altro ambito, tentando di adeguarla ad una nuova dinamica sociale e tempi che hanno un differente contesto rischia di snaturare la natura della Regina delle Tenebre.

E noi tutti non vogliamo snaturarla. Elvira ci piace esattamente così com’è!

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