Gio 30 Maggio, 2024

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Addio a Peter Higgs: è morto il fisico che teorizzò l’esistenza della “particella di Dio”

È morto Peter Higgs, il fisico britannico che negli anni sessanta aveva teorizzato l’esistenza del bosone che porta il suo nome, particella subatomica nota anche come “particella di Dio”.

Higgs morto a 94 anni nella sua casa di Edimburgo dopo una breve malattia, con la notizia della scomparsa annunciata dall’università della città scozzese dove Higgs è stato titolare della cattedra di Fisica fino al 1996, prima di diventare professore emerito.

Era il 2012 quando al CERN di Ginevra fu scoperto il Bosone di Higgs, particella a cui gli scienziati di tutto il mondo davano la caccia da quasi mezzo secolo, ovvero da quel 1964 quando Higgs teorizzò l’esistenza di questa particella senza la quale tutte le altre particelle elementari dell’universo sarebbero infatti risultate prive di massa.

Questa “capacità” del Bosone di Higgs di conferire massa alle particelle elementari mediante il fenomeno di rottura spontanea della simmetria, che ne fanno un vero caposaldo del Modello Standard per la descrizione della forza debole, permise alla comunità scientifica di parlare di “particella di Dio” perché, in pratica, senza il Bosone di Higgs non avremmo l’esistenza stessa della materia.

Per i suoi studi dedicati al bosone BEH e per il contributo fondamentale per la conoscenza della struttura fondamentale della materia, Higgs vinse il Premio Nobel per la Fisica. Così recita la motivazione con la quale l’Accademia di Stoccolma conferì il più ambito riconoscimento scientifico al professor Higgs: “Per avere scoperto la teoria del meccanismo che contribuisce alla comprensione della massa delle particelle subatomiche e che, recentemente, è stata confermata dalla scoperta della particella così come era stata prevista nello studio teorico, scoperta realizzata dagli esperimenti Atlas e Cms, esperimenti del Large Hadron Collider del Cern di Ginevra”.

Cosa è il Bosone di Higgs e perché è così importante?

Nella nostra comprensione delle particelle elementari e delle loro proprietà, spesso ci aggrappiamo a semplici analogie per rendere “comprensibili” strutture di per sé complesse: ecco, dunque, che immaginiamo le particelle come palline che si muovono nello spazio e interagiscono tra loro

Tuttavia, questa “comoda” ma funzionale visione può trarci in inganno, suggerendo che particelle con dimensioni più grandi abbiano una massa maggiore rispetto a quelle più piccole. Secondo il Modello Standard della fisica delle particelle, però, le cose sono molto più complesse: infatti le particelle elementari sono descritte da entità matematiche composte da una serie di numeri e funzioni che determinano il loro comportamento e le loro interazioni.

L’origine della massa delle particelle rimase un mistero fino al 1964, quando il fisico britannico Peter Higgs avanzò una teoria rivoluzionaria. Semplificando notevolmente, Higgs ipotizzò l’esistenza di un campo scalare che permea lo spazio, anche lo spazio vuoto, con un’energia non nulla che potremmo pensare come una sorta di “zuppa di bosoni”. In questa concezione, le particelle interagiscono con i bosoni all’interno di questa “zuppa” in modi diversi: alcune vengono fortemente influenzate, altre meno, altre addirittura per niente.

Il meccanismo di Higgs

Il “meccanismo di Higgs” suggerisce che queste interazioni danno origine alla massa: le particelle che interagiscono fortemente con i bosoni di Higgs acquisiscono una massa significativa, mentre quelle che interagiscono debolmente o non interagiscono affatto sono considerate prive o quasi prive di massa.

Ma la genialità di Higgs non si limitò solo a questa teoria: lo scienziato scozzese riuscì anche a ipotizzare la massa di un particolare bosone, quello che ora porta il suo nome, il bosone di Higgs. Questa previsione fornì ai ricercatori un punto di partenza per progettare esperimenti che avrebbero confermato o confutato l’esistenza di questa particella, esistenza poi acclarata nel 2012 proprio grazie agli esperimenti al CERN.

In sintesi, il lavoro di Higgs ha gettato nuova luce sulla natura della massa delle particelle e ha aperto la strada a una nuova fase di esplorazione nel campo della fisica delle particelle.

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