Una fede d’oro smarrita in un fiume, tre amici pronti a trasformare una ricerca quasi impossibile in una missione che ha il sapore delle storie della Terra di Mezzo e un viaggio in Irlanda per restituire un ricordo prezioso.
Ispirata dal mito de Il Signore degli Anelli, direttamente dall’Italia arriva una storia vera che dimostra quanto possa essere straordinaria la gentilezza.
La Compagnia dell’Anello italiana
Durante una vacanza estiva in Toscana, Patrick Mohr, originario dell’Irlanda e sposato da 16 anni, stava trascorrendo una giornata in famiglia in montagna. Mentre aiutava i figli a fare il bagno in un torrente, la fede di Patrick è scivolata dal suo dito scomparendo nella corrente.
Ovviamente per Mohr non si trattava soltanto di un anello, ma un oggetto importante e carico di ricordi. Sua moglie, però, non ha voluto arrendersi al destino chiedendo a tre ragazzi italiani, le uniche persone presenti nei paraggi in quel momento se avessero avuto degli occhialini da nuoto per poter cercare l’anello. Purtroppo i tre amici erano sprovvisti di occhialini, ma si sono comunque offerti di cercare l’anello e di restare in contatto con la famiglia di Patrick nel caso in cui la fede fosse stata ritrovata.
Filippo Palagi, Nicola Malloggi ed Edoardo Poggi non erano particolarmente ottimisti ma, per risollevare il morale di Mohr, hanno deciso di trasformare quella richiesta di aiuto in una missione degna de Il Signore degli Anelli, scherzando sul fatto che recuperare l’anello avrebbe potuto richiedere oltre mille anni.
Dopo due giorni senza risultati, cercando lungo il torrente utilizzando un kayak, i tre ragazzi hanno cambiato strategia iniziando a immergersi in acqua con delle maschere da sub finché Nicola Malloggi ha notato un riflesso sul fondo del torrente. Allungando la mano proprio come accaduto con Déagol, Nicola afferrò quella che si è rivelata essere proprio la fede perduta.
«Ciao Sméagol, guarda cosa abbiamo trovato»
Nove giorni dopo lo smarrimento, mentre era ancora in Toscana e preparava la cena, Mohr ha ricevuto un messaggio da un numero italiano sconosciuto. Allegato al messaggio c’era la fotografia dell’anello, accompagnata dalle parole: «Ciao Sméagol, guarda cosa abbiamo trovato».
Ma i tre amici avevano in mente un finale ancora più speciale: invece di restituire subito la fede al proprietario, hanno deciso che avrebbero raggiunto Patrick in Irlanda nei panni di Frodo, Merry e Sam.
After Patrick Mohr lost his ring in an Italian river he gave up hope until he received a call from some locals https://t.co/I5f55pGYGD https://t.co/MixwTlXBGn
— The Times and Sunday Times (@thetimes) October 14, 2026
Un viaggio che ha trasformato gli sconosciuti in amici
Arrivati a casa di Patrick vestiti da hobbit, accompagnati dalla musica de Il Signore degli Anelli, i tre ragazzi hanno riconsegnato l’anello a Patrick che li ha accolti a casa sua.
Per ringraziarli, Patrick ha organizzato una giornata a Glendalough, celebre sito monastico e lacustre con oltre mille anni di storia, e nella vicina valle di Glenmalure, accompagnando la giornata con una pinta di birra nel pub locale e una cena tradizionale irlandese insieme a tutta la famiglia Mohr.
Palagi ha raccontato che, prima di quell’incontro lungo il torrente, non si conoscevano affatto, mentre ora hanno stretto una forte amicizia e hanno una famiglia in Irlanda. Mohr, invece, ha riscoperto il valore della gentilezza del prossimo: a volte basta chiedere aiuto per ricevere una risposta inaspettata.
Perché, nella vita reale, non servono draghi o viaggi a Mordor per vivere un’avventura memorabile. A volte bastano tre amici e la voglia di fare la cosa giusta.

