Diabolik – Chi sei?: la recensione dell’ultima fatica dei Manetti Bros.

Diabolik Chi sei

Lo scorso 30 novembre è uscito nelle sale Diabolik – Chi sei?, il nuovo capitolo della saga con protagonista il Re del Terrore, ecco quindi la nostra recensione, realizzata dopo non solo aver visto la pellicola, ma anche dopo aver presenziato ad un evento molto particolare.

La scorsa domenica, infatti, al cinema Anteo di Milano, i Manetti Bros. sono stati protagonisti di un intervento molto interessante al termine della proiezione. Oltre ad aver tenuto una breve lezione di cinema, spiegando il loro punto di vista riguardo ai cinecomic e la loro attuale crisi, i due registi hanno spiegato il loro approccio a questo nuovo capitolo della saga.

Marco e Antonio Manetti hanno infatti sottolineato come in questa loro ultima fatica si siano molto ispirati ai film degli anni ’70, andandone a carpire le ambientazioni e lo stile di recitazione (un passaggio temporale importante quindi rispetto ai primi due film, ambientati negli anni ’60).

Diabolik – Chi sei? è quindi un film davvero interessante, che vuole rispondere alla domanda insita nel titolo, riuscendoci molto bene.

Recensione senza spoiler di Diabolik – Chi sei?

Quest’anno è stato davvero intenso per il celebre ladro creato dalle sorelle Angela e Luciana Giussani. Diversi sono stati gli eventi organizzati per celebrarlo e numerose le ristampe per commemorare i 60 anni di Eva Kant.

Ora è arrivato al cinema anche l’ultimo capitolo della fortunata saga cinematografica, che ormai da alcuni anni ci sta tenendo compagnia. A seguire la sua realizzazione, come anche per gli altri film, troviamo la mano anche di Mario Gomboli, celebre fumettista e direttore della casa editrice Astorina, responsabile della pubblicazione degli albi a fumetti e di tutto il merchandising (per dettagli si può vedere direttamente sul loro shop on-line o sulla loro pagina Instagram). Per poter dare un’idea chiara è però necessario andare con ordine in questa recensione di Diabolik – Chi sei?

Ecco quindi un piccolo indice per facilitare alla lettura:

Diabolik Chi sei

Diabolik: dal fumetto ai film

Nato come albo da viaggio per accompagnare i pendolari milanesi nelle giornate lavorative, il primo volume di Diabolik viene pubblicato l’1 novembre del 1962. L’idea delle sorelle Angela e Luciana Giussani piacque immediatamente al pubblico, portando al successo la casa editrice Astorina. La serie è attualmente in corso e conta più di 900 volumi all’attivo, disegnati e scritti da grandissimi artisti.

Grazie al successo riscosso, a Diabolik vennero ispirate diverse opere, da serie animate, a videogiochi, fino ad arrivare a film. Il primo lungometraggio con protagonista il celebre ladro è Danger Diabolik, e risale al 1968. Con la regia Mario Bava e le musiche di Ennio Morricone, la pellicola vide come attori protagonisti John Phillip Law nei panni del terrificante criminale, Marisa Mell come Eva Kant e Michel Piccoli che dava la faccia all’irreprensibile Ispettore Ginko. Nonostante questi nomi, Danger Diabolik non ottenne il successo sperato, anche se rimane anche oggi un cult per tutti i fan.

Dopo questo tentativo per anni non si ebbero più notizie, fino all’uscita di Diabolik nel 2021. Il film diretto dai Manetti Bros. riprendeva il mito del Re del Terrore, mettendo in scena il primo incontro con Eva Kant. Il grande riscontro positivo ha quindi portato all’inizio di una saga, che vede la sua degna conclusione con Diabolik – Chi sei?

I registi e il loro primo cinecomic

Durante l’interessantissimo intervento tenuto al termine della proiezione, caratterizzato da approfondimenti e pillole di lezione di cinema, i Manetti Bros. hanno raccontato come è iniziata questa loro avventura nella città di Clerville. I registi hanno infatti spiegato come il primo film della saga sia stato realizzato da loro quasi come una sfida, ma anche un esperimento, in quanto si discosta molto dallo stile che normalmente mettono nelle loro opere.

Marco e Antonio hanno ormai abituato il pubblico ad un tipo di cinema che spazia dal thriller all’horror (per il quale hanno probabilmente una predilezione) sempre però caratterizzato da una vena comica. Con Diabolik, i due artisti sperimentano un approccio più serio, quasi anche drammatico, costruendo all’interno dei singoli film diverse narrazioni, che si intrecciano e costruiscono più film nei film (anche se comunque, qualche scambio ironico, si può perfettamente notare).

Questo è proprio il caso di Diabolik – Chi Sei? dove, oltre alle vicende legate al colpo e agli intrighi che i protagonisti si ritrovano ad affrontare, lo spettatore si ritrova almeno altre due linee narrative, e in questo caso sono ben distinte. La caratteristica infatti che ho molto apprezzato è che tutti flashback che raccontano la storia del giovane Re del Terrore siano rappresentati in bianco e nero (o quasi), in modo da dare maggiore solennità al racconto.

La trama di Diabolik – Chi sei?

La vicenda è ispirata al famosissimo, nonché omonimo, albo 107 della serie. Diabolik si ritrova ad affrontare una banda di spietati rapinatori che si mettono in mezzo in un suo colpo multimilionario. Durante le indagini per scoprire l’identità di quei sanguinari assassini, il Re del Terrore finisce in trappola e viene catturato e imprigionato. Non può però sapere che si ritroverà come compagno di cella il suo acerrimo avversario, l’ispettore Ginko.

Durante la forzata reclusione, Ginko riesce a porre al Re del Terrore la domanda che da anni gli ronza nel cervello: “Diabolik, chi sei?“. Sentendosi ormai in trappola Diabolik racconta tutta la sua storia all’ispettore.

Il metodo di narrazione usato in questo lungo flashback dai registi è molto interessante. Sembra infatti di vedere un film dentro a un film, creando un’esperienza davvero splendida per gli spettatori.

Diabolik Chi sei

Gli attori di Diabolik

In questo film ritroviamo i protagonisti di sempre, e anche delle piacevoli comparse.

Torna Miriam Leone nei panni della bellissima Eva Kant, figura fondamentale in tutti i film, ma che trova un ruolo principe in questo capitolo, assieme a Altea di Vallenberg, interpretata ancora da Monica Bellucci.

Valerio Mastandrea impersona ancora l’irreprensibile ispettore Ginko, che in questo capitolo si ritroverà a dover prendere delle scelte molto difficili. Avendo ormai fatto suo il personaggio, i registi hanno poi raccontato di come in questo capitolo, l’attore abbia messo molto del suo, andando a volte a modificare in meglio il copione originale.

Tra gli altri personaggi troviamo nomi del calibro di Max Gazzè, che veste i panni di una delle identità segrete di Diabolik, e Paolo Calabresi da il volto al re della malavita King.

I registi hanno anche affrontato questo argomento, come chiusura del loro intervento. Nell’ultimo lungometraggio, come anche in Ginko all’attacco! il Re del Terrore è impersonato da Giacomo Gianniotti, cambiamento rispetto al primo capitolo della saga dove l’attore era Luca Marinelli. Per affrontare il cambio di attore, i registi hanno detto di aver valutato diverse opzioni, compresa quella della scusa del cambio di volto tramite le celebri maschere. La scelta finale però è stata quella di non usare nessuna scusa, cambiando semplicemente volto a Diabolik, mossa usata per anni anche per la saga di 007.

La Clerville delle sorelle Giussani rappresentata come un Italia che fu

In Diabolik – Chi sei? i Manetti Bros. si sono sicuramente divertiti (come hanno confermato loro stessi) a ricostruire un’ambientazione anni ’70, cosa che segna un balzo temporale importante rispetto agli altri due film, che invece si svolgevano nel pieno degli anni ’60.

Il cambio è sicuramente palese nelle ambientazioni, che vedono una Clerville più moderna e, soprattutto, molto vicina all’Italia di quel tempo. Come molti fan del Re del Terrore sapranno, la città in cui si svolgono le avventure del ladro è di pura invenzione, ma riprende molte caratteristiche del nostro Paese. Per rendere meglio questa caratteristica, i registi hanno deciso di ambientare molte scene in città diverse: da Bologna, a Trieste, fino alla città natale di Diabolik, Milano.

Durante il loro intervento, i Marco e Antonio hanno poi spiegato il grande lavoro di ricerca e studio fatto per riprendere lo stile di recitazione dei film dell’epoca, al fine di donare alla pellicola un tono solenne e permettere allo spettatore un vero viaggio nel tempo. Il tutto poi è contornato da una colonna sonora funky, inserita appositamente come riferimento ai meravigliosi anni ’70.

Conclusioni e impressioni personali

Tiriamo quindi le fila di questa recensione di Diabolik – Chi sei?.

Il film ha una durata di circa 2 ore e, dopo averlo visto, posso affermare che con questo lungometraggio i Manetti Bros. hanno realizzato una conclusione perfetta per una splendida saga cinematografica.

Durante la proiezione si riesce a vedere come la trama si intrecci perfettamente con la colonna sonora. Le musiche sono, infatti, di genere funky, in modo da richiamare gli anni ’70. Le ambientazioni della città immaginaria di Clerville sono state ricreate in maniera perfetta e dettagliata, grazie anche all’utilizzo di città italiane come set.

La recitazione, caratterizzata da tempi lunghi e toni esagerati, crea un’esperienza molto particolare per lo spettatore. A tratti questa caratteristica può sembrare pesante, ma il tutto viene attenuato dal clima noir della storia e alcune scene ironiche, che spezzano il clima del film.

Gli attori scelti per interpretare i personaggi sono perfetti e danno un tono ancora più solenne alla narrazione della storia.

Concludo questa recensione di Diabolik – Chi sei? confermando che, nel complesso, si tratta di film da non perdere e da vedere sicuramente, soprattutto per chi ha apprezzato gli altri lungometraggi della saga. Tutti i fan del Re del Terrore poi ameranno come i registi hanno rappresentato questa storia che ormai è diventato un cult del fumetto. Questa può essere poi un’occasione perfetta per chi non avesse mai letto la serie Astorina per approcciarsi allo stile di una delle pietre miliari del fumetto italiano.

Diabolik Chi sei
Conclusioni
Il film presenta un'ambientazione e una colonna sonora che si adattano perfettamente alla trama. Piccolo dettaglio che può rendere il film leggermente pesante è la recitazione lenta e, a volte, eccessivamente enfatizzata. Detto questo è però sicuramente una visione consigliata non solo ai fan di Diabolik.
Pro
Trama avvincente e ben narrata
Stupenda colonna sonora
Ambientazioni dettagliate e ben costruite
Contro
Recitazione troppo lenta e a tratti esagerata in alcuni dialoghi, anche se appositamente inscenata per richiamare i film degli anni '70
8
Voto Finale