Home Blog Pagina 24

It – Capitolo tre torna a far parlare di sé mentre Welcome to Derry chiude la prima stagione

0

Quando sembrava che l’incubo di Derry si fosse finalmente placato, nuove dichiarazioni hanno riacceso l’attenzione dei fan. Con la conclusione della prima stagione di It: Welcome to Derry, l’ipotesi di It – Capitolo tre è tornata improvvisamente sul tavolo. E questa volta non si tratta solo di speculazioni.

Per anni abbiamo dato per conclusa la storia cinematografica con It – Capitolo due del 2019, convinti che il percorso del Club dei Perdenti fosse arrivato a una chiusura definitiva. Eppure, l’espansione narrativa portata dalla serie HBO ha dimostrato che l’universo creato da Stephen King ha ancora molte zone d’ombra da esplorare. Zone che potrebbero diventare terreno fertile per un nuovo film.

Le parole di Barbara Muschietti riaprono il discorso

A rimettere tutto in discussione è stata Barbara Muschietti, co-creatrice di It: Welcome to Derry insieme al fratello Andy. In un’intervista ha chiarito che la porta non è affatto chiusa su un nuovo capitolo cinematografico. Anche se It – Capitolo uno e It – Capitolo due hanno raccontato una storia apparentemente completa, l’universo di It resta, nelle sue parole, ancora pieno di possibilità.

Muschietti ha spiegato che il romanzo originale di Stephen King contiene volutamente dei vuoti narrativi. Secondo lei, questi spazi non raccontati sono una risorsa preziosa. Ha detto che “vedremo cosa succederà, perché questo è un universo, e ci sono personaggi ancora affascinanti. Ci sono più lacune. Quando Stephen King ha scritto il libro, credo le abbia lasciate apposta. E anche se non fosse stato intenzionale, sono incidenti felici. Per noi sono una meraviglia”.

Un’affermazione che lascia poco spazio ai dubbi: l’idea di continuare esiste, ed è concreta.

Welcome to Derry e i vuoti narrativi del romanzo di Stephen King

Lavorare su Welcome to Derry ha permesso ai creatori di tornare in profondità nella storia della città, mettendo in luce eventi, traumi e dinamiche solo accennate nei film precedenti. Proprio questo processo ha fatto emergere nuove domande e nuove prospettive.

Barbara Muschietti ha raccontato che rileggere il romanzo oggi, dopo decenni, cambia completamente il modo di interpretarlo. Da adolescenti lo avevano affrontato con uno sguardo diverso. Ora, da adulti e da genitori, il materiale assume un peso emotivo nuovo. Questo cambio di prospettiva, secondo noi, è uno degli elementi più interessanti: It non parla solo di mostri, ma di crescita, memoria e ferite che non si rimarginano mai del tutto.

Ed è proprio qui che un eventuale It – Capitolo tre potrebbe trovare la sua ragione di esistere, andando oltre la semplice ripetizione di ciò che già conosciamo.

Il futuro del franchise tra film e serie

Al momento HBO non ha ancora annunciato ufficialmente una seconda stagione di It: Welcome to Derry, né esiste una conferma formale su It – Capitolo tre. Tuttavia, il tono delle dichiarazioni lascia intendere che il viaggio non sia finito. La stessa Muschietti ha ammesso di non pensare che questa sia la fine, limitandosi a dire che “non credo che tutto finisca qui”.

Noi sappiamo bene che Derry è un luogo ciclico, dove il male tende sempre a riaffiorare. Che si tratti di tornare su personaggi già noti o di introdurne di nuovi, il franchise sembra pronto a esplorare ancora una volta le paure più profonde, quelle che non scompaiono con l’età.

Per chi pensava che Pennywise fosse stato sconfitto una volta per tutte, questo è un promemoria inquietante: a Derry, nulla resta sepolto per sempre.

Fallout 2 debutterà su Prime Video oggi, con un giorno di anticipo

0

Amazon ha deciso di anticipare a sorpresa il debutto di Fallout Stagione 2, spostando la premiere su Prime Video di un giorno rispetto a quanto inizialmente annunciato. La notizia è stata comunicata in modo decisamente spettacolare, trasformando la Sphere di Las Vegas in una gigantesca palla di neve a tema Fallout, con i personaggi principali della serie e persino un Deathclaw che sembrava pronto a sfondare la struttura. Le immagini dell’evento sono state condivise sui canali social ufficiali dello show, diventando subito virali.

In origine, la prima puntata della nuova stagione sarebbe dovuta arrivare il 17 dicembre. Ora invece l’esordio è fissato per il 16 dicembre, con la serie che tornerà quindi prima del previsto. La seconda stagione sarà composta da otto episodi, distribuiti con cadenza settimanale su Prime Video, fino al finale previsto all’inizio di febbraio 2026.

Un lancio spettacolare e una strategia ben precisa

L’anticipo della premiere non è stato solo un cambio di calendario, ma anche un’operazione di marketing molto evidente. La scelta di usare la Sphere di Las Vegas come vetrina promozionale ha rafforzato il legame tra la serie e l’immaginario iconico del franchise videoludico, puntando su un evento visivo forte e immediatamente riconoscibile.

La presenza di Lucy, Maximus e del Ghoul, insieme a uno dei nemici più iconici dei giochi, ha confermato la volontà di Amazon di trattare Fallout come uno dei suoi titoli di punta. Dopo il successo della prima stagione, l’obiettivo sarà chiaramente quello di mantenere alta l’attenzione del pubblico e consolidare la serie come uno dei grandi adattamenti televisivi tratti dai videogiochi.

La trama della seconda stagione tra Mojave e New Vegas

Dal punto di vista narrativo, Fallout – Stagione 2 riprenderà gli eventi lasciati in sospeso nel finale della prima stagione. Lucy formerà un’alleanza inattesa con il Ghoul, interpretato da Walton Goggins, e insieme si addentreranno nelle terre desolate del Mojave. La loro destinazione sarà New Vegas, una delle ambientazioni più amate dai fan della saga videoludica, alla ricerca di Hank, il padre di Lucy, interpretato da Kyle MacLachlan.

In parallelo, Maximus e la Confraternita d’Acciaio si prepareranno a quella che sembrerà una vera e propria invasione su larga scala da parte di una forza ancora sconosciuta, come mostrato anche nel trailer ufficiale. Questo doppio binario narrativo lascerà intendere una stagione più ampia e ambiziosa, con un’espansione significativa del mondo post-apocalittico già introdotto.

Cast, nuovi ingressi e il futuro della serie

Accanto ai protagonisti, torneranno anche Moisés Arias nei panni di Norm MacLean e Frances Turner come Barb Howard. La seconda stagione introdurrà inoltre nuovi personaggi di rilievo, tra cui Kumail Nanjiani, che interpreterà un alto ufficiale della Confraternita d’Acciaio, e Macaulay Culkin, descritto come un personaggio dalla mente geniale.

Un dettaglio importante riguarda il futuro della serie. Prima ancora dell’uscita della seconda stagione, Fallout – Stagione 3 è già stata pianificata e dovrebbe entrare in produzione nell’estate del 2026. Il produttore esecutivo Jonathan Nolan ha più volte sottolineato la volontà di evitare lunghe pause tra una stagione e l’altra, una scelta che punta a mantenere continuità narrativa e interesse costante da parte del pubblico.

Con l’anticipo della premiere e una strategia a lungo termine già delineata, Fallout si conferma come uno dei progetti seriali più importanti di Prime Video, pronto a tornare nel Wasteland con ancora più ambizione.

Avengers Doomsday: gustiamoci il primo trailer leakato che svela un clamoroso ritorno

0

Internet è in subbuglio per il primo trailer di Avengers: Doomsday, filmato frutto di un leak che sta rimbalzando online facendo schizzare alle stelle l’hype dei fan grazie al clamoroso ritorno sulle scene di uno dei personaggi più amati del MCU.

Immagini sfocate ma il primo teaser trailer di Avengers Doomsday è tanta roba

Ma bando alle vuote ciance e ammiriamo il video promozionale prima che la mannaia del copyright si abbatta sul web cancellando ogni traccia di questa succosa e inaspettata anteprima.

Protagonista del trailer è Chris Ewans nei panni di Steve Rogers, con la sua che secondo le più recenti indiscrezioni non dovrebbe essere un’apparizione fugace.

Il teaser, più simile a una breve scena estesa che a un classico trailer, si apre con Steve che arriva in moto raggiungendo la casa vista per l’ultima volta nel finale di Avengers: Endgame.

Successivamente lo vediamo all’interno dell’abitazione che, dopo aver risposto in l’uniforma da Captain America, tiene in braccio un bebè, molto probabilmente il figlio che ha avuto con Peggy Carter (Hayley Atwell).

Il filmato si chiuderebbe con la scritta: “Steve Rogers Will Return in Avengers: Doomsday” seguita da un countdown verso l’uscita del film.

Tutto ciò non fa che confermare come Avengers: Doomsday intenda giocare con il passato dell’MCU.

Perché il ritorno di Steve Rogers cambia tutto

Se Avengers: Doomsday ha riportato in scena Steve Rogers, non si tratta solo di fanservice. Parliamo di uno dei pilastri emotivi dell’intero Marvel Cinematic Universe.

Steve rappresenta l’idea di eredità, sacrificio e tempo che passa. Rivederlo dopo Endgame, magari in una fase diversa della sua vita, potrebbe riservarci diverse possibilità:

  • un’esplorazione più profonda delle linee temporali;
  • un ponte emotivo tra la vecchia e la nuova generazione di Avengers;
  • un ruolo chiave nel conflitto multiversale che il titolo Doomsday lascia chiaramente intendere.

In altre parole: se Evans è tpornato non lo ha fatto per un semplice cameo.

Fonte

Uwe Boll torna a rebootare Alone in the Dark con un nuovo film

Uwe Boll è pronto a tornare su uno dei titoli più controversi della sua carriera. Il regista tedesco ha infatti annunciato un nuovo reboot cinematografico di Alone in the Dark, celebre serie videoludica survival horror, dopo il fallimentare adattamento del 2005 che è rimasto tristemente famoso tra critica e pubblico. Questa volta, però, Boll prometterà un approccio molto più fedele al materiale originale.

Secondo quanto riportato, la sua casa di produzione Event Films avrebbe acquisito i diritti per adattare la saga videoludica da THQ Nordic, aprendo ufficialmente la strada a un nuovo film. Un ritorno che farà discutere, soprattutto considerando la reputazione che Boll si è costruito negli anni con le trasposizioni cinematografiche dei videogiochi.

Un reboot ispirato al remake videoludico del 2024

A differenza del film del 2005, che prendeva solo spunti molto liberi dal gioco originale, questo nuovo progetto seguirà la trama del remake di Alone in the Dark uscito nel 2024. L’intenzione dichiarata sarà quella di recuperare lo spirito delle origini, mantenendo l’atmosfera e il contesto che hanno reso la serie un punto di riferimento del genere horror.

Lo stesso Boll ha spiegato che l’obiettivo sarà catturare l’epoca e il tono dei giochi originali, adattando però la storia più recente. Al centro del racconto tornerà Edward Carnby, personaggio iconico della saga, per il quale verrà scelto un nuovo interprete. Il regista ha sottolineato come il reboot rappresenti un’occasione per rilanciare il franchise sul grande schermo, cercando di rimediare agli errori del passato.

Le origini di Alone in the Dark tra Lovecraft e horror psicologico

Il primo Alone in the Dark ha debuttato nel 1992, ispirandosi in modo evidente all’immaginario di H.P. Lovecraft. La storia seguiva due protagonisti, Edward Carnby ed Emily Hartwood, impegnati a indagare sulla misteriosa morte dello zio di lei, Jeremy Hartwood. L’ambientazione principale era la villa di Derceto, in Louisiana, un luogo infestato da presenze soprannaturali e forze oscure.

Nel corso dell’avventura, i personaggi si trovavano ad affrontare creature inquietanti e situazioni cariche di tensione, elementi che hanno contribuito a definire il linguaggio dell’horror videoludico moderno. Il remake del 2024 ha ampliato questa struttura narrativa, approfondendo i retroscena dei protagonisti e introducendo finali multipli, legati alle scelte compiute dal giocatore. Sarà proprio questa versione più ricca e stratificata a fungere da base per il nuovo film.

Il passato controverso di Uwe Boll e le aspettative sul film

Quando si parla di adattamenti cinematografici tratti dai videogiochi, il nome di Uwe Boll è spesso associato a risultati deludenti. Tra i primi anni Duemila, il regista ha firmato film come House of the Dead, BloodRayne e Far Cry, opere che hanno incassato poco e ricevuto giudizi estremamente negativi, soprattutto per le libertà prese rispetto ai giochi originali.

Proprio per questo, il nuovo reboot di Alone in the Dark sarà osservato con grande scetticismo. La promessa di una maggiore fedeltà alla fonte potrebbe rappresentare un cambio di rotta, ma resta da vedere se Boll riuscirà davvero a tradurre sullo schermo l’atmosfera opprimente e il fascino dell’horror psicologico che hanno reso celebre la saga.

Il progetto è ancora nelle fasi iniziali e non sono stati annunciati dettagli su cast o data di uscita. Resta quindi aperta la domanda: questo ritorno sarà una seconda possibilità riuscita o l’ennesimo capitolo discusso nella carriera del regista?

Un nuovo gioco survival horror di Alien sarebbe in sviluppo da Eidos Montreal, con Sigourney Weaver nel mirino

0

Un nuovo videogioco survival horror ambientato nell’universo di Alien sarebbe attualmente in sviluppo presso Eidos Montreal, lo studio noto per il reboot di Deus Ex e per Marvel’s Guardians of the Galaxy. Secondo quanto riportato da Insider Gaming, il progetto punterebbe su un’esperienza single player fortemente narrativa, ambientata a bordo di una stazione spaziale in rovina, dove la sopravvivenza sarà al centro di tutto.

L’idea di fondo richiamerebbe un mix tra esplorazione, tensione costante e gestione delle risorse, con un’impostazione che alcune fonti interne descrivono come una sorta di Shadow of the Tomb Raider declinato in chiave Alien, con gli xenomorfi al posto delle tombe da esplorare. Un paragone che ci aiuta a capire il tipo di approccio scelto, più ragionato e meno votato all’azione pura.

Un’esperienza survival tra furtività, enigmi e intelligenza artificiale adattiva

Il gioco di Alien si concentrerà su furtività, logica e gestione delle risorse, elementi fondamentali per sopravvivere in un ambiente ostile. Oltre agli xenomorfi, i giocatori dovranno affrontare anche unità speciali armate, costringendoci a scegliere con attenzione quando nasconderci e quando passare allo scontro diretto.

Una parte importante dell’esperienza sarà dedicata agli enigmi ambientali, come la riparazione di macchinari o la decodifica di sistemi di sicurezza. I combattimenti, quando inevitabili, saranno influenzati da una IA progettata per adattarsi alle tattiche utilizzate, rendendo ogni incontro potenzialmente diverso dal precedente. Questo approccio prometterà una tensione costante, in linea con lo spirito del franchise.

Personaggi, protagonisti e il possibile ritorno di Ripley

Secondo i documenti citati dalle fonti, il gioco includerà almeno tre personaggi principali. La protagonista sarà Aubrey, un’ingegnera capace di muoversi all’interno della stazione spaziale utilizzando strumenti come rampini e stivali magnetici, elementi che allargheranno le possibilità di esplorazione verticale.

L’antagonista principale dovrebbe essere Ryuzo, un personaggio che avrebbe trasformato la stazione nel proprio baluardo personale. Ma il nome che fa più rumore è quello di Ripley 8, clone di Ellen Ripley, personaggio iconico della saga cinematografica di Alien.

A quanto risulta, Sigourney Weaver sarebbe stata contattata per riprendere il ruolo, anche se al momento si parlerebbe solo di un primo approccio, senza alcuna conferma ufficiale. Se l’operazione andrà in porto, si tratterebbe di un ritorno molto significativo per i fan storici della serie.

Uno sviluppo lungo e complesso, con uscita prevista nel 2028

Lo sviluppo del gioco sarebbe iniziato già nel 2020 e avrebbe attraversato una fase piuttosto travagliata. Il progetto sarebbe passato tra diversi studi, tra cui anche Grasshopper Manufacture, lo studio dietro No More Heroes, utilizzando vari nomi in codice, come “Marathon”. Per un periodo, il gioco era persino dato per cancellato.

Le informazioni più recenti indicano invece che il progetto sarebbe tornato attivamente in sviluppo presso Eidos Montreal, con un budget stimato intorno ai 75 milioni di dollari. Al momento ci troveremmo ancora nelle primissime fasi di lavorazione, con una finestra di uscita fissata al 2028 su tutte le principali piattaforme.

Se queste premesse verranno confermate, potremmo trovarci davanti a uno dei progetti videoludici più ambiziosi mai realizzati per il franchise di Alien, capace di riportare al centro la paura, l’isolamento e la tensione che hanno reso la saga un punto di riferimento della fantascienza horror.

Marvel Comics annuncia una nuova serie prequel su Darth Maul che preparerà il terreno per Maul – Shadow Lord

Marvel Comics espanderà ancora una volta i confini dell’universo di Star Wars, annunciando una nuova miniserie a fumetti che fungerà da prequel ufficiale della serie animata Maul – Shadow Lord. Il progetto racconterà una fase cruciale della vita di Darth Maul, collocandosi dopo l’Ordine 66 e mostrando il suo tentativo di ricostruire un impero criminale dalle ceneri della galassia.

Il personaggio di Maul, introdotto in Star Wars: Episodio I – La Minaccia Fantasma, è stato riportato in vita da George Lucas nella serie Star Wars: The Clone Wars, trasformandosi nel tempo in uno dei villain più complessi e affascinanti del franchise. Ora, per la prima volta, diventerà il protagonista assoluto di una serie tutta sua, e Marvel accompagnerà questo debutto con una storia pensata per prepararci a ciò che vedremo sullo schermo.

Shadow of Maul: il fumetto che anticiperà la serie animata

La nuova miniserie si intitolerà Star Wars: Shadow of Maul e sarà scritta da Benjamin Percy, con i disegni di Madibek Musabekov. Il fumetto sarà un vero e proprio prequel narrativo di Maul – Shadow Lord, introducendo ambientazioni e personaggi che ritroveremo nella serie animata.

La storia seguirà Maul mentre cercherà di rimettere insieme il suo sindacato criminale dopo la caduta dei Jedi, pianificando allo stesso tempo una vendetta contro i Sith che lo hanno abbandonato. Il racconto sarà ambientato su Janix, un pianeta rimasto fuori dal controllo diretto dell’Impero, descritto come un labirinto di luci al neon e ombre profonde, perfetto per traffici illeciti e giochi di potere.

 

Visualizza questo post su Instagram

 

Un post condiviso da Marvel Comics (@marvelcomics)

Il pianeta Janix e i nuovi personaggi

Shadow of Maul introdurrà un nuovo cast, tra cui il capitano Brander Lawson e il suo partner, un droide soprannominato Two Boots. I due indagheranno su misteriose attività criminali su Janix, cercando di far rispettare la legge in un territorio dove la legge sembra non esistere. Sullo sfondo incomberà la presenza di Maul, una minaccia silenziosa ma costante, pronta a emergere dalle ombre.

La sinossi ufficiale descrive Janix come un mondo oltre la portata dell’Impero, una città soffocata da segreti e peccati, dove i signori del crimine si muovono indisturbati. Sarà proprio qui che Maul inizierà a tessere la sua nuova rete di potere.

Le parole di Benjamin Percy su Darth Maul

Benjamin Percy non è nuovo al personaggio, avendo già lavorato su Darth Maul – Black, White & Red. Lo sceneggiatore ha spiegato che questo progetto gli permetterà di raccontare una storia più ampia e strutturata. Ha dichiarato che le sue precedenti esperienze in Star Wars sono state un piacere, ma limitate a storie brevi, mentre Shadow of Maul gli consentirà di esplorare davvero il mondo di Maul e una nuova angolazione dell’universo narrativo.

Percy ha descritto il fumetto come un racconto criminale dai toni noir, popolato da poliziotti, sindacati del crimine e città illuminate al neon. Ha sottolineato come lo stile artistico di Musabekov, definito ruvido e concreto, si sposerà perfettamente con questa atmosfera. Inoltre, il team lavorerà in stretto contatto con Lucasfilm, leggendo le sceneggiature e visionando gli episodi della serie animata, in modo che il fumetto funzioni davvero come un’introduzione diretta a Maul – Shadow Lord.

La miniserie sarà composta da cinque numeri e debutterà il 4 marzo. Questa data suggerirà anche una possibile finestra di uscita per la serie animata, rendendo Shadow of Maul un passaggio quasi obbligato per chi vorrà seguire l’ascesa di Darth Maul in questa nuova fase della saga di Star Wars.

Star Wars: asta record per il poster originale del primo film della saga

Prima delle spade laser, prima dei droidi, prima ancora che la Forza entrasse nel nostro immaginario, Star Wars era un poster.

Un’immagine potente, misteriosa, promettente. Un manifesto che nel 1977 occupava intere pagine di giornale, dominava i cartelloni pubblicitari e faceva sognare chiunque incrociasse lo sguardo di quel misterioso personaggio mascherato avvolto nello spazio profondo.

Quel poster adesso è l’oggetto più costoso mai legato al franchise di Star Wars.

Il manifesto che ha fatto la storia vale 3,9 milioni di dollari

Il dipinto originale realizzato da Tom Jung per il poster di Star Wars: Episodio IV – Una Nuova Speranza è stato venduto da Heritage Auctions per 3,9 milioni di dollari, superando anche il record stabilito pochi mesi fa da una spada laser di Darth Vader.

Si tratta di un’opera realizzata in acrilico e aerografo, utilizzata come half-sheet poster ufficiale del film. Un incarico tutt’altro che semplice: Jung doveva presentare un universo completamente nuovo, popolato da personaggi bizzarri, astronavi mai viste prima e un villain iconico… senza confondere il pubblico.

Geometria, epicità e un nuovo linguaggio visivo

La forza del dipinto sta nella sua composizione. Jung costruisce l’immagine attorno alla presenza imponente di Darth Vader che incombe su tutto, immerso nel blu profondo dello spazio. Da lì, la scena si apre con una precisione quasi matematica.

Gli X-Wing che sfrecciano nello spazio, mentre due composizioni triangolari introducono i rapporti chiave della saga:

  • Luke Skywalker e Obi-Wan Kenobi;
  • Luke Skywalker e la Principessa Leia.

Il risultato è un poster che richiama volutamente lo stile classico dei grandi manifesti fantasy, dimostrando che, nonostante astronavi e tecnologia futuristica, Star Wars è prima di tutto un grande dramma epico ambientato nello spazio.

Come ha spiegato Charles Epting, responsabile di Heritage Auctions: “La composizione doveva raccontare abbastanza da incuriosire, ma lasciare anche spazio al mistero. L’opera richiama illustratori classici come Frank Frazetta ed è una visione sorprendentemente analogica di un universo hi-tech. Ed è potente oggi come lo era quasi 50 anni fa.”

poster originale star wars

Dalla galassia lontana lontana al salotto di casa Kurtz

Dopo l’uscita del film, il dipinto è rimasto per anni negli uffici californiani di Gary Kurtz, produttore di Una Nuova Speranza. In seguito è stato trasferito nella sua abitazione di famiglia, fino a quando sua figlia Melissa ha deciso di metterlo all’asta.

Un dettaglio incredibile: già alla partenza da 1 milione di dollari, il dipinto aveva superato il precedente record per un’arte di poster cinematografico, detenuto da Apocalypse Now (687.500 dollari nel 2024).

Star Wars continua a macinare record

Questo è il secondo record assoluto per Star Wars nel solo 2025.

A settembre, una spada laser usata da Darth Vader ne L’Impero Colpisce Ancora e Il Ritorno dello Jedi — visibilmente rovinata, graffiata, vissuta — è stata venduta per 3,6 milioni di dollari.

Il messaggio è chiarissimo: il legame emotivo con Star Wars non si è mai indebolito. Anzi, continua a crescere, insieme al valore culturale (ed economico) dei suoi cimeli.

Quasi mezzo secolo dopo, quella galassia lontana lontana continua ancora a far battere il cuore e a svuotare i portafogli degli appassionati.

fonte

Addio a Gainax: dopo 42 anni chiude definitivamente lo studio di animazione di Evangelion

0

Gainax, lo storico studio di animazione giapponese dietro capolavori come Neon Genesis Evangelion, Gunbuster, FLCL, Nadia – Il mistero della pietra azzurra e Gurren Lagann, ha ufficialmente chiuso i battenti dopo oltre 42 anni di attività.

Lo studio, fondato il 24 dicembre 1984 a Musashino, Tokyo, aveva già dichiarato bancarotta nel maggio 2024, ma ora è arrivata la conferma definitiva: Gainax ha cessato formalmente ogni operazione, completando tutte le procedure legate al fallimento.

Un pezzo di storia dell’animazione giapponese se ne va. E non senza lasciare ferite.

Hideaki Anno: “Una fine davvero deludente”

Hideaki Anno, co-fondatore di Gainax insieme a Hiroyuki YamagaToshio OkadaTakami AkaiYoshiyuki SadamotoYasuhiro Takeda e Shinji Higuchi, nonché mente creativa dietro Evangelion, attraverso una lunga e sentita dichiarazione pubblicata sul sito di Studio Khara ha definito la chiusura dello studio “una fine davvero deludente”, aggiungendo di accettarla “con un certo senso di calma”, segno di una vicenda lunga, complessa e logorante.

Il creatore di Evangelion ha confermato che debiti, obblighi legali e materiali sono stati finalmente risolti e che i diritti delle opere sono stati restituiti ai legittimi proprietari, mettendo fine a un limbo che durava da anni.

Hideaki Anno

Una fine annunciata tra scandali e cattiva gestione

Il declino di Gainax si è accelerato drasticamente nel 2019, quando l’allora CEO Tomohiro Maki è stato arrestato e successivamente condannato a due anni e sei mesi di carcere per l’aggressione sessuale a una doppiatrice minorenne. Un colpo durissimo, sia a livello reputazionale che strutturale.

Ma secondo Anno, il problema andava ben oltre il singolo scandalo. Il papà di Neon Genesis Evangelion ha parlato apertamente di anni di cattiva gestione interna, tra:

  • diritti trasferiti in modo improprio;
  • royalties non pagate;
  • mancanza di rispetto verso opere e dipendenti;
  • tentativi di inganno nei confronti dello staff.

Una situazione talmente grave da spingere Studio Khara (fondato dallo stesso Anno) a intentare una causa civile contro Gainax, conclusasi all’inizio del 2023 con un risarcimento di 100 milioni di yen e delle scuse formali da parte dei responsabili.

Neon Genesis Evangelion

L’ultimo tentativo di salvare il salvabile

Anno ha voluto ringraziare pubblicamente Yasuhiro Kamimura, ultimo rappresentante legale di Gainax e liquidatore, per aver gestito la fase finale con serietà e trasparenza, affrontando i creditori e garantendo il trasferimento corretto dei diritti e dei materiali rimasti.

Un lavoro sporco, difficile, ma necessario per evitare che il nome Gainax venisse definitivamente sepolto sotto il peso delle sue stesse macerie.

La fine di Gainax ma non della sua eredità

Anche se lo studio non esiste più, l’eredità di Gainax è ovunque.

Molti dei suoi talenti hanno dato vita ad alcuni degli studi più importanti dell’industria moderna, come Trigger e Khara, portando avanti quello spirito sperimentale, ribelle e creativo che ha reso Gainax leggendaria.

La chiusura segna la fine di un’epoca, ma anche la conferma di una verità amara: il genio creativo non basta, se manca una gestione sana e responsabile.

Le opere di Gainax ci hanno insegnato a guardare dentro noi stessi, a mettere in discussione l’eroismo, la tecnologia, l’identità. È ironico, e forse tragicamente appropriato, che alla luce di questa morale lo studio non sia riuscito a salvare se stesso.

fonte

Diablo IV: l’espansione Lord of Hatred arriva il 28 aprile e la classe Paladino è già giocabile

0

Durante i Game Awards Blizzard ha deciso di alzare l’asticella dell’hype infernale annunciando ufficialmente Diablo IV: Lord of Hatred, l’espansione che segna il nuovo, decisivo capitolo dell’Era dell’Odio.

Lord of Hatred sarà disponibile dal 28 aprile 2026, ma la vera sorpresa è un’altra: il Paladino è già giocabile da oggi per chi sceglie il preacquisto.

Il ritorno di Mefisto non è solo una promessa narrativa, ma il fulcro di un’espansione che punta a rivoluzionare Diablo IV sotto ogni aspetto: storia, classi, endgame e persino il modo di vivere Sanctuarium.

L’era dell’odio raggiunge il punto di non ritorno

La campagna di Lord of Hatred porta i giocatori nel cuore del piano millenario di Mefisto. Le legioni infernali si muovono senza più freni, mentre le Pozze della Creazione attirano il Primo Maligno sempre più vicino al mondo dei mortali.

Il Viandante si troverà costretto a stringere alleanze scomode, fondate più sulla sopravvivenza che sulla fiducia. La posta in gioco è totale: Sanctuarium è sull’orlo del collasso e questa volta non esistono compromessi.

Il paladino torna a brandire la luce

La classe più attesa dai fan storici fa finalmente il suo ritorno. Il Paladino è di nuovo protagonista, armato di spada, scudo e Fede incrollabile.

Tra abilità iconiche come Martello Benedetto, Aure, Zelo e Furia Celeste, e trasformazioni divine come la forma di Giudice, il Paladino rappresenta l’equilibrio perfetto tra difesa, supporto e devastazione sacra.

Chi preacquisterà Lord of Hatred può giocare lil paladino fin da oggi, senza attendere l’uscita dell’espansione.

E non è finita qui: Blizzard ha già confermato che una seconda nuova classe, ancora avvolta nel mistero, verrà svelata e resa disponibile con il lancio ufficiale ad aprile.

Skovos: la regione più antica di Sanctuarium

Il viaggio contro Mefisto conduce a Skovos, una terra mai esplorata prima in Diablo IV. Antica culla dei Primogeniti e luogo legato a Lilith e Inarius, oggi Skovos è governata dall’Oracolo e dalla Regina Amazzone.

Tra coste vulcaniche, giungle soffocanti, templi dimenticati e rovine battute dall’oceano, la nuova regione promette spedizioni inedite, nemici letali e una lore che affonda le radici nelle origini stesse di Sanctuarium.

Lord of Hatred non è solo un’espansione

Lord of Hatred introduce i cambiamenti più radicali mai visti dal lancio di Diablo IV:

  • Albero delle Abilità riprogettato con più profondità e varianti.
  • Filtro bottino per dire addio al caos dell’inventario.
  • Ritorno del Cubo Horadrico in un sistema di crafting evoluto.
  • Nuovo sistema di Talismani per build basate su bonus di set.
  • Piani di Guerra per plasmare l’endgame secondo le scelte dei giocatori.
  • Eco dell’Odio, una modalità senza fine contro orde demoniache.

E sì, anche la Pesca, per rilassarsi… almeno finché qualcosa non emerge dall’acqua.

Edizioni, contenuti e accesso immediato

Tutte le edizioni di Lord of Hatred includono automaticamente Vessel of Hatred, la prima espansione, con accesso allo Spiritista, ai Mercenari e a Nahantu.

Le versioni Deluxe e Ultimate aggiungono cosmetici, cavalcature, mascotte, platino e bonus esclusivi.

Per i nuovi giocatori arriva anche la Diablo IV: Age of Hatred Collection, che raccoglie gioco base ed entrambe le espansioni: otto classi, progressi condivisi, cross-play e un endgame pensato per durare a lungo.

Tutto ciò che c’è da sapere sulla nuova espansione di Diablo IV è disponibile sulla pagina blog post dedicato.

Devil May Cry 2: la nuova stagione dell’anime ha una data di uscita

0

Netflix ha ufficialmente annunciato la data di uscita di Devil May Cry 2, la seconda stagione dell’adattamento dell’iconico franchise Capcom ribadendo che la serie anime è solo all’inizio della sua corsa infernale.

Un debutto col botto (letteralmente)

La prima stagione, composta da otto episodi, è arrivata sulla piattaforma di streaming lo scorso 3 aprile e ha subito fatto centro.

In appena tre giorni ha totalizzato 5,3 milioni di visualizzazioni, piazzandosi al quarto posto nella Top 10 globale di Netflix ed entrando tra i contenuti più visti in 87 Paesi.

Nel primo ciclo di episodi abbiamo visto protagonisti Dante, Vergil e Lady, con un tono che miscela azione sopra le righe, stile anime moderno e un’estetica che strizza l’occhio ai fan storici della saga videoludica.

Adesso l’appuntamento è fissato per la prossima primavera, con la seconda stagione che debutterà martedì, 12 maggio 2026.

Un progetto pensato sul lungo periodo

La notizia della stagione 2 non arriva a sorpresa. Il team creativo aveva già pianificato più stagioni fin dal 2021, segno che Netflix e i produttori credono fortemente nel progetto.

Alla guida troviamo Adi Shankar, già noto per Castlevania, affiancato dallo sceneggiatore Alex Larsen (Yasuke). L’animazione è curata da Studio Mir, garanzia di qualità e fluidità nelle scene d’azione.

Sul fronte musicale, la serie non ha certo giocato in difesa: la sigla d’apertura con “Rollin’” dei Limp Bizkit è una dichiarazione d’intenti, mentre una versione alternativa del nuovo brano degli Evanescence, “Afterlife”, accompagna vari momenti della stagione.

Devil May Cry, tra passato e presente

Non è la prima volta che il franchise finisce in animazione. I fan di lunga data ricorderanno la serie anime del 2007 prodotta da Madhouse, tornata disponibile su Crunchyroll nel 2017.

Tuttavia, questa nuova incarnazione punta chiaramente a costruire qualcosa di più ampio, inserendosi in quello che Shankar ha definito il suo personale “bootleg multiverse”, insieme a Castlevania.

Nel frattempo, il brand continua a essere più vivo che mai anche sul fronte videoludico, con Devil May Cry 5 che resta uno dei capitoli più apprezzati della saga.

Cosa aspettarsi dalla stagione 2?

Netflix non ha ancora diffuso dettagli specifici sulla trama, ma considerando il materiale originale e il finale della prima stagione, è lecito aspettarsi:

  • un approfondimento del conflitto tra Dante e Vergil, cuore emotivo dell’intera saga;
  • un’escalation sul fronte demoniaco, con minacce sempre più vicine al mondo umano;
  • una Lady più centrale e attiva nello sviluppo della storia;
  • un tono ancora più oscuro, violento e spettacolare.

Se la prima stagione ha riacceso l’interesse per il franchise, la seconda ha il compito di alzare l’asticella e dimostrare che Devil May Cry può diventare uno dei pilastri animati di Netflix dedicati ai videogiochi.

Il rinascimento degli anime basati sui videogame

Il successo della serie si inserisce perfettamente in una fase d’oro per gli adattamenti animati videoludici. Dopo titoli come Castlevania, Cyberpunk: Edgerunners e Arcane, Devil May Cry sembra aver trovato il suo posto in questo nuovo pantheon.

E con una seconda stagione già datata e un piano a lungo termine alle spalle, Dante e compagnia potrebbero essere qui per restare.

fonte

Annunciato Star Wars: Fate of the Old Republic, nuovo erede spirituale di Knights of the Old Republic

0

Durante i The Game Awards è arrivato un annuncio che ha fatto molto rumore tra i fan di Star Wars e dei giochi di ruolo: Star Wars: Fate of the Old Republic è stato ufficialmente presentato come nuovo progetto single player ambientato nell’epoca dell’Antica Repubblica. Non si tratta di un semplice nuovo titolo a tema Star Wars, ma di un vero erede spirituale di Star Wars: Knights of the Old Republic, una delle saghe RPG più amate di sempre.

La notizia ha colpito soprattutto per un dettaglio chiave: Casey Hudson, storico veterano BioWare e direttore del primo Knights of the Old Republic, tornerà a guidare un’avventura nella galassia lontana lontana. Questa volta lo farà con un team diverso, ma con un bagaglio di esperienza che ha inevitabilmente acceso l’entusiasmo.

Casey Hudson torna a Star Wars con un nuovo studio

Star Wars: Fate of the Old Republic non sarà sviluppato da BioWare. Il progetto è infatti affidato a Arcanaut Studios, nuovo team che vedrà proprio Casey Hudson nel ruolo di game director. Una scelta che segna una discontinuità produttiva, ma anche una chiara continuità creativa.

Hudson ha commentato l’annuncio ricordando quanto Knights of the Old Republic abbia segnato la sua carriera, spiegando che questo nuovo gioco racconterà una storia completamente originale, costruita sulle lezioni apprese negli anni. Ha sottolineato che il cuore dell’esperienza ruoterà attorno a scelte, destino e al conflitto eterno tra lato chiaro e lato oscuro, elementi che hanno reso iconico il KOTOR originale. Le sue parole, tradotte in italiano, parlano di un vero sogno che si realizza, reso possibile dalla nuova collaborazione con Lucasfilm Games.

Un nuovo RPG ambientato nell’Antica Repubblica

Dal punto di vista narrativo, Star Wars: Fate of the Old Republic sarà ambientato nell’epoca dell’Antica Repubblica, una delle più amate dai fan. Proprio per questo, però, non bisognerà aspettarsi una sfilata di personaggi già noti. Il gioco racconterà una storia inedita, con un protagonista ancora senza nome, probabilmente personalizzabile, che utilizzerà la Forza e sarà chiamato a prendere decisioni difficili.

Le informazioni sul gameplay sono ancora limitate, ma l’impostazione sarà quella di un RPG single player basato sulle scelte, con combattimenti intensi e conseguenze narrative legate all’allineamento verso il lato chiaro o oscuro. L’idea è chiaramente quella di raccogliere l’eredità di KOTOR senza copiarlo, offrendo qualcosa di nuovo ma familiare allo stesso tempo.

Il gioco è attualmente in fase di sviluppo iniziale, quindi l’uscita su console e PC non è prevista a breve. È realistico aspettarsi ancora diversi anni prima di poterci mettere le mani sopra.

Star Wars: Fate of the Old Republic e un futuro affollato per Knights of the Old Republic

L’annuncio di Fate of the Old Republic arriva in un momento curioso per il franchise. Secondo le indiscrezioni, sarebbe infatti in lavorazione anche un remake di Star Wars: Knights of the Old Republic 2, mentre il remake del primo KOTOR, annunciato nel 2021, dovrebbe essere ancora previsto.

Non è chiaro se questi progetti avranno collegamenti diretti tra loro o se resteranno esperienze separate. Anche se i giochi sono affidati a studi diversi, Disney e Lucasfilm Games potrebbero valutare una qualche forma di connessione narrativa o tematica. Al momento, però, non ci sono conferme in tal senso.

Douglas Reilly, vicepresidente e general manager di Lucasfilm Games, ha dichiarato che l’epoca dell’Antica Repubblica è una delle più ricche e amate dell’universo di Star Wars e che il team è entusiasta di esplorare una storia mai raccontata prima. Secondo Reilly, i fan rimarranno soddisfatti dal viaggio che li attenderà.

Il Signore degli Anelli: Gli Anelli del Potere 3 ha concluso le riprese e festeggia con un video dal backstage

0

La Terra di Mezzo sta per tornare a muoversi. Le riprese della terza stagione de Il Signore degli Anelli: Gli Anelli del Potere si sono ufficialmente concluse, avvicinandoci a un nuovo capitolo ambientato nella Seconda Era. Per celebrare il momento, il cast ha condiviso sui social un breve video dal backstage, leggero e spontaneo, che mostra volti noti e nuovi ingressi intenti a festeggiare la fine della produzione.

Il video non rivela dettagli sulla trama, ma serve a ricordarci che la serie è pronta a entrare nella sua fase successiva. L’attesa resta alta, soprattutto dopo gli eventi drammatici che hanno segnato il finale della stagione precedente.

Un video dal set per Gli Anelli del Potere 3, tra ritorni e nuovi volti

Nel filmato celebrativo vediamo diversi membri del cast riuniti sul set, in un clima rilassato che contrasta con le tensioni narrative della serie. Tra i momenti più commentati c’è la presenza di Jamie Campbell Bower, che si unirà al cast come personaggio regolare. L’attore appare accanto a interpreti già centrali nella saga televisiva, come Morfydd Clark, volto di Galadriel, e Charlie Vickers, che ha dato forma a uno dei personaggi più oscuri e discussi dello show.

Questo breve dietro le quinte non è solo un saluto di fine lavori, ma anche un segnale chiaro: la terza stagione punterà a rinnovarsi senza perdere il legame con ciò che è stato costruito finora. L’ingresso di nuove figure promette di arricchire ulteriormente l’universo narrativo, mantenendo viva la curiosità di chi segue la serie fin dall’esordio.

 

Visualizza questo post su Instagram

 

Un post condiviso da Prime Video (@primevideo)

Dove ci aveva lasciato la storia nella stagione 2

La seconda stagione aveva chiuso con un quadro decisamente cupo per i popoli della Terra di Mezzo. L’assedio di Eregion aveva spezzato le difese degli Elfi, costringendoli a una ritirata dolorosa e lasciando profonde ferite politiche e morali. In questo contesto, Sauron aveva finalmente abbracciato la sua vera natura, abbandonando il travestimento di Annatar dopo un confronto teso con Galadriel.

La conquista degli Anelli del Potere ha segnato un punto di non ritorno. Con il Signore Oscuro ormai rivelato e gli Elfi dispersi, il cammino che attende le razze libere appare più incerto che mai. La terza stagione si muoverà su questo terreno instabile, dove alleanze fragili e minacce crescenti sembrano destinate a intrecciarsi.

Misteri sul nuovo personaggio e il futuro del franchise

Uno degli interrogativi principali riguarda proprio il ruolo affidato a Jamie Campbell Bower. Nonostante la conferma ufficiale come presenza fissa della serie, la produzione mantiene il massimo riserbo sul personaggio che interpreterà. Dopo averlo visto in un ruolo inquietante in Stranger Things, l’ipotesi che possa vestire i panni di una figura oscura o ambigua nella Terra di Mezzo è più che plausibile, ma al momento resta solo una suggestione.

Nel frattempo, l’universo tolkieniano continuerà ad espandersi anche al cinema. È in arrivo Il Signore degli Anelli: La Caccia a Gollum, con Andy Serkis di nuovo nel ruolo iconico di Gollum e anche alla regia. Il film è atteso nelle sale il 17 dicembre 2027, mentre per la terza stagione de Gli Anelli del Potere non è stata ancora annunciata una data di uscita ufficiale. L’attesa, però, è ormai parte integrante del viaggio.