Il nuovo Resident Evil di Zach Cregger si è rivelato uno dei film horror più sorprendenti dell’anno e, come sappiamo, il suo finale ha già diviso e appassionato il pubblico in egual misura. Incalzato in un’intervista rilasciata a IndieWire, il protagonista Austin Abrams ha analizzato quello che Bryan affronta nel corso della storia e cosa significa il finale per il suo personaggio.
Ovviamente, se non avete ancora visto il film, qui è necessaria un’allerta spoiler!
Nel corso del film, Bryan non si trova semplicemente a sopravvivere all’apocalisse dei non-morti: attraversa una trasformazione che lo porta a diventare qualcosa di diverso da quello che era nei primi minuti della pellicola. Il finale del film vede infatti Bryan trasformarsi in uno dei mostri che ha combattuto per tutti i 90 minuti sullo schermo. Abrams ha spiegato come si è avvicinato a quel momento: “Era importante per me capire cosa Bryan stesse davvero sacrificando. Non è semplicemente una scelta eroica, è una perdita di sé stesso. La domanda che mi ponevo era: quanto di Bryan sopravvive in quello che diventa?”
Un personaggio costruito sulla perdita e sulla connessione
Abrams ha descritto l’arco del personaggio come un percorso che parte dall’isolamento e culmina in un atto paradossale di connessione: Bryan trascorre gran parte del film cercando di non legarsi a nessuno, per poi compiere una scelta definitiva e irreversibile proprio per proteggere qualcuno. “La cosa che mi ha colpito di più di Bryan è che non vuole essere un eroe. Non ha quel riflesso. Ma quando arriva il momento, non riesce a fare altrimenti. E questo, credo, è il tipo di eroismo più onesto che esista.”
Il regista Cregger aveva già tagliato una quantità considerevole di commedia dal montaggio dopo i test screening, e Abrams ha confermato che quella scelta ha influenzato il modo in cui la tragedia del finale ha fatto presa sul pubblico: “Zach mi ha detto che voleva che il finale ti spezzasse davvero il cuore, non che ti lasciasse con una sensazione di trionfo. E penso che quella distinzione sia tutto in questo film.”
Il franchise e il futuro: Cregger ha già un’idea per il sequel
Con un’apertura da 103,8 milioni di dollari nel weekend di debutto e recensioni tra le migliori che il franchise live-action abbia mai ricevuto, le possibilità di un sequel sembrano concrete. Cregger ha già dichiarato di avere un’idea per un secondo capitolo, anche se non ha condiviso dettagli. Abrams, da parte sua, si è detto aperto al ritorno, pur riconoscendo che il personaggio di Bryan alla fine del film si trova in uno stato radicalmente diverso da quello con cui lo abbiamo incontrato all’inizio.
La performance di Abrams è stata unanimemente indicata come uno dei punti di forza del film: capace di reggere il peso emotivo di una storia che si fa sempre più oscura, senza mai perdere la credibilità del personaggio. Resident Evil è attualmente nelle sale italiane dal 17 settembre 2026.


