Dune: Imperium, la recensione del gioco da tavolo

Dune Imperium Recensione
Data di uscita
Maggio 2021
Autore
Paul Dennen
Editore
Asmodee
Lo puoi trovare su...

The Spice Must Flow: su questo, come del resto sul pianeta Arrakis, non ci piove. E la spezia Melange scorre abbondante in Dune: Imperium, il gioco da tavolo ambientato nell’universo fantascientifico creato da Frank Herbert e al film Dune di Denis Villeneuve, di cui vi proponiamo di seguito la nostra recensione. Tra intrighi, grandi casate pronte a pugnalarsi alle spalle e fazioni da poter sfruttare costruendo alleanze, la corsa per il controllo del pianeta Dune è davvero serrata.

Dune: Imperium, la recensione del gioco da tavolo

Dune: Imperium è un gioco da 1 a 4 giocatori, che si gioca in partite di durata intorno alle due ore di gioco. Il gioco nasce verosimilmente per affiancare l’uscita dell’attesissimo film di Villeneuve ma, visti i ritardi che questo e molti altri prodotti cinematografici hanno registrato nell’ultimo anno, non si è potuta avere un’uscita in contemporanea.

Grande era l’attesa dei fan di Dune per questo titolo: si tratta infatti  del primo gioco da tavolo sotto licenza ufficiale di Dune dai tempi del classico di Avalon Hill, ormai datato 1979, e riedito, senza modifiche sostanziali, un paio di anni fa. La casa editrice originale è Dire Wolf, mentre in Italia lo troviamo grazie ad Asmodee. L’autore è Paul Dennen, creatore di Clank!, uno che conosce quindi molto bene una delle meccaniche di base di Dune: Imperium, il deck-building; in questo titolo ha scelto di affiancarla al piazzamento lavoratori, legando le due in maniera davvero interessante.

Dune Imperium 4

Se Paul Dennen sia riuscito nell’impresa di creare un gioco da tavolo in grado di farci sentire il melenso profumo di spezia misto al caldo soffocante dei deserti di Arrakis, lo scopriremo insieme continuando la lettura della nostra recensione di Dune: Imperium.

Il contenuto della scatola

  • Il tabellone di gioco
  • La guida alle caselle del tabellone
  • 24 carte Riserva
  • 67 carte Impero
  • 15 segnalini Acqua
  • 24 segnalini Solari
  • 23 segnalini Spezia
  • 40 carte Intrigo
  • 1 segnalino Mentat
  • 8 schede Leader
  • 4 segnalini Alleanza
  • 4 segnalini barone Harkonnen
  • 18 carte Conflitto
  • il segnalino primo giocatore
  • il regolamento
  • 31 carte casa di Hagal e il regolamento da utilizzare in 1 e 2 giocatori

Inoltre, ciascun giocatore ha a disposizione:

  • il mazzo iniziale di 10 carte
  • 3 segnalini controllo
  • 16 cubi
  • 3 segnalini agente
  • 2 dischi
  • 1 segnalino combattimento

La qualità dei materiali

Partiamo dalla scatola: scura, un po’ tenebrosa ma molto elegante, con l’illustrazione del desertico pianeta Arrakis e delle sue due lune. All’interno troviamo un inserto in cartone, semplice ma funzionale, che tiene al suo posto i componenti ed il tabellone di gioco. Il regolamento e i fogli di riferimento sono della stessa dimensione della scatola: comodi da riporre, un po’ meno durante la consultazione, che comunque una volta assimilato il gioco non è frequente.

Le carte base e Impero, cuore del gioco, sono molte numerose e di buona qualità: è praticamente indispensabile imbustarle, visto che parliamo di un gioco in cui i rimescolamenti sono continui. Le bustine di dimensione corretta per le carte di Dune: Imperium sono quelle che trovate A QUESTO INDIRIZZO, mentre le bustine per le più piccole carte Intrigo A QUESTO INDIRIZZO.

Le illustrazioni di Clay Brooks, Raul RamosNate Storm su carte, plance e manuali sono gradevoli, e gli attori che vedremo nel film sono facilmente riconoscibili nei panni dei personaggi che interpreteranno. Tuttavia, un dubbio ci è rimasto: nel caso gioco e film fossero usciti in contemporanea avremmo potuto vedere l’immaginario visivo del film di Legendary Entertainment riportato nel gioco? Ciò sarebbe stato davvero interessante, e avrebbe aiutato a immergersi nell’ambientazione. Questa carenza è infatti una delle possibili criticità del gioco, ma forze più grandi di quella che può esercitare una casa editrice di giochi da tavolo hanno remato contro questa direzione. Ciò è sicuramente un peccato, ma non si può incolpare nessuno.

Il resto dei materiali è quasi interamente prodotto in legno, sagomato più a favore dell’ergonomia che dell’immersività del gioco; molto semplice da maneggiare e funzionale, restituisce però un feeling un po’ astratto che non aiuta troppo ad immergersi in un universo immaginario così grande e interessante. Ad ogni modo, tutto il materiale è sicuramente all’0altezza del compito: forse delle plance personali un po’ più spesse sarebbero state gradite, ma nulla che infici l’esperienza al tavolo. Il rapporto qualità/prezzo, considerando anche l’IP del gioco, è abbastanza buono.

Come si gioca a Dune: Imperium

Lo scopo di Dune: Imperium è avere il maggior numero di punti dopo 10 round completi di gioco, o al termine del turno in cui un giocatore ha raggiunto 10 punti vittoria.

Ciascun giocatore sceglie un personaggio tra gli otto disponibili di 4 diverse casate. Ciascuno di essi ha due abilità proprie che donano quel pizzico di asimmetria al titolo. Riceviamo inoltre 1 set base di carte, uguale per tutti, contenente 10 carte.

Nella fase principale del turno possiamo posizionare uno dei nostri due lavoratori iniziali, chiamati Agenti, in uno spazio azione; per farlo, è necessario giocare una carta, tra le 5 della nostra mano, con un simbolo corrispondente all’azione che intendiamo fare. Tra i 7 simboli disponibili, 4 riguardano le fazioni: si tratta dei Fremen, delle Bene Gesserit, della Gilda Spaziale e dell’Imperatore. Facendo azioni relative a queste fazioni possiamo ottenere influenza, o addirittura diventare alleati, con queste fazioni non giocanti. Molti punti si ottengono in questo modo.

Dune Imperium 3

Tutto il resto delle azioni è finalizzato, in definitiva, a vincere i combattimenti: questa è infatti l’altra importante fonte di punti vittoria in Dune: Imperium. Per fare questo dovremo gestire con attenzione le tre risorse: Spezia, Acqua e Solari, la moneta corrente dell’Imperium.

Dopo aver mandato a lavorare, a turno e uno alla volta, tutti gli Agenti, ciascun giocatore passa alla fase rivelazione: gioca le carte rimanenti e, se previsto da queste carte, può avanzare il segnalino che tiene traccia dei punti forza nel combattimento; inoltre, può usare la persuasione, data sempre dalle carte rivelate, per acquistare nuove carte Impero dal mercatino ed aggiungerle al proprio mazzo.

Finito ciò si passa alla fase combattimento, che si risolve con una semplice maggioranza numerica. Il giocatore che ha il maggior numero di forza (2 punti forza per ogni truppa schierata nella zona del Conflitto nel proprio turno e 1 per ciascun simbolo relativo svelato nella fase rivelazione) vince il combattimento. La sua ricompensa è determinata dalla carta Conflitto del turno; anche gli altri giocatori, tranne quello con la forza minore, ottengono delle ricompense, ma inferiori.

Dopo due piccole fasi di ripristino, si passa al round successivo, e la partita continua finché non si innesca una delle due condizioni che pone fine al gioco.

Deck-Building e Piazzamento Lavoratori

All’inizio, è indispensabile porre ogni attenta cura nello stabilire i più esatti equilibri.

La frase con cui si apre il primo, magnifico libro del Ciclo di Dune di Frank Herbert, dovrebbe essere un mantra ripetuto nell’accurata costruzione del proprio mazzo da ogni giocatore di Dune: Imperium. Non si tratta, infatti, di un titolo in cui si può accumulare carte, turno dopo turno, sperando di ricavarne qualcosa di buono nel momento in cui le avremo in mano.

Nei suggerimenti strategici del regolamento, quando si parla dell’acquisto delle carte del mercatino, è specificato: “ricordate che parte di quello per cui pagate è l’accesso alle varie fazioni”. Le carte base, infatti, consentono numerose possibilità per svolgere le azioni non legate alle fazioni, ma solo attraverso l’acquisto di alcune carte potremo andare a utilizzare spesso e volentieri le azioni fazione-specifiche. Oltre a ottenere numerosi punti, sottraendoli al contempo dalla disponibilità altrui, questo ci permette di svolgere azioni molto efficaci.

Appesantire e diluire il mazzo, al contrario, spesso ci porta ed essere più vittime delle circostanze che padroni del nostro destino. Il mazzo non va quindi semplicemente costruito, ma progettato attentamente: alcune combinazioni tra le carte sono molto buone, ma dobbiamo avere una certa sicurezza di poterle sfruttare. Un mazzo troppo corposo, in un titolo molto stretto sia in numero di turni che in termini di punti, può essere poco efficiente.

Come mai tutto ciò? Perché la meccanica del deck-building è legata, in maniera davvero interessante e particolare, al piazzamento dei nostri lavoratori.

Grazie ai nostri Agenti, infatti, mandati in missione sul pianeta Dune, come ambasciatori presso le fazioni, al Landsraad o alla CHOAM, potremo gestire le nostre risorse, principalmente al fine di schierare truppe nei combattimenti ed ottenere le ottime ricompense che offrono.

Dune Imperium 2

Iniziamo la partita con due agenti, ma ce ne si può procurare un terzo (a costo non basso) durante il corso della partita. Inoltre, un’azione permette di assoldare il Mentat, un agente extra da utilizzare una volta e che torna disponibile nel round successivo.

Siccome ogni spazio-azione può contenere un solo agente, buona parte dell’interazione nel gioco è data dall’occupare gli spazi; questo rende davvero stretto il titolo, anche perché può capitare che, dopo aver preparato una certa azione per un paio di round, ce la possiamo trovare “soffiata” dal giocatore precedente, e l’unica cosa che a quel punto ci resta da fare è augurargli di finire divorato da un Verme delle Sabbie.

L’ambientazione

Se si parla di un gioco a tema Dune non ci si può esimere da una valutazione di come e quanto un titolo simile esprima, in termini di ambientazione, dell’universo creato da Frank Herbert. E non si può che parlare dei riferimenti alle opere di Herbert visto che, purtroppo, il film a cui è più strettamente collegato non lo vedremo che tra qualche mese.

Dune: Imperium è a un primo sguardo un titolo abbastanza freddo, da questo punto di vista, ma in realtà molte delle vicende e delle dinamiche dei romanzi le possiamo ritrovare nel gioco da tavolo. Le azioni e le carte hanno quasi sempre degli effetti a cui l’ambientazione è ben legata a livello meccanico: la fazione dei Fremen offre possibilità molto diverse ad esempio da quelle della Gilda Spaziale, così come mandare agenti presso la grande banca della Choam o il Consiglio delle grandi casate, il Landsraad, non porta le stesse conseguenze che operare direttamente nei deserti o nelle città del pianeta Dune.

Insomma, è piuttosto chiaro come chi ha sviluppato il gioco conoscesse l’IP di riferimento piuttosto bene, ed abbia cercato di far si che esso risuonasse in ogni dettaglio. Non si tratta comunque di un titolo in cui il tema è al primo posto ma, per quanto possibile, il lavoro di coesione tra meccaniche e ambientazione è evidente e realizzato abbastanza bene.

L’aspetto del gioco che più rispecchia l’atmosfera di Dune sono probabilmente le carte Intrigo: si tratta di carte che possono dare grandi vantaggi, inclusi punti vittoria, a chi le gioca; garantiscono una buona variabilità e notevoli colpi di scena, ma inseriscono anche un fattore di casualità non indifferente nel gioco. Alcune sono davvero molto forti, comprese un paio di carte che danno punti extra a fine partita, altre invece hanno un valore decisamente più basso.

Sarebbe molto difficile arrivare a pensare che le carte Intrigo, da sole, rovinino un’esperienza di gioco che è di livello molto alto. Ma, in un gioco così stretto, la carta giusta al momento giusto può fare la differenza tra la vittoria e la sconfitta, cosa che in un titolo che altrimenti è molto strategico e basato sulle abilità dei giocatori, a molti potrebbe non piacere.

Conclusioni della recensione di Dune: Imperium

Tiriamo le somme della nostra recensione di Dune: Imperium.

Si tratta di un gioco da tavolo che si spiega molto velocemente, considerata la complessità strategica. Non consiglieremmo di intavolarlo con dei novizi, ma con sufficiente impegno, e magari l’interesse al mondo Dune, sicuramente è possibile giocarlo con quasi tutti. La durata della partita è indicata in 60-120 minuti, ma considerate più verosimile il valore maggiore. Per quanto riguarda il numero di giocatori, sicuramente Dune: Imperium rende al meglio in 3; in 4 le cose possono farsi un po’ lunghe, a livello di durata della partita e di downtime tra un turno e l’altro; mentre in 2 viene utilizzato un terzo giocatore autonomo che occupa spazi azione e schiera truppe nei combattimenti: questo “automa” è ben realizzato, ma sicuramente meno interessante di un giocatore umano.

Parlando della modalità solitaria, sicuramente non è il titolo che abbiamo preferito, ma si lascia giocare comunque abbastanza bene. Per rendere più semplice la gestione delle partite in 1/2, o per aggiungere un po’ di pepe alle partite in 3/4, consigliamo di dare un’occhiata all’app Dire Wolf Game Room. Gratuita, in italiano e semplice da usare, sostituisce interamente il mazzo della Casa di Hagal che altrimenti andrebbe utilizzato in 1 o 2 giocatori; inoltre, con la “mini-espansione” Esploratori di Arrakeen, nelle partite in 3 o 4 giocatori l’app genera degli eventi casuali ogni turno e nuove possibilità d’azione per i giocatori. Un simpatico modo di rinfrescare l’esperienza dopo qualche partita, anche se aggiunge ancora un po’ di imprevedibilità al gioco.

Dune Imperium 1

Il regolamento è chiaro e ben scritto, con un buon numero di esempi quando necessario, e povero di casi particolari ed eccezioni alle regole. Questo fa si che la partita scorra davvero liscia, e solo alcune combinazioni particolari tra le carte o le abilità possono far emergere qualche dubbio. Le risposte alle domande più comuni le trovate già sul regolamento, ma in ogni caso sono disponibili 2 raccolte di FAQ online per una veloce consultazione. La simbologia è poi davvero chiara, intuitiva e di semplice lettura, come il testo presente su alcune carte.

Il gioco offre un’ottima rigiocabilità: le carte conflitto sono piuttosto varie e in ogni partita se ne utilizza circa la metà, ad esclusione delle ultime, più vantaggiose e sulle quali si può costruire una strategia in maniera da capitalizzare punti negli ultimi turni di gioco. Anche le numerose carte Impero e Intrigo vanno in questa direzione. La tensione è alta fino all’ultimo turno, visto il punteggio abbastanza ristretto, e non è raro che una partita venga decisa dai criteri di tie-breaking, rappresentati dalle risorse.

In conclusione, Dune: Imperium è un gioco promosso con entusiasmo, e che ci ha lasciato la voglia di essere rigiocato. Forse non sarà l’esperienza tematica che ci si aspettava, ma a livello di flusso di gioco e qualità delle meccaniche è davvero un prodotto di livello molto alto.

Potete acquistare Dune: Imperium A QUESTO INDIRIZZO.

Dune Imperium Recensione
Dune: Imperium
Forse non il titolo a tema Dune che ci aspettavamo, ma un gioco da tavolo solido, divertente, sfidante e che lascia tanta voglia di essere rigiocato. Il tema non è assente, anzi, ma quasi passa in secondo piano di fronte a un gameplay di questa qualità, privo di importanti difetti e che, partendo da due meccaniche ben consolidate, le unisce molto bene e aggiunge qualcosina qua e là per darci un gioco da tavolo più che all'altezza della suo importante nome.
Pro
Le due meccaniche principali sono sposate davvero bene
Regolamento snello, simbologia chiara, flusso di gioco liscio ma notevole profondità
Buon livello di interazione (indiretta) e rigiocabilità
Contro
Carte Intrigo che rispecchiano la tematica, ma aggiungono parecchia casualità
Avremmo voluto delle grafiche che rappresentassero il film
8.5
Voto Finale
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