Fabio Porfidia: la nostra intervista al celebre illustratore bergamasco

intervista Fabio Porfidia Cover

Qualche giorno fa il team di JustNerd si trovava al Garda Fantasy Comics 2020 e lì abbiamo avuto il piacere e l’onore di incontrare Fabio Porfidia, illustre e artista che ha lavorato a numerosi progetti nerd fra libri, giochi da tavolo e giochi di ruolo. Quale occasione migliore per un’intervista?

Secondo voi ci saremo risparmiati le domande imbarazzanti? Continuate a leggere e lo scoprirete.

Ecco l’intervista completa a Fabio Porfidia, domande scomode incluse

Dopo qualche giorno dalla fiera ci troviamo nuovamente qui con Fabio Porfidia, pronto (o almeno crede di esserlo) a rispondere a tutte le domande della nostra intervista.

Ma bando alle ciance ed entriamo subito nel vivo.

R3g0: Ciao Fabio, mi sembra il caso di iniziare con le presentazioni: raccontaci chi sei e cosa fai.

Fabio Porfidia: Ciao, sono Fabio, di professione illustratore (non “il-lustratore”, mi raccomando…). Da sempre il mio sogno è stato quello di rappresentare su carta il mondo invisibile che mi frullava in testa. Da una dozzina d’anni è il mio lavoro, sebbene, oltre al mio mondo, il bagaglio si sia arricchito dell’immaginario di tutti gli scrittori e autori con cui ho avuto il piacere e la fortuna di lavorare.

R: Quando hai deciso di diventare un artista?

F: Nella vita si decide fino ad un certo punto, ci si può muovere in una direzione, ma sono gli eventi che fanno sì che certe aspirazioni si concretizzino. In questo ammetto di essere stato fortunato ma anche molto testardo.

Da bambino mi è sempre piaciuto disegnare, ma fino alle medie ero convinto di diventare paleontologo (da bambini c’è chi vuole essere un calciatore, chi vuole diventare astronauta, a me invece piacevano gli animali estinti).

In realtà quello che mi appassionava soprattutto era la paleoarte, ovvero la ricostruzione di questi animali e il renderli nuovamente “reali” a distanza di milioni di anni dalla loro scomparsa.

Da qui il passo verso altri ambiti artistici è stato breve. Prima i fumetti (principalmente americani) e poco dopo la letteratura fantasy e horror (su tutti Tolkien, Lovecraft e Poe) fecero esplodere il mio immaginario.

Fabio Porfidia 1

Da quel momento ho avuto una pulsione sempre più forte nel rappresentare tramite il disegno quei mondi fantastici ed onirici, una sorta di rifugio dal mondo.

R: Pensa, anche io da bambino volevo fare il paleontologo sperando di scoprire nuovi dinosauri, poi invece mi sono dato a tutt’altro! Che studi hai fatto per fare quello che fai?

F: Il mio percorso di studi è piuttosto anomalo per il lavoro che pratico: liceo scientifico, laurea in economia e solo al termine di tutto questo ho frequentato il triennio di Illustrazione presso la Scuola d’Arte del Castello Sforzesco di Milano (oggi Super), dove attualmente ho l’onore di insegnare.

Diciamo che, come potrebbe essere per molti, inizialmente l’ambito artistico veniva considerato in famiglia come poco stabile (cosa che effettivamente è) per cui non particolarmente incitato, però dopo la laurea ho voluto comunque intraprendere questo percorso e da quel momento è stata accettato, approvato e supportato anche in famiglia. Hanno capito che è la mia strada.

R: A quanti e quali progetti di giochi e libri hai lavorato finora?

F: Giusto in questi giorni stavo aggiornando la lista di pubblicazioni uscite sinora. Ho da poco superato le 200 pubblicazioni, considerato che sono nel settore dal 2007 (e inizialmente lo ero in modo estremamente discontinuo) mi ritengo davvero soddisfatto!

Tra queste ci sono davvero le cose più disparate: dalle illustrazioni per Credere di Edizioni San Paolo all’etichetta dell’Ippocrasso del sito Medio Evo, dalle illustrazioni per la scolastica con Fabbri Editori alle copertine per romanzi fantasy e non.

Va da sé che un elenco sarebbe impegnativo (e un po’ stucchevole)! Però vi segnalo alcuni progetti davvero notevoli.

Ho appena concluso con un editore tedesco un lavoro per un libro divulgativo sui vulcani, che verrà diramato internazionalmente (in Italia con Giunti). In ambito giochi da tavolo: Talisman con Giochi Uniti, Medioevo Universale, Shamain, Trinidad con Giochix, Seven Seas con Uplay, Dwarfest con Il Barone Games. In ambito di giochi di ruolo tra i tanti vorrei segnalare Warhammer Fantasy, Deadlands Reloaded (l’edizione polacca di qualche annetto fa), Brancalonia, Historia, Nameless Land, Augusta Universalis, Alba di Chtulhu.

Inoltre come non citare i librigame (che stanno vivendo una stagione di rinascita stupefacente): oltre ai nuovi progetti con Aristea, ho avuto l’onore di illustrare anche la saga di Oberon il Mago di Page.

R: Ah, però! Sono davvero un sacco! E qual è quello a cui sei più legato?

F: Troppi, però quello più “mio” è Augusta Universalis, visto il grosso coinvolgimento per l’estetica dell’ambientazione, che ha in sé delle idee davvero bellissime; mentre a livello di affetto personale direi Nameless Land, a cui lavoro da quando è nato, 8 anni fa.

Per certi versi citerei anche Medioevo Universale, il gioco fisicamente più mastodontico su cui io abbia mai lavorato, e chi ha visto la scatola del gioco sa a cosa mi riferisco!

R: E la tua illustrazione più bella?

F: Difficilissimo scegliere. Non so se siano le più belle, ma io sono particolarmente affezionato alla immagini che creo come progetti personali nei rarissimi momenti in cui non sono sotto pressione lavorativa: in queste ho la possibilità di esprimermi liberamente. Sono anche le immagini che il pubblico apprezza maggiormente, forse perchè si vede che dietro c’è una vibrazione più personale e autentica.

Ce ne sono tantissime a cui sono molto affezionato. Alcune anche molto datate. Ricordo un’immagine a china di svariati anni fa che chiamai “shades of God” (spesso cito brani musicali a cui sono molto legato) che raffigura un pino marittimo che si staglia nel nulla con un piccolo essere umano che lo contempla. Era parte di un periodo molto particolare di introspezione personale (quando ancora avevo del tempo per pensare).

Fabio Porfidia 2

Mutatis mutandis, in tempi recentissimi un’immagine molto vibrante anche se di tutt’altro tenore è “Immolation”, uno sketch nato una sera di un mesetto fa in seguito ad un’esperienza personale particolarmente spiacevole che ho usato come stimolo per dar vita all’immagine. È stata interamente realizzata a biro durante una diretta facebook. È stata un’esperienza molto particolare, forse una delle pochissime volte in cui ho condiviso un disagio personale sui social, cosa che normalmente mi guardo bene dal fare.

R3g0: Domanda “scottante”: si guadagna bene?

Fabio: Dipende! Premetto che chiunque voglia praticare questo mestiere non lo fa sicuramente per il denaro. Può arrivare ma non è la regola e sicuramente non in quantità ingenti o comunque non proporzionato a quello che si investe in termine di impegno, energie e vita.

È una domanda a cui solitamente si spara un “NO” secco, ma la verità è che dipende moltissimo dall’editore e dal progetto.

Ad esempio recentemente mi è capitato di lavorare per un libro edito da Sophie Verlag che verrà portato in Italia da Giunti per cui la retribuzione è stata decisamente buona. Certo, magari a fianco ad un lavoro simile ne trovi un altro in cui i compensi sono nettamente più bassi. Fa parte del gioco e del mercato.

R: Continuiamo la nostra intervista con i gossip sulla vita Fabio Porfidia. Quanto fa figo quando dici a una ragazza “sono un artista”? E quante ne hai conquistate coi tuoi disegni?

(Fabio se la ride prima di rispondere a questa domanda).

F: In realtà sembra che l’aura dell’artista possa avere un suo fascino, ma non credo influisca troppo. Talvolta mi sembra il superpotere di chi sa suonare la chitarra alle feste e poi vede gli altri che limonano. (Stavolta rido io alla sua battuta).

Mi è capitato in alcuni casi di ragazze che fossero molto appassionate al mio lavoro ma magari la predisposizione era solo verso quello e non verso il disegnatore, ahimè. O a volte (più raro, ma è capitato) manifestano interesse per il mio lavoro con lo scopo di avvicinarsi a me. Insomma, la questione è piuttosto confusa, e io in 38 anni non ho ancora capito la psicologia femminile!

Nonostante il “fascino dell’artista” che, ammetto, crea un certo interesse, a conti fatti non sono mai stato troppo fortunato con le ragazze, ma a onore del vero in questo sicuramente non aiuta trascorrere il 95% della propria esistenza al tavolo da lavoro.

Inoltre sono anche una persona per natura solitaria e selettiva, altra cosa che onestamente non aiuta, per cui me lo merito.

(Ma volendo possiamo fare un appello alle lettrici dell’intervista, suvvia non siate timide!)

R: Torniamo seri un attimo, quali sono I tuoi progetti futuri, quelli di cui puoi parlare ovviamente?

F: Notizia bomba di pochi giorni fa: si riparte con il progetto Inferno! Visti impegni improvvisi che avevano coinvolto i due autori (colgo l’occasione per salutarli qualora stiano leggendo!), il progetto era entrato in un limbo (per restare in tema) e non si sapeva quando e se ne sarebbe uscito, per cui sono prontissimo per il lavoro che mi attende sulla mappografia dei gironi danteschi!

Per il resto ci sono alcuni progetti di cui non posso ancora parlare, sono tRop secret.

R: E quelli di cui non puoi parlare ma che ci spoilererai lo stesso (altrimenti stiamo qui finché non canti)?

F: Allora mi vedo costretto a cedere: voglio conquistare il mondo cavalcando un t-rex fluorescente con cui guiderò orde di gorilla zombie armati di coni gelato al pistacchio.

R: OK, visto che non cedi ti faccio un’ultima domanda. Spesso partecipi alle fiere di settore, dove potranno incontrarti i nostri follower nei prossimi mesi?

F: Non so quando uscirà questa intervista ma posso dire che sarò al Pagan Fest il 3 ottobre nel mantovano (il mio primo stand ad un concerto metal!) e poi non ho ancora altre date certe, ma mi potete seguire sui social per ogni aggiornamento in merito!

Al momento ho tanto da fare in ambito editoriale per cui non sto tenendo troppo monitorata la scena degli eventi. In effetti ne avrei avuti tantissimi nei mesi scorsi, poi nel corso della pandemia sono stati annullati o trasformati in fiere digitali, tra tutti Cartoomics, Modena Play e Lucca Comics & Games.

A noi non resta che ringraziare Fabio Porfidia per essere stato con noi ed avere risposto alle domande della nostra intervista, anche quelle più “cattive”.

Voi, invece, fateci sapere se la nostra intervista a Fabio Porfidia vi è piaciuta e quali altri artisti, autori ed editori vorreste intervistassimo per voi lasciando un commento qui sotto.

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