Rocketeer – Alla Guerra! Recensione delle nuovissime avventure dell’uomo volante

Rocketeer Alla guerra saldapress

Come tutti gli eroi e supereroi americani a cavallo del secondo conflitto mondiale anche il nostro Rocketeer è chiamato a prestare le sue abilità quando la patria chiama. Non era affatto una cosa così rara vedere tanti eroi della Golden Age del fumetto USA arruolarsi per liberare l’Europa dal giogo nazi-fascista e Rocketeer non è da meno!

La recensione di Rocketeer – Alla Guerra, il nuovo volume saldaPress che segue l’avventura del personaggio creato dal grande Dave Stevens quando la patria chiamò

Il primo capitolo del nuovo volume saldaPress di Rocketeer, che segue Il Carico Maledetto, si apre con un titolo e una notizia che nessun fan vorrebbe mai leggere: la morte del proprio beniamino!

Ma è proprio così? Fortunatamente no, altrimenti avremmo avuto ben poco da parlare e mi avreste ucciso per lo spoilerone, la vittima è uno sfortunato soldato americano che si apprestava a diventare il primo di un esercito di uomini voltanti, almeno secondo i piani delle Forze Armate statunitensi del 1942.

Siamo nel fronte africano e qui troviamo davvero il nostro eroe Cliff Secord, alias Rocketeer impegnato con altri suoi commilitoni nell’operazione “Torch”. Durante uno scontro coi tedeschi, Cliff riesce a salvare la vita a una misteriosa pilota inglese. In realtà scopriamo in realtà che il nostro Cliff è più che altro un meccanico che ripara aerei, e durante una normale giornata incappa in un misterioso nazista che si era intrufolato nel suo campo e da cui riesce a fuggire dopo aver planato con una misteriosa tuta alare ante litteram: si potrebbe definire come un’uomo scoiatolo volante.

La pilota della RAF è una “bomba” mozzafiato tutta curve che risponde al nome di Molly O’Hara che Cliff conosce un po’ più approfonditamente.

Dall’altro lato, vediamo come i nazisti stiano elaborando delle nuove incredibili armi – wunderwaffe – come il temibile Raggio della Morte, di cui tanto si favoleggia ancora ai giorni nostri.

“Figliolo, l’America ha bisogno di Rocketter!” È con questo parole che il buon Cliff viene arruolato per un’operazione segreta da parte dei suo superiori: recuperare il sistema di navigazione magnatron, derubato dai nazisti proprio nell’incidente col misterioso nazista voltante!

Bombe di profondità

Che diavolo ci fa Rocketeer sott’acqua? È questo che mi son detto dopo aver visto la prima pagina del secondo capitolo! Rocketeer si trova nel bel mezzo di una nuova missione, per riprendere confidenza con il volo e l’attrezzatura, a largo delle coste australiane, e nel frattempo combattere i giapponesi. Nonostante l’inferiorità numerica Rocketeer riesce a sbarazzarsi abbastanza facilmente dei temibili “Zero” – caccia giapponesi all’avanguardia, prodotto dalla Mitsubishi negli anni quaranta (a tal proposito consigliamo la visione del capolavoro di Miyazaki, S’alza il vento) – e persino di un sottomarino!!!

Un’azione eroica, incredibile e aggiungerei inverosimile, come spesso dovevano essere le azioni dei supereroi della Golden Age durante la seconda Guerra Mondiale, condite di azioni eclatanti e tanto umorismo, che poco si concilia con la vera crudezza della guerra. In questo caso credo che gli autori hanno voluto ricreare il clima quasi goliardico e avventuroso che si poteva respirare leggendo le strisce degli eroi americani al fronte. Una ricreazione della propaganda che potevamo leggere nei magazine, nei fumetti e nei cosiddetti cinegiornali che si guardavano al cinema.

Mentre Cliff si strugge per la mancanza della fidanzata Betty, ecco fare la comparsa del geniale Peevy, arruolato forzatamente anche lui: ha apportato alcune migliorie al casco di Rocketeer per le prossime avventure. Infatti la nave della Marina Militare americana sulla quale stanno, fa rotta verso le Azzorre: la missione è scoprire il più possibile su un fantomatico attacco nazista agli Stati Uniti!!!

Non posso fare a meno di pensare al movie comics Capitan America – Il primo vendicatore quando la scena si sposta in una base americana in Europa dove tanti soldati aspettano delle ballerine agghindate da pin-up a stelle e strisce per tenere altro il morale .Tra le soubrette c’è anche Betty, che si è arruolata apposta per incontrare l’amato Cliff… ma ecco che scatta il piano dei nemici: con una scusa la ragazza vien rapita da un’altra ballerina che scopriamo essere una spia nazista e da altri poco di buono, che sanno che lei è la fidanzata dell’eroe Rocketeer, impegnato nel frattempo contro i nazisti nella loro base segreta alle Azzorre!

Rocketeer Vs Kapitan Bltitzkrieg

Come è noto, ai cattivi nazisti piacciono i magnifici castelli tedeschi della valle del Reno: perché dunque non ricostruirne uno alle Azzorre? Davvero una scelta discreta, così Rocketeer può piombarvi senza fare troppa fatica per rintracciarli e in effetti ci riesce anche con l’aiuta della rediviva “Roxy” O’Hara, spia britannica.

Travestiti da soldati nazisti, i due entrano dalla porta d’ingresso del Castello Kriegstein eludendo le guardie e arrivando nei sotterranei dove l’ingegneria tedesca e la scienza giapponese si sono unite per la realizzazione di incredibili armi, superiori sotto ogni punto di vista a quelle alleate. A suo di cazzotti, battute e voli acrobatici Cliff e Roxy sembrano aver la meglio dei nazisti, che ovviamente da cattivoni quali sono usano Betty come ostaggio: sembra che la situazione sia completamente bloccata quando Cliff, con una delle sue mosse avventate e munito di zaino a razzo ed elmo di Rocketter vola verso Betty che nel frattempo si era liberata, risolvendo brillantemente la situazione e rimandando la sfida con il suo alter-ego nazista, herr Kapitän Blitzkrieg!

Nonostante la semplicità della storia, devo ammettere che sono stato piacevolmente colpito dalla comparsa in scena del Rocketeer nazista, l’unico apparentemente in grado di dare del filo dal torcere al protagonista! Anche l’estetica del personaggio è interessante: vestito di nero, potrebbe ricordare un Batman volante oppure un membro del Corpo delle Lanterne Nere!

Attacco a New York!

Rocketeer parte all’inseguimento dell’Amerikabomber, una stupefacente fortezza voltante nazista armata del raggio della morte, diretta a New York con evidenti intenti bellicosi. Dunque Rocketeer e le due ragazze raggiungono il bombardiere e si intrufolano cercando il modo di deviarne la corsa, anche qui a suon di pugni e di battute. Credo che questo parte della storia mi abbia ricordato molto l’ironia beffarda di Indiana Jones quando si scontra coi soldati tedeschi nei suoi vari film.

Tornando a noi ecco che finalmente i due nemici si possono affrontare nei cieli di New York non prima di aver steso tutto l’equipaggio del bombardiere nazista e aver sistemato il motore danneggiato del propulsore di Rocketeer con una forcina per i capelli di Betty (ah, la fantasia della Golden Age!). Dopo aver salvato l’Empire State Building dal raggio della morte, il bombardiere esplode  – grazie al provvidenziale intervento di un’arma segreta piazzata da Roxy poco prima. E finalmente assistiamo allo scontro finale, dove il tedesco, un po’ come Teschio Rosso perde i suoi connotati umani e si trasforma in una specie di super cadavere vivente nazista volante che Cliff comunque sistema come al solito con un paio di pugni bene assestati! Tutte è bene quel che finisce bene e i nostri vengono accolti nella Casa Bianca per essere acclamati e medagliati come si conviene se non che… Rocketter è stato già arruolato per una nuova missione, una nuova avventura bellica!

Rocketeer – Alla guerra è una lettura piacevole, veloce e brillante proprio come lo è il nostro protagonista Cliff Secord, un bravo cittadino americano che quando indossa casco e zaino a razzo, si trasforma in un eroe che non conosce la paura ed è pronta a fare sempre la sua parte, nonostante non gli piaccia molto la violenza e disprezzi la guerra stessa.

Con un sorriso, e qualche battuta brillante si aggiusta tutto: questo è il sapere che resta dopo aver letto le sue incredibile avventure, al limite dell’incongruenza. Ma agli eroi riesce sempre bene tutto, soprattutto se siamo negli anni quaranta e se siamo americani. A rendere tutto goliardico e nel clima degli anni quaranta ci pensano poi i disegni, dai tratti a volte ingenui e naif, dei due disegnatori che si alternano alle matite cioè Dave Bullock e J Bone.

Ciliegina sulla torta, per questo numero troviamo nelle ultime pagine un breve romanzo di Lisa Morton, ambientato nell’immediato dopoguerra, in America “The Rocketter – La banda del rivetto “

In conclusione se vi piace l’atmosfera e i personaggi della Golden Age questa è la storia che fa per Voi confezionata con la solita maestria da saldaPress in un’edizione bellissima a prova di collezionista!

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