Alien 3: il film mai realizzato rivive nelle pagine di un gioiello da collezione – Recensione

alien 3
alien 3
Data di uscita
9 Luglio 2020
Autore
William Gibson e Johnnie Christmas
Editore
saldaPress
Acquistabile su...

Se vi dicessi solo due parole Alien 3, a cosa pensreste come prima cosa? Sicuramente il terzo capitolo della serie cinematografica iniziata nel 1979, film non molto “amato” ma che sarebbe dovuta essere una pellicola ben diversa.

Prendete un mostro sacro della letteratura anni ’90 (e non solo) come William Gibson, il padre putativo della narrativa cyberpunk. Aggiungetevi ora le ambientazioni e le atmosfere fantascientifiche di un franchise cinematografico come Alien, che con i suoi film ha suggestionato e affascinato intere generazioni, portandole a guardare al buio infinito tra le stelle in maniera diversa per sempre. Unite ora il tutto con le suggestioni grafiche dei disegni di Johnnie Christmas e i colori di Tamra Bonvillain.

Quello che otterrete è appunto Alien 3 di William Gibson, la geniale intuizione artistica dell’americana Dark Horse, portata in Italia da saldaPress, che ha dato vita dopo oltre 30 anni ad un progetto affascinante: far rivivere in un fumetto (disponibile QUI SU AMAZON) la sceneggiatura del terzo capitolo della saga cinematografica di Alien, commissionata a William Gibson ma mai realizzata.

Scopriamo insieme allora come il maestro del cyberpunk vedesse gli Xenomorfi e fantastichiamo di quello script che avrebbe senz’altro meritato di “schiudersi” e vedere la luce.

La recensione di Alien 3, il fumetto basato sulla celebre sceneggiatura firmata William Gibson che non ha mai raggiunto il grande schermo ma che rivive grazie alla pubblicazione di saldaPress

La Sulaco è alla deriva nello Spazio ed in procinto di entrare nel territorio rivendicato dall’Unione dei Popoli Progressisti, che rifiutano l’uso delle armi. Comprese quelle batteriologiche. Un intercettore dell’Unione sale sulla nave e, prima della fuga, fa una scoperta atroce, che costa la vita a uno di loro. I sopravvissuti a bordo, in seguito, verranno tratti in salvo e si tratta di vecchie conoscenze: Ripley, Newt e Hicks. Da quel momento, con l’intervento della Weyland Yutani, le cose diventano terribilmente complicate e pericolose.

Iniziamo subito col  chiarire  che Alien 3 di William Gibson non è una storia cyberpunk. È invece una storia che pur mantenendo una sua originalità, riesce a far rivivere lo stesso spirito originale dei primi due capitoli della saga. E paradossalmente è stato proprio questo l’elemento per il quale questo capitolo non vide mai la luce (sfortunatamente), ma che comunque adesso abbiamo la fortuna di riscoprire. Ma andiamo con ordine.

Era il 1987 quando i produttori di Alien contattarono William Gibson chiedendogli di realizzare la sceneggiatura del terzo capitolo di Alien per il cinema, con un’indicazione molto chiara: la storia non doveva essere incentrata sul personaggio di Ripley. Il progetto incuriosì subito  lo scrittore, sia perchè sarebbe stata la prima volta per lui di lavorare ad un progetto su commissione, sia perché era egli stesso un vero fan di Alien. Gibson si mise subito a lavoro e in pochi mesi riconsegnò la sceneggiatura ai suoi committenti.

Una visione più ampia della saga che stava nascendo

Togliere Ripley dall’equazione di Alien aveva dato l’opportunità a Gibson di concentrare la sua attenzione su altri elementi della saga a lui cari.

Il suo Alien è quindi l’occasione giusta per dare una visione più corale alla trama, dove il binomio tra Ripley e lo Xenomorfo lascia il posto a dinamiche più articolate e alla possibilità di approfondire anche altri temi.

Tra questi ovviamente non poteva mancare spazio per parlare del ruolo della Weyland Yutani Corporation, abilmente impersonata  qui dai personaggi degli agenti Fox e Welles, e di come i suoi interessi militari e quindi economici tenessero in ostaggio le vite dell’equipaggio della Sulaco e del personale della stazione di Anchorpoint che gli aveva prestato soccorso.

Nella visione di Gibson, le vicende di Alien 3 dovevano poi prendere una dimensione ancora più ampia, col rischio di una guerra su larga scala col coinvolgimento dell’Unione dei Popoli Progressisti, prima minacciata dalle ricerche militari condotte dalla Weyland Yutani corporation, poi tradita da quella stessa arroganza che già più volte ha fatto credere agli uomini di poter domare l’indomabile, ed infine inaspettato alleato nella lotta alla sopravvivenza.

Ovviamente anche in questo racconto più corale, continuavano ad avere un ruolo importante i singoli personaggi, fra tutti Bishop, l’androide compagno di avventura e custode di molti segreti e a detta dello stesso Gibson, e forse non troppo a sorpresa, il suo personaggio preferito dopo Ripley. Ancora una volta avrà un ruolo importante nella lotta per la salvezza. E poi il tenente Hicks, la piccola Newt e i vari tecnici della stazione di Anchorpoint ognuno con la propria storia. E poi ci sono loro: gli Xenomorfi.

Gibson li descrive senza esitazione nella loro natura più semplice, profonda ed inesorabile: puro istinto geneticamente programmato per dominare e sterminare. Esseri nati per la caccia, e anche questa volta le loro prede siamo noi.

I produttori si ritrovarono quindi tra le mani una sceneggiatura di un Alien 3 che si poneva in perfetta continuità coi primi due film, esplorando sì nuove tematiche e dinamiche dei personaggi, ma rimanendo fedele alle atmosfere originali della saga.

Sappiamo che questo racconto non raggiunse mai il grande schermo e furono altri a scrivere la sceneggiatura poi diretta da David Fincher nel film del 1992. Solo tempo dopo Gibson scoprì che i produttori lo avevano scelto non tanto con l’intento di ottenere una sceneggiatura efficace, quanto nella speranza di ottenere una certa suggestione cyberpunk da integrare nella vera sceneggiatura, che sarebbe stata scritta da qualcun altro. Chiaramente avevano sottovalutato quanto William Gibson fosse appassionato e legato ai primi due Alien.

Alien 3 è un regalo inaspettato per tutti i fan della prima ora

Ci sono poi voluti più di 30 anni perché la prima opera su commissione mai fatta da William Gibson potesse trovare la sua realizzazione, non più sugli schermi di un cinema, ma inaspettatamente, sulle pagine di un fumetto. Ed  è proprio la stessa passione per Alien che ispiró Gibson tanti anni fa a rendere Alien 3 di William Gibson un racconto imperdibile per gli amanti dello Xenomorfo tanto di oggi come di ieri.

Parte del merito va ovviamente anche al lavoro fatto da Johnnie Christmas,  nell’adattare la sceneggiatura cinematografica a un fumetto e nel dare coi suoi disegni, insieme alle suggestive colorazioni curate da Tamra Bonvillain, visivamente forma tanto alle emozioni dei personaggi  quanto alle atmosfere. Ogni elemento disegnato da Johnnie Christmas, dai personaggi, alle astronavi, ai colori, concorre a ricreare quelle stesse atmosfere inquietanti e piene di tensione che tanto abbiamo amato nei primi Alien.

Poter leggere dopo oltre tre decenni Alien 3 di William Gibson suscita un senso misto di curiosità e stupore, quasi come se si avesse tra le mani una capsula del tempo in grado di mostrarci com’era, o meglio come sarebbe potuto essere, un Alien 3 diverso.

Grazie a William Gibson e a saldaPress per questo regalo inaspettato, un vero fumetto da collezione che, grazie alla fine realizzazione anche dal punto di vista della stampa e della rilegatura (notevole il “cesello” della copertina rigida con verniciatura serigrafica), rappresenta una pubblicazione che non dovrebbe mancare nella libreria di ogni appassionato di fumetti.

Alien 3 di William Gibson edito da SaldaPress è disponibile dal 9 luglio nelle librerie e fumetterie italiane in un volume unico tutto a colori che potete recuperare A QUESTO INDIRIZZO.

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