Coronavirus: gli USA necessitano di programmatori COBOL, un linguaggio vecchio di 60 anni

Se nel film Indipendence Day il mondo si affidò ai marconisti e al codice Morse per comunicare indisturbato senza intercettazioni da parte degli alieni, ora gli USA necessitano di altrettante vetuste competenze, stavolta in campo informatico, dato sono alla ricerca di programmatori COBOL per far fronte all’emergenza Coronavirus.

A causa dell’emergenza Coronavirus, lo stato del New Jersey ha dichiarato di avere urgentemente bisogno di programmatori COBOl un linguaggio vecchio di 60 anni

 Il governatore del New Jersey ha infatti dichiarato che lo stato ha un disperato bisogno di esperti in COBOL, un linguaggio di programmazione vecchio di 60 anni, per occuparsi di pacchetti software progettati mezzo secolo fa che girano su grandi mainframe e che gestiscono il sistema di previdenza sociale pubblica.

La pandemia da COVID-19 che nelle ultime settimane, dopo l’Europa, ha colpito violentemente anche gli Stati Uniti, ha provocato un aumento del 1.600% delle richieste di disoccupazione, con la chiusura delle imprese imposta dal lockdown che sta facendo precipitare ancor di più la difficile situazione, con gli uffici pubblici che non ce la fanno a smaltire le richieste. Le operazioni di potenziamento e upgrade dei software e dei database degli enti di previdenza richiedono competenze informatiche sconosciute ai più, almeno per quanto riguarda alcuni moduli e routine realizzati in COBOL, linguaggio di programmazione molto usato fino agli anni ’70/’80 soprattutto in ambito gestionale e governativo.

Si tratta di un linguaggio nato ufficialmente nel 1961, pensato per l’elaborazione di dati commerciali (COmmon Business-Oriented Language, ovvero “linguaggio comune orientato alle applicazioni commerciali“), alla base del funzionamento di sitemi bancari e assicurativi che però, al giorno d’oggi, è conosciuto da programmatori che non hanno meno di 50 anni.

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Stando ad alcune indagini il COBOL, nel 2013, era accreditato essere alla base dell’85% delle applicazioni business nel mondo e utilizzato nel 70% di tutte le transazioni aziendali. Sempre nel 2013 era emerso che le aziende erano ancora alla ricerca di programmatori COBOL per l’assistenza ai propri software, dato che la riscrittura dei programmi con linguaggi più moderni si era rivelata fallimentare e con costi troppo alti a carico delle imprese.

Il COBOL è così sconosciuto ai più che anche Phil Murphy, 62enne governatore del New Jersey per decenni dirigente della Goldman Sachs (una delle più grandi banche d’affari del mondo) ha sbagliato a pronunciarne il nome chiamandolo Cobalt durante la conferenza stampa in cui si chiedeva l’aiuto dei vecchi programmatori.

Fonte: QZ

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