L’esatta percezione: i nove racconti di Andrea Viscusi – Recensione

Una delle cose che amo particolarmente delle edizioni annuali dell’Associazione RiLL (Riflessi di Luce Lunare), è che grazie a loro scopro sempre nuovi talentuosi e appassionanti scrittori di letteratura fantastica. Quest’anno il volume della loro collana Memorie dal futuro, che raccoglie una silloge personale di racconti di uno degli autori che si è distinto nell’ambito del Trofeo RiLL, è dedicato ad Andrea Viscusi e il volume si intitola L’esatta percezione, edito da Quality Games.

L’esatta percezione è l’antologia personale di letteratura fantastica di Andrea Viscusi della collana Memorie dal Futuro dell’Associazione RiLL. Scopriamo i nove racconti!

Mai titolo per questa antologia fu più azzeccato, dato che il volume ci presenta una selezione di racconti legati tra loro proprio dal fatto che le storie non presentano mai la realtà così come appare: c’è sempre dell’altro oltre a quello che vediamo, qualcosa di nascosto e di indistinto che si svela lentamente soltanto alla lettura delle brevi, eppure intense, vicende del libro.

Uno sguardo tra gli squarci de L’esatta percezione

I nove racconti della raccolta antologica di Andrea Viscusi fanno capo alla letteratura di genere fantastico. Una delle particolarità del libro è che i brani, pur genericamente relativi al macro-genere della fantascienza, toccano alcuni sottogeneri molto apprezzati e rivalutati in questi anni come la distopia e l’ucronia, senza dimenticare l’horror.

L’esatta percezione apre le sue porte (letterarie) con Hype. Già da questo primo racconto si capisce molto dell’impostazione di Viscusi: Hype è una dura critica alla società contemporanea e ai suoi ritmi frenetici. La prospettiva di una società iperconnessa in cui la nostra vita è in costante condivisione con il il resto del mondo, ci mostra dei giovani protagonisti che non riescono più a rilassarsi, a prendere del tempo per loro stessi e ad “estraniarsi” dall’incessante vortice del mondo esterno. Bisogna sempre agire, avere un’opinione e bisogna sempre condividerla e reagire immediatamente agli stimoli. Chi non regge questo ritmo frenetico, non può continuare a vivere come gli altri.

Troviamo le stesse atmosfere distopiche anche in Lamarckia, il secondo racconto del libro. Qui c’è un tema molto caro alla fantascienza: la possibilità di creare essere umani perfetti e senza difetti. È proprio questa l’ipotesi che vaglierà il protagonista della storia la cui vita viene radicalmente cambiata a causa di un incidente che lo costringerà su una sedia a rotelle. È mai possibile che l’unica soluzione per una vita felice e completa passi dall’avere un figlio perfetto, senza i problemi di salute e i difetti fisici che gli vengono trasmessi dai genitori?

Il volume prosegue con Karma, un intenso racconto horror-psicologico in cui è l’olfatto a farla da padrone. Il brano è strutturato come un racconto a due voci, due punti di vista che ci parlano di diversi e spesso terribili momenti segnati dalla tragicità (non continuo per evitare spoiler!). Un racconto breve, ma di un’intensità e un coinvolgimento tali che vi faranno sicuramente ricordare di questa storia anche dopo la fine del libro.

Uno dei brani più lunghi della raccolta è invece Pixel, testo che ci propone un’altra grande costante della letteratura fantascientifica ossia la realtà dietro la realtà, legando questo tema all’importanza e al valore dell’amicizia. Un racconto lungo e anche più composito e ricco di dettagli rispetto alle altre opere dell’autore; quasi un capitolo di un romanzo che rappresenta appieno il tema dell’antologia: qual è l’esatta percezione?

Dopo il brano più lungo dell’antologia, non poteva che esserci quello più corto: In un istante. Anche il titolo lascia trasparire perfettamente quello che è questo brano: una storia semplice e breve che riesce a racchiudere commozione, temi importanti e spunti di riflessione. Un’intensità che solo i racconti più belli e riusciti riescono a fare.

Con La bella lavanderina (originariamente pubblicato nell’antologia “Uomini e Spettri” del 2011) si torna al genere horror che qui si mescola sapientemente con influssi fantasy ben orchestrati tra loro. La bella lavanderina sembra dare uno scorcio sulla vera realtà, salvo svelare qualcosa di completamente diverso. Bella scrittura e un bel colpo di scena finale (parlando di più del racconto svelerei troppo!): vedrete che non ne rimarrete delusi.

La legge dei padri ripropone il genere dell’ucronia storica toccando il tema dei legame padre-figlio e dello scambio generazionale. Un’ambientazione originale e affascinante per trattare di temi fondamentali e ricorrenti. Come si può risolvere il passaggio generazionale quando in caso di non continuità si può arrivare anche alla morte?

Si continua con Sinestesia, una parola che già da sola potrebbe aprire un vaso di Pandora di idee per storie di “esatta” percezione. D’altronde nulla ci conferma che la realtà può essere percepita in modi differenti se non una persona che riesce a “vedere” i colori di una sinfonia musicale. In questo racconto la particolare realtà percepita si mischia al romanticismo di una storia d’amore.

L’ultimo racconto è ancora una volta un tuffo nel passato, o piuttosto un avventuroso incontro tra antiche leggende e modernità. Infatti, l’ultimo brano di questa raccolta antologica si intitola Pr-Medjed ed è una storia che ci trasporterà nelle atmosfere dell’Egitto per una riscoperta e una nuova chiave di lettura degli antichi miti della regione.

Quando la nostra percezione corrisponde alla realtà?

La raccolta antologica di Andrea Viscusi è un libro che si fa leggere tutto d’un fiato. Non soltanto per la sua non eccessiva lunghezza, ma soprattutto perché i racconti dell’autore hanno la capacità di farsi leggere con scorrevolezza, grazie a un ritmo e ad uno stile di scrittura immediati e coinvolgenti e a storie dalle mille sfumature. In L’esatta percezione troverete infatti diverse sfaccettature della letteratura fantastica, elemento che non potrà non piacere agli appassionati del genere.

Una delle cose che ho particolarmente apprezzato è che, nonostante il tema fantascientifico dell’antologia sia abbastanza classico (parliamo pur sempre della realtà vera oltre ciò che si può sperimentare coi sensi), la scelta dei racconti mi è sembrata particolarmente azzeccata perché i testi spaziano su generi, storie e tematiche creando un mix particolareggiato e non monotono.

Ammetto che nei racconti di Viscusi ci sono temi che è possibile trovare anche in altri autori di letteratura di fantascienza (vivere in una realtà controllata esternamente e non autentica, possibilità di creare “in laboratorio” le future generazioni ecc.), ma ritengo che l’autore dia il meglio di sé nei racconti che più si allontanano dai canoni classici del genere, e in particolare mi sono molto piaciuti i brani dalle tinte horror (La bella lavanderina è quello che ho apprezzato più di tutti). Insomma, mi è venuta voglia di leggerne ancora e ancora!

Se siete amanti di questo genere letterario non posso che caldamente consigliare la raccolta antologica di Andrea Viscusi: Riflessi di Luce Lunare riesce ancora una volta a curare un prodotto editoriale ben fatto e che ci fa scoprire la bravura degli autori più importanti del panorama della letteratura fantastica in Italia e la bellezza dei loro racconti.

L'esatta percezione
La raccolta antologica di Andrea Viscusi, L'esatta percezione, è un libro che si fa leggere tutto d'un fiato. Non soltanto per la sua non eccessiva lunghezza, ma soprattutto perché i racconti dell'autore hanno la capacità di farsi leggere con scorrevolezza, grazie a un ritmo e ad uno stile di scrittura immediati e coinvolgenti e a storie dalle mille sfumature. In L'esatta percezione troverete diverse sfaccettature della letteratura fantastica, elemento che saprà conquistare agli appassionati del genere. 
Pro
Storie dalle mille sfaccettature in grado di appassionare e coinvolgere
Scorrevolezza e velocità di lettura
Contro
Presenti diversi stereotipi del genere fantascientifico
Discrepanza tra racconti più lunghi e altri più brevi
7.5
Voto Finale
...e questo?
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