Proposition Player: rarità “vintage” sul mondo del Poker

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Nonostante le centinaia di migliaia di appassionati nel mondo, gli sportivi che vi hanno dedicato una vita e i tanti giocatori occasionali che spesso e volentieri si siedono al tavolo magari per una semplice serata tra amici, non sono poi tanti i fumetti sviluppati attorno al tema del Poker. E pensare che sulla falsa riga di molti altri celebri sport come il golf, il calcio e la pallavolo (solo per citare alcune discipline a caso) sono fiorite serie animate e fumetti che hanno segnato un’epoca, basti pensare a Holly & Benji, Mila e Shiro e Tutti in campo con Lotti (anche in questo caso la citazione è puramente esemplificativa).

Ad ogni modo forse il più riuscito esperimento di Hold’em convertito a fumetti è Proposition Player, una serie pubblicata negli Stati Uniti nel 2005 dalla rivista Vertigo (tradotto e pubblicato in italiano dalla Planeta De Agostini nel 2010), di proprietà della DC Comics che riscosse un discreto successo con 6 numeri interamente dedicati a questo elettrizzante gioco. Del resto intorno ai primi anni del 2000 si assistette ad una vera e propria esplosione del gioco digitale e si sentiva senz’altro la mancanza di una striscia interamente dedicata al Poker. Fu dunque nello stesso periodo che i vertici della DC Comics ebbero la lungimiranza di sposare il progetto di Proposition Player ideato da Bill Willingham e Paul Guinan, due dei migliori artisti e produttori di storie al soldo della casa editrice statunitense, il primo famoso più del secondo soprattutto grazie all’enorme successo derivato dall’idea della serie Fables, una trasposizione a fumetti dei personaggi delle favole che incassò numerosi Eisner Awards (gli “Oscar” dei fumetti a stelle e strisce).

Al centro di questa mini serie ormai datata ma ancora nel cuore degli amanti del Poker c’è Joey Martin, un consumato giocatore impiegato a Las Vegas come proposition player per un noto Casinò della città del gioco nel Nevada. Per chi non lo sapesse un proposition player, o “prop”, viene assunto dai responsabili della sala di Poker per riempire i tavoli ricevendo un importo predeterminato per ogni partita al quale partecipa. Un giocatore “di casa” che lavora sul volume di gioco e che tuttavia rischia il proprio bankroll non fornito dal Casinò. Insieme al Croupier è dunque uno degli attori principali del tavolo verde e molto spesso è anche un avversario temuto in quanto si tratta sovente di navigati giocatori (gli esperti di Poker evitano infatti con cautela i tavoli dove sono seduti i “prop”). Dopo anni di carriera in vari casinò Joey sembra stanco del suo lavoro. Un misto di noia e depressione lo tormenta ma nonostante la routine non manca di esercitare la sua natura di squalo del tavolo verde e quando si trova di fronte ad un novellino, uno di quelli che stenta ancora a capire i punti del poker, non manca di riscuotere il massimo dalle mani di cui può approfittare spennando, con una freddezza da far impallidire persino 007, i “polli” che si trovano sfortunatamente sul suo cammino. Forse proprio questo cinismo del quale è costretto a cibarsi per sopravvivere rende la sua vita amara ma nel corso di una serata tra amici la sua storia prenderà una piega bizzarra e inaspettata. Per una bizzarra scommessa si ritroverà infatti con in tasca le anime di 32 suoi amici e colleghi di Las Vegas e diverrà il giudice del destino dei suoi conoscenti in bilico tra le forze del Bene e quelle del Male impegnate in una lotta per la conquista delle stesse anime entrate in possesso di Joey. Un dualismo quasi manicheo che caratterizza in fondo lo stesso gioco del Poker che volendo rappresenta simbolicamente lo stesso cammino della vita, un po’ come gli scacchi dove ogni decisione può portare ad una mossa vincente in bilico tra vittoria e sconfitta, paradiso e inferno.

Il paradosso per Joey è una riflessione sul senso della sua stessa esistenza visto che lo sprezzante atteggiamento con il quale affrontava i suoi avversari nei Casinò si trasformerà presto in una disputa per la salvezza dei suoi amici, una sorta di contrappasso che lo condurrà suo malgrado ad interrogarsi sui suoi errori passati e a rivedere profondamente i suoi sentimenti e le sue deprecabili consuetudini. Del resto Joey è un bastardo a tutto tondo e anche con la sua compagna Lacy, donna immagine del Casinò nel quale lavora, non lesina malsane abitudini, frequentandola soltanto per divertirsi con lei.

Un eroe dai tratti hemingwayani che cattura il lettore mentre forse i caratteri degli altri protagonisti del fumetto potevano essere elaborati con più trasporto. Non convince l’agente delle forze del bene Bill, leggermente troppo farsesco e stereotipato mentre risulta decisamente più interessante l’agente degli inferi Mary, una seducente diavolessa che tenterà nei modi più scorretti ed illeciti di accaparrarsi del prezioso tesoro di 32 anime da consegnare in mano a Lucifero. Nel corso della vicenda anche altre divinità del Pantheon cercheranno d’incalzare Joey mentre il fumetto raggiunge toni epici e a tratti esilaranti quando il protagonista cerca di definire la cosmogonia e la creazione dell’universo. Un fumetto basato sul gioco delle contrapposizioni, molto umano e spesso quasi al limite della provocazione ma sempre con estremo garbo. Una perla bilanciata in maniera sapiente condita da un tocco di sano erotismo che non guasta mai. Un’opera animata che ha avuto forse colpevolmente pochissimo risalto in Italia e che i collezionisti appassionati di Poker non dovrebbero far mancare nei loro scaffali, vera chicca per addetti del settore e non.

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