Brass: Birmingham, benvenuti nella rivoluzione industriale! – Recensione

Data di uscita
Ottobre 2019
Autori
Gavan Brown, Matt Tolman, Martin Wallace
Editore
Ghenos Games
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Sei un industriale senza scrupoli nelle West Midlands inglesi a cavallo tra il diciottesimo e il diciannovesimo secolo. Divori carbone, commerci in cotone e manifattura, senza un buon birrificio per i tuoi operai non andresti da nessuna parte. Il tuo sistema circolatorio è composto dai canali e dalle ferrovie che scorrono nelle campagne albioniche. I tuoi figli sono le tue fabbriche, sei sposato con la tua rendita. Benvenuto nella rivoluzione industriale, benvenuto in Brass: Birmingham!

Brass: Birmingham – La Recensione

Brass: Birmingham è un gioco da tavolo di Gavan Brown, Matt Tolman e Martin Wallace. Figlio putativo, per così dire, di Brass: Lancashire, originariamente pubblicato nel 2007 sotto il nome Brass, è stato oggetto di una campagna su Kickstarter da quasi 2 milioni di dollari nel 2017.

Arrivato l’anno successivo con Roxley Games, è finalmente giunto anche in italiano grazie a Ghenos Games.

Parliamo di un titolo che è attualmente al nono posto nella classifica dei migliori giochi di BoardGameGeek, e ragioniamo a partire da qui.

Le  nostre aspettative aprendo la scatola, sorprendentemente sottile, erano quindi chiaramente molto alte. Sono state rispettate? Lo scoprirete solo continuando a leggere la nostra recensione.

Il contenuto della scatola

In un’epoca di scatole sovradimensionate, si rimane piacevolmente colpiti dalla contenuta scatola di Brass: Birmingham. Al suo interno troviamo:

  • Il tabellone fronte-retro (lato Notte e lato Giorno)
  • 4 plance personali, anch’esse fronte-retro (lato Notte e lato Giorno)
  • 4 segnalini personali fronte retro (personaggi maschi e femmine)
  • 56 tessere Collegamento (14 per colore)
  • 76 carte (di cui 8 carte jolly e 4 carte riepilogo)
  • 4 segnalini Punti Vittoria in legno
  • 4 segnalini Rendita in legno
  • 15 Barili di birra
  • 67 segnalini monete (dai valori di 1, 5 e 15)
  • 180 tessere Industria (45 per colore)
  • 9 tessere Mercante
  • Il regolamento

Davvero un sacco di roba, tanto che, se non la sistemerete a dovere, avrete persino qualche difficoltà a chiudere la scatola!

La qualità dei materiali usati in Brass: Birmingham

La qualità dei materiali, come da abitudini di Roxley Games, è davvero buona. Dal tabellone e dalle plance personali double-face fino alle tessere Industria, dai segnalini delle risorse ai barilotti di birra, maneggiare qualunque componente sarà un piacere.

Le carte sono in formato standard LCG, e benché il gioco non preveda continui rimescolamenti, noi abbiamo preferito imbustarle con le bustine che potete trovare A QUESTO INDIRIZZO.

La grafica è piacevole ed evocativa, molto tendente allo scuro, ma non ci si può aspettare altro da un’epoca dominata dal carbone. In particolar modo, è interessante il fatto che ci siano due lati diversi per plance e tabelloni: il lato “giorno” e il lato “notte”, rispettivamente più chiaro e più scuro.

Sono assolutamente identici per quanto riguarda il gameplay, si differenziano soltanto per il colore. A voi la scelta: il lato più chiaro, e forse più leggibile, o quello più scuro, accattivante e tenebroso?

Il costo del titolo è abbastanza buono considerando la qualità dei materiali.

Come si gioca a Brass: Birmingham

Brass: Birmingham non è certamente un gioco per neofiti, e neppure per giocatori abituali che non abbiano nelle loro corde il gioco da tavolo strategico-economico di una certa complessità. Anche per questo l’obiettivo delle seguenti righe non è tanto spiegare per filo e per segno il regolamento, quanto trasmettere l’ordine di idee dietro a questo titolo.

Il gioco è diviso in due Ere: l’Era dei Canali e l’Era delle Ferrovie. Esse sono sostanzialmente identiche, a parte qualche regola di posizionamento. Ciascuna Era termina quando sono state giocate tutte le carte del mazzo.

Si possono fare punti vittoria in due modi: tramite la rete di Collegamenti, e tramite le Industrie.

La rete permette di collegare tra loro diverse città, spostare carbone e merci, vendere le merci ai mercati. Le Industrie invece sono, naturalmente, i luoghi dove si producono le merci e le materie prime (anche le miniere di carbone e le ferriere, ai fini del gioco, sono considerate industrie) e i birrifici.

È importante notare che, quando realizziamo una miniera, un’industria o una vendita, non stiamo eseguendo una singola azione di produzione o transazione; piuttosto stiamo dando il via ad un’intera filiera produttiva che va dalla materia prima alla realizzazione del prodotto finito, e che termina con la vendita dello stesso. Per questo motivo, il nostro tornaconto non sarà un semplice guadagno una tantum, ma una rendita continuativa nel tempo.

Le sei azioni non fanno altro che permetterci di realizzare quanto sopra:

  • Costruzione: costruire miniere, ferriere, industrie (di manifattura, cotonifici e fornaci) o birrifici.
  • Collegamento: posizionare ferrovie o canali per allargare la nostra rete
  • Sviluppo: migliorare il livello delle nostre industrie (prima della costruzione)
  • Vendita: realizzare una rendita (e punti vittoria) vendendo le nostre merci al Mercante
  • Prestito: acquisire liquidità, sacrificando parte della rendita
  • Spionaggio: acquisire due carte jolly, scartandone due dalla nostra mano

Per ciascuna di queste azioni dovremo scartare una carta qualsiasi dalla nostra mano (eccetto che per l’azione Costruzione, che richiede carte specifiche), ed in seguito ripristinare la nostra mano di 8 carte.

Una volta terminate le carte nell’Era delle Ferrovie, la partita ha fine.

Il tema, e quanto è legato alle meccaniche di gioco

Brass: Birmingham è ambientato tra il 1770 e il 1870. Cento anni durante i quali il settore secondario ha soppiantato quello primario come principale fonte di reddito per l’economia mondiale.

Questo è stato possibile grazie a svariati fattori, ma forse il più importante è stato il passaggio dello sfruttamento del lavoro prodotto da esseri viventi (umani o animali) a quello prodotto dai macchinari. Il motore a vapore è senza dubbio la più importante di queste innovazioni (e James Watt, inventore della macchina a vapore, è omaggiato nel gioco ed appare come uno degli 8 personaggi).

Il gioco è diviso in due Ere: l’Era dei Canali e l’Era delle Ferrovie. Come nel corso della storia della Rivoluzione Industriale, la prima fase della partita si svolge sfruttando lo spostamento di merci e carbone tramite canali navigabili, mentre nella seconda parte entrano in gioco le ferrovie.

Gli artwork e l’atmosfera che si respira sono coerenti con la tematica, anche se questo titolo non fa sicuramente della tematicità la sua forza. Ciononostante, molte meccaniche sono strettamente legate a quelle che erano le caratteristiche del sistema produttivo del tempo.

Il fatto che il carbone, ad esempio, debba essere mosso per forza tramite i Collegamenti, mentre il ferro no, è dovuto al fatto che all’epoca le industrie necessitassero di grandissime quantità di carbone per azionare i poderosi macchinari, mentre la più esigua produzione delle ferriere poteva anche essere mossa per altre vie.

Un altro esempio potrebbe essere il fatto che la birra fosse necessaria ai lavoratori delle industrie: in un periodo di grande espansione industriale e pionierismo, non era facile trovare delle fonti di acqua potabile. Spesso la birra era l’unica bevanda salubre disponibile; era quindi fondamentale che i nuovi centri industriali venissero approvvigionati con scorte regolari.

Collegamenti e Reti, Miniere e Mercati

I concetti più complessi di Brass: Birmingham sono certamente quelli dietro le differenze tra luoghi collegati e Reti dei singoli giocatori.

Vari luoghi sono collegati tra di loro se esiste una linea ininterrotta di tessere Collegamento tra di essi, a qualunque giocatore appartengano. Ciò è importante soprattutto per quanto riguarda Miniere e Mercati.

Le Industrie devono essere collegate a Miniere e Mercati perché essi possano rispettivamente acquisire Carbone per essere costruiti, o eseguire l’azione di Vendita a quei Mercanti interessati alla merce (non tutti i Mercanti commerciano le stesse merci).

Le Reti invece sono personali, e limitano la capacità di costruzione dei giocatori: si potrà costruire Industrie, o piazzare tessere Collegamento, solo su spazi adiacenti a tessere (Industria o Collegamento) già facenti parte della propria Rete.

È importante notare come il Carbone debba obbligatoriamente essere preso dalla Miniera più vicina; con un piazzamento intelligente, insomma, un abile giocatore può trarre grande vantaggio anche dalle Industrie degli altri giocatori.

Infine i Mercati: unica variabile al setup tra una partita e l’altra, il loro posizionamento (fatto casualmente in fase di preparazione) è sicuramente determinante, sia per la forma che dà allo sviluppo della partita, sia perché i Mercati sono l’ultimo anello della catena produttiva, fondamentale per realizzare Rendita e Punti Vittoria.

Per questi motivi, anche se a prima vista la variabilità può sembrare scarsa, vi assicuriamo che anche una sola tessera Mercato, se posizionata in un luogo piuttosto che in un altro, può influenzare molto le scelte che faremo nel proseguo del gioco.

2, 3 o 4 giocatori

Brass: Birmingham è un gioco da tavolo che sicuramente non ha problemi ad essere intavolato da sole due persone, ma che probabilmente rende al meglio in tre o addirittura quattro giocatori.

Le ragioni sono la maggiore interazione indiretta che si viene a creare al tavolo: potremo sì “sfruttare” i collegamenti posizionati dai nostri avversari, ma la contempo lo spazio si ridurrà drasticamente all’aumentare del numero di giocatori, soprattutto nella seconda Era. Inoltre le risorse delle nostre Miniere, Ferriere e Birrifici potranno essere utilizzate anche dagli altri giocatori, aumentando il valore strategico di un posizionamento oculato e con il giusto tempismo.

All’aumentare del numero di giocatori, tuttavia, aumentano anche vertiginosamente le informazioni disponibili sul tabellone. Ciò rende praticamente impossibile tenere traccia dei punti vittoria (che, ricordiamo, vengono calcolati a fine Era) a quei giocatori che solitamente cercano di avere sotto controllo l’ammontare dei punti propri ed altrui.

Questo può senz’altro essere un difetto per alcuni: ad un certo punto della partita si può avere la sensazione di fare una solitaria corsa ai punti, senza avere cognizione del livello raggiunto degli avversari.

D’altro canto, ed anche questo può soggettivamente piacere o meno, la suspence tiene tutti incollati al tavolo fino alla fine, perché non si può davvero sapere fino all’ultimo chi sarà il vincitore.

Le nostre conclusioni su Brass: Birmingham

Brass: Birmingham è uno di quei giochi da tavolo solitamente definiti “cinghiali“: abbastanza lungo, ricco di possibilità, complesso, profondo, non facile da “leggere” in corso di partita. E, nel suo genere, è davvero un ottimo titolo.

Non consigliamo di proporlo a dei giocatori all’inizio dell’avventura nel mondo ludico, e neppure a coloro che non riescono a reggere oltre i 10 minuti di spiegazione. Questo non è un titolo per loro, non gli fareste un favore.

D’altro canto, dopo una mezza partita di apprendimento, certi tasselli vanno al loro posto ed emerge la coerenza interna del titolo. A questo punto potreste scoprire che, seppure per padroneggiare il gioco in maniera ottimale sia necessaria una buona dose d’esperienza, esso si rivela meno difficile del previsto.

La rigiocabilità è buona, ed ogni partita evolverà velocemente verso scenari differenti, grazie alla variabilità data dalle tessere Mercante, sempre diverse, e dalle carte.

L’esperienza tattile e visiva è anch’essa davvero appagante, ed il tema, seppur secondario per quanto riguarda il piacere di gioco, interessante e abbastanza legato alle meccaniche.

Questo gioco da tavolo può certamente fare innamorare quelle persone che divorano “cinghiali” a colazione. Metterà alla prova le capacità strategiche dei giocatori, ma anche l’abilità ad adattarsi, soprattutto se si è in 3 o 4 al tavolo. Forse la caratteristica più premiante ad un tavolo di Brass: Birmingham è proprio quella di saper intuire le intenzioni avversarie, inserendosi per sfruttare con rapidità ed efficacia anche la strategia altrui. Ma sarà senz’altro un arduo, anche se molto appagante, compito.

Fare la Rivoluzione Industriale è un duro lavoro, ma qualcuno deve pur farlo!
Brass: Birmingham ha un pubblico ben specifico di giocatori, e va a solleticarli nei punti giusti. Complesso, impegnativo, fattore fortuna praticamente assente ed aggirabile, sfidante in ogni momento.
Pro
Un vero cinghiale: i quesiti strategici e tattici posti ai giocatori rappresentano una bella sfida!
Materiale ed estetica all'altezza del titolo e del prezzo
Rigiocabilità molto buona
Contro
Può essere un'impresa tenere traccia dei punteggi di tutti i giocatori
8.8
Voto Finale
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