A Plague Tale: Innocence, la recensione ai tempi della peste

Ho passato l’ultima settimana braccato dall’inquisizione, nascondendomi all’ombra di villaggi e delle mura in rovina dei castelli, cercando di evitare “come la peste” orde di ratti famelici e guardie armate che mi davano la caccia. L’ho fatto nel mondo medievale di A Plague Tale: Innocence, il nuovo titolo di Asobo Studio (che se non conoscete è perché, fino ad oggi, aveva lavorato solamente su produzioni e collaborazioni minori), edito da Focus Home Interactive e disponibile da oggi su Steam, PS4 e Xbox One.

Ora il mio viaggio è terminato ed è tempo di dare uno sguardo al percorso che mi ha portato a scoprire la storia di Amicia De Rune, una ragazzina che vive in una Francia devastata dagli orrori della Guerra dei 100 Anni e dal morbo della Peste Nera, nella recensione di A Plague Tale: Innocence.

Tenterò di farlo senza troppi spoiler, essendo A Plague Tale un titolo prettamente narrativo, la cui storia è, in effetti, il cuore del gioco stesso (e che gioco!).

A Plague Tale: Innocence

Di Amicia De Rune, della peste e del mondo di A Plague Tale: Innocence

Come già anticipato, nel gioco ci ritroveremo catapultati nel conflitto che vide Francia ed Inghilterra scontrarsi per oltre 100 anni in pieno Medioevo; più precisamente nel 1349 (siamo proprio agli inizi della guerra quindi). Erano anche gli anni della Peste Nera, una piaga che devastò l’Europa e che, insieme alla nostra eroina, Amicia De Rune, sarà la vera protagonista di questa storia.

Di nobili origini, la famiglia De Rune vive pacificamente nelle proprie terre finché, un giorno, l’inquisizione bussa alla porta di Amicia e del fratellino Hugo (e insomma, è l’inquisizione, potete immaginare come andrà a finire). Persa la propria casa e i propri cari, la ragazzina, appena 15enne, deve quindi darsi alla fuga insieme al fratellino, afflitto da una strana malattia che la madre stava tentando di curare.

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La fuga e la sopravvivenza (in questo caso più di Hugo che nostra) saranno il nostro unico pensiero, in un lungo viaggio intrapreso in un mondo medievale dall’aspetto fedele all’immaginario comune, a cavallo tra il reale e l’epico, che ci porterà presto anche ad unire le forze con altri ragazzi dalle storie (tristi) simili alla nostra.

Protagonisti di A Plague Tale: Innocence sono però anche i ratti, bestioline immonde che sembrano esser state sputate fuori dalla terra (e in alcuni casi sarà proprio così) e che divorano qualsiasi cosa abbia della carne attaccata addosso. Ok, forse in questo caso non si tratta proprio di una rappresentazione fedele della realtà, ma la loro presenza opprimente ed aggressiva arricchisce l’atmosfera del già violento mondo di gioco; e a noi va bene così.

Ora, però, è tempo di scappare dall’inquisizione!

Il gameplay di A Plague Tale: Innocence è “da medioevo”

A Plague Tale: Innocence è un titolo in terza persona che, capitolo dopo capitolo, ci racconterà e renderà partecipi di una lunga ed appassionata storia. Qui, le più classiche meccaniche stealth sono state sfruttate come mezzo per narrare la nostra avventura, e non il contrario (tenetelo bene a mente).

Con un piccolo inventario a nostra disposizione, che si amplierà in termini di varietà con il procedere del gioco, saremo infatti in grado di sfruttare le abilità con la fionda della protagonista (ma anche qualche abilità particolare dei nostri amici), per distrarre le guardie armate che ostacolano il nostro percorso o per evitare di essere divorati dai ratti che si aggirano nell’oscurità.

Per farlo apprenderemo nel tempo alcune tecniche alchemiche che ci permetteranno di preparare dei proiettili in grado dar fuoco agli oggetti, irritare la pelle e le armature degli avversari o metterli a nanna come solo Solid Snake un tempo sapeva fare. Potremmo scegliere anche di eliminarne qualcuno ma, ai fini del proseguimento del gioco, tutto si svolgerà più o meno nello stesso modo.

Le nostre attrezzature saranno migliorabili con diversi materiali che troveremo lungo il tragitto (circa una dozzina), permettendoci ad esempio di ridurre i tempi di lancio di un proiettile o di far meno rumore quando tenteremo di spostarci inosservati dietro a qualche carro piazzato sul percorso non troppo casualmente.

Un sistema di crafting semplice ma efficace, studiato anche in questo caso per non distogliere l’attenzione dalla storia, dall’evoluzione dei suoi personaggi e dalle emozioni che proveremo empatizzando con le vicende dei De Rune.

In qualche capitolo (sono 17 capitoli in totale, per poco più di una dozzina di ore di gioco) avremo anche l’opportunità di dilettarci con qualche breve enigma, ma si tratta davvero di sezioni di gioco molto semplici che non offriranno mai una vera e propria sfida; come del resto non troverete alcun tipo di difficoltà nel portare a termine l’intera avventura.

Ci saranno forse giusto un paio di combattimenti e situazioni più particolari che vi richiederanno di ricaricare qualche volta uno dei numerosi e generosi checkpoint di salvataggio, ma nulla di più.

Ancora una volta, il tipo di gameplay offerto da A Plague Tale: Innocence è davvero al servizio della storia e non ci distrarrà più di tanto dall’avventura che stiamo vivendo ricca di…

Panorami di rara bellezza e brutalità

Artisticamente, A Plague Tale: Innocence è una gioia per gli occhi. Il livello di dettaglio riservato al design dei singoli capitoli (la versione testata da noi è quella PC) è davvero qualcosa di spettacolare. Vi ritroverete a fissare panorami mozzafiato realizzati con cura e scelte cromatiche intelligenti mentre il cadavere di un soldato viene divorato dai ratti a pochi passi da voi; tutto come se fosse la cosa più normale e naturale del mondo in cui siamo stati catapultati.

Pur con un design dei singoli capitoli piuttosto semplice, l’ambiente ricco di dettagli vi farà presto dimenticare di trovarvi in un livello con un percorso da A a B studiato a tavolino, mentre la varietà dei panorami vi spingerà a voler scoprire cosa si cela dietro al prossimo angolo. Difficilmente vedrete una situazione ripetersi due volte e ogni passo fatto in A Plague Tale: Innocence vi sembrerà sempre un passo verso l’ignoto.

Il tutto accompagnato da un comparto sonoro davvero degno di nota, che incalza i giocatori nei momenti più concitati e concorre a dare una sensazione di oppressione negli istanti più cupi, completando un’opera audio visiva di “rara bellezza e brutalità”.

Il lavoro svolto con la luce, necessario anche per farci strada lungo i livelli in cui avremo a che fare con i ratti (che si sposteranno sul terreno muovendosi esclusivamente nell’ombra), è semplicemente perfetto, nonostante alcuni momenti più luminosi mettano in evidenza qualche texture meno rifinita.

Il movimento dei personaggi è naturale e convincente così come lo sciamare dei ratti sul terreno. Resterete incollati alla sedia quando vi ritroverete in mezzo a loro con poca luce.

Anche il doppiaggio di A Plague Tale: Innocence non è da meno e segue dei dialoghi mai banali e funzionali al nostro coinvolgimento in questo preciso periodo storico, anche se, purtroppo, la lingua italiana è presente esclusivamente nei sottotitoli e nei testi (ma sentir parlare i due personaggi in francese ha davvero il suo fascino).

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