Star Citizen: a rischio il progetto di Chris Roberts!

star citizen

Il nome di Chris Roberts è come la bibbia per gli amanti dei simulatori spaziali, che negli anni d’oro del genere passavano ore intere a giocare con la sua saga Wing Commander.

Quando si scoprì che il vecchio Chris aveva deciso di creare la più grande simulazione spaziale di sempre, Star Citizen, il mondo dei videogames ebbe una scossa.

Star Citizen, il titanico progetto di Chris Roberts, attraversa un periodo decisamente nero!

Forbes ha infatti rivelato che i fondi raccolti per la realizzazione di Star Citizen sono oramai agli sgoccioli, ed il titolo è ben lontano dall’esser completo.

Star Citizen ha mosso i primi passi del suo sviluppo nel 2011, contando anche sulla fiducia dei futuri giocatori, che hanno sostenuto una campagna crowdfunding capace di raccogliere ben 242 milioni di dollari.

Inizialmente previsto per il 2014, Star Citizen è stato più volte rimandato, al punto di non avere, ad oggi, una data ufficiale di uscita. Se a questo aggiungiamo che l’alpha giocabile mostrata ai fan presenta uno stadio di avanzamento lavori inquietantemente lontano dal completamento, è inevitabile il sorgere di dubbi sulla reale fattibilità del progetto.

Come se non bastasse, solo lo scorso anno Cloud Imperium Games ha cercato ulteriori sostegni economici (circa 46 milioni di dollari), dimostrando come un grosso problema per la realizzazione di Star Citizen sia la pessima amministrazione di Chris Roberts.

Star Citizen ArcCorp

Parlando con alcuni ex dipendenti di Cloud Imperium Games, Forbes ha costruito un’immagine di Roberts poco lusinghiera. Il povero Chris risulta esser un ‘micromanager’, incapace di gestire le risorse nonché creatore di un ambiente di lavoro caotico e poco produttivo.

Cloud Imperium ha cinque diversi uffici per un totale di circe 550 impiegati, con un costo di mantenimento che nel 2017 ha toccato quota 30 milioni di dollari per i soli stipendi, che costituiscono il grosso delle uscite della software house.

Il malcontento dei dipendenti ha portato anche a sollevare dubbi sull’acquisto della nuova dimora di Roberts, pagata 4.7 milioni di dollari che, secondo il creatore di Wing Commander, sarebbero stati fondi maturati dalla sua partnership con Origin anni addietro e dalla vendita di Digital Anvil a Microsoft.

Le testimonianze raccolte da Forbes mostrano un ritratto di Cloud Imperium Games tutt’altro che incoraggiante. Chi ha lavorato a Star Citizen ha spesso dovuto affrontare continui cambi di idea, spesso dopo interi mesi di lavoro, generando scontento ed inevitabili, giganteschi, ritardi sullo sviluppo.

Addirittura era stato creato un team di sviluppatori impegnati esclusivamente nella realizzazione di demo per vendere modelli esclusivi di astronavi, per raccogliere ulteriori fondi tramite la vendita di pacchetti speciali.

 

Ma i fondi raccolti con questo escamotage, circa 288 milioni, non sono bastati. Le casse della compagnia continuano ad essere misere, costringendo Roberts a continuare a vendere astronavi esclusive per raccogliere le finanze necessarie ad ultimare Star Citizen.

E dei 135 modelli di astronave finora presentati solo 87 hanno raggiunto uno sviluppo tale da poter esser provati nell’alpha, lasciando i rimanenti al semplice stadio di immagine promozionale.

Inevitabile che parte dei backers di Star Citizen abbiano perso fiducia in Cloud Imperium Games e Chris Roberts. Stando a Forbes, infatti, molti giocatori sono rimasti ampiamente delusi dall’alpha, che non si avvicina minimamente alle promesse di Roberts. E la conseguenza era inevitabile: la richiesta di numerosi rimborsi, con cifre che toccano anche i 24 mila dollari.

Sembra che Star Citizen stia toccando veramente il fondo, rendendo sempre meno credibile una sua futura uscita. Non perdiamo la speranza ma Chris Roberts dovrà impegnarsi parecchio per risollevare le sorti del suo faraonico progetto!

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