Microbrew: divertirsi lavorando in un brew-pub sul nostro tavolo! Recensione

Microbrew

Il termine Microbrew si riferisce a chi produce piccole quantità di birra artigianale.

Se non avete mai provato a fare la birra in casa, quella vera intendo, col metodo all-grain (ossia quella senza i preparati ma solo con gli ingredienti naturali) forse non conoscete il piacevole profumo di malto che si sprigiona dalla pentola, nonché la gioia che si prova una volta maturato il vostro prodotto, assaggiandolo e rendendosi conto che non è come ve lo aspettavate (sia nel bene sia nel male!).

Io ci ho provato ma le birre migliori sono quelle che ho creato giocando al gioco da tavolo di One Free Elephant, di cui vi avevamo parlato qualche tempo fa e recentemente arrivato nelle case di tutti coloro che lo hanno finanziato su Kickstarter… che guarda caso si chiama proprio Microbrew!

Microbrew

Microbrew: quando nella scatola piccola c’è la birra buona!

L’idea dei creatori di Microbrew era quella di creare un gioco da tavolo strategico a tutti gli effetti che fosse al contempo tascabile e giocabile più o meno ovunque (anche se eviterei di portarlo in spiaggia con una componentistica così minuta).

Ideato da Nigel e Sarah Kennington ed illustrato da Victor P. Corbella, il nuovo titolo di One Free Elephant (Carcosa, Ore-Some) incuriosisce sin dal primo sguardo.

A prima vista non immaginereste mai che in quella piccola e coloratissima scatola di latta troverete un vero piazzamento lavoratori per 2 giocatori, che vi regalerà intense partite della durata di circa 60 minuti l’una.

È anche possibile espandere il gioco fino a 4 partecipanti, utilizzando 2 scatoline e il “lato b” delle carte birrificio.

Microbrew

Il contenuto della strabordante lattina di Microbrew

La nostra scatolina di latta contiene tutto l’occorrente per una partita a 2, ossia:

  • 4 carte fermentatore
  • 2 carte birrificio a doppia faccia
  • 28 carte da gioco (12 clienti e 16 ricette)
  • 8 minicarte (7 reputazione, 1 segna-round)
  • 1 carta riepilogativa
  • 12 meeple birraio in 4 colori
  • 8 segnalini denaro in 4 colori
  • 48 pedine malto in 3 colori
  • 6 pedine luppolo
  • 1 pedina mastro birraio
  • 2 pedine espansione fermentatore
  • 1 elefante decorativo
  • il regolamento

Nel pacchetto ricevuto abbiamo trovato anche 4 bellissimi sottobicchieri che fungono, al posto delle relative carte presenti nella lattina, da plance fermentatore e plance birrificio.

Approfondiremo in seguito il discorso relativo alla qualità dei materiali, che riteniamo comunque buona per il pledge richiesto: circa 18 euro.

Microbrew

E ora, prepariamo il nostro birrificio!

Scelto un colore e composte, utilizzando alternativamente le apposite carte o i sottobicchieri, le plance fermentatore personale e la plancia birrificio (comune ai due giocatori), ciascun giocatore pesca casualmente: 16 malti per riempire gradualmente le prime 4 colonne del suo fermentatore, una carta cliente, una carta ricetta e due carte reputazione (ossia gli obiettivi personali), la prima verrà rivelata le altre due rimarranno invece segrete.

Prima di iniziare a berci la nostra prima birra fresca, peschiamo un’ultima carta reputazione e la riveliamo (fungerà da obiettivo comune), poi i giocatori rimettono un malto nella scatola sostituendolo con un luppolo. Tutti malti e i luppoli rimanenti rimarranno nella scatola che fungerà da riserva.

Si rivelano poi dai vari mazzi 2 clienti e 3 ricette comuni, ciascun giocatore prende 2 dei suoi 3 meeple, lasciando il terzo accanto al birrificio insieme alle 2 pedine per l’espansione del fermentatore.

Microbrew

È finalmente arrivato il momento di birrificare e servire i nostri clienti!

In Microbrew la vittoria passa dalla soddisfazione dalla clientela, che potremo ottenere solo servendole la birra migliore e seguendo i gusti personali di ciascun avventore.

Ma per fare ciò prima dovremo produrre! Insomma basta far dormire quei meeple accanto al fermentatore, è il momento di fargli svolgere qualche azione!

Ecco cosa potranno fare per noi durante la fase lavoro:

  • Produzione: Si seleziona un malto o un luppolo e lo si scambia con un’altra pedina purché vicina e collegata, si può ripetere più volte rispettando alcune semplici regole: gli scambi avvengono solo con la pedina di partenza e il malto più chiaro fra i due coinvolti nello scambio deve sempre salire (i luppoli si muovono in entrambe le direzioni);
  • Mashing: si pescano pedine dalla scatola per riempire gli spazi disponibili nel fermentatore;
  • Imbottigliamento: si sceglie una colonna del fermentatore, si prendono le pedine e le si usano per riempire i 4 spazi relativi alla ricetta che vogliamo creare, scegliendone una fra quelle della nostra mano o impadronendoci di una di quelle comuni. Fra un round e l’altro si svolgerà una parte del processo di fermentazione in bottiglia e scarteremo una pedina dalla carta ricetta;
  • Servire: si sceglie una ricetta imbottigliata dalla quale sono stati rimossi tutti i malti e la si offre ad un consumatore, girandolo a faccia in giù e guadagnando denaro a seconda di quanto quella ricetta corrisponde ai suoi gusti. Per capirlo basta confrontare i malti usati per imbottigliare con quelli graditi dal cliente. Se la ricetta è perfetta fidelizzeremo inoltre il cliente e prenderemo la carta che lo ritrae.
  • Break: il meeple lavoratore va in pausa caffè e ci fa guadagnare una moneta (anche i dipendenti pagano il caffé, quanto siamo avari!);
  • Lavaggio impianto: si rimettono tutte le pedine scartate nella scatolina e si possono scambiare uno o più dei luppoli presenti nel fermentatore con i malti nella scatolina;
  • Pubblicità: si pesca un nuovo cliente e lo si aggiunge al pool di quelli disponibili, dopodiché si pagano un numero di monete pari a 4 volte il numero di clienti fidelizzati, per fidelizzarne uno a scelta, servendogli una birra che non rispecchia i suoi gusti;
  • Management: si svolge un azione a pagamento fra queste 4: le straordinarie permettono di recuperare un meeple dalla plancia al costo di 1 moneta, ricerca ricetta (2 monete) permette di pescare 3 ricette e sceglierne una da tenere in mano ed una da mettere nella zona comune, con espansione fermentatore (3 monete) prendiamo la relativa pedina per poter in seguito riempire la quinta colonna del fermentatore, infine possiamo assumere il terzo lavoratore pagando 4 monete.

Un turno è diviso in un numero variabile di round, che dipenderà da quante volte riusciremo a fare lavorare e recuperare i nostri meeple.

Nel corso di ciascun round si può svolgere una sola azione piazzando il proprio meeple nell’apposito spazio sulla plancia, si passa poi la carta segna-round all’avversario, facendo così fermentare tutte le birre.

E se lo spazio è occupato da una pedina di un altro colore? Semplice, il nostro lavoratore lo sostituisce e il meeple torna disponibile per l’avversario.

Quando non ci sono più lavoratori disponibili si passa alla fase riposo in cui tutti i giocatori riprendono i loro birrai, appaiono nuovi clienti assetati e nuove ricette, il Mastro Birraio si muove e svolge un lavoro a seconda della sua posizione fra aggiungere un cliente, aggiungere una ricetta comune o riporre tutti i malti scartati nella scatola.

Microbrew

La partita termina nel turno in cui si è pescato l’ultimo cliente o quando non ci sono più clienti non fidelizzati. Si totalizza 1 punto per ciascun cliente fidelizzato, 1 punto per l’obiettivo comune e fino a 1 punto per i due obiettivi personali.

Vince, ovviamente, chi accumula più punti!

Conclusioni

Scommetto che nemmeno voi vi aspettavate così tanta carne al fuoco per un gioco così piccolo!

A questo punto non ci resta che darvi le nostre opinioni finali, partendo come al solito dalla componentistica.

Tutte le pedine e i meeple sono in legno colorato e di buona qualità, anche gli artwork delle carte in stile cartoon sono molto piacevoli, unica pecca a questo livello è legata allo stile minimal utilizzato per le carte birrificio replicate anche per i sottobicchieri che perdono un po’ di qualità nella colorazione.

Questo penalizza un pochino anche l’ambientazione, nulla di trascendentale che infici sulla rigiocabilità, comunque.

Microbrew

La struttura di gioco, infatti, ricalca bene il vero processo produttivo di un microbirrificio (cosa che ho personalmente apprezzato molto da vero amante delle piccole realtà birrarie) e fa respirare a sufficienza al giocatore il profumo del mosto.

Per quanto riguarda le meccaniche, rispecchiano in gran parte quelle tipiche dei migliori eurogame. Le possibilità di sviluppo delle partite sono tante, grazie soprattutto al numero decisamente elevato di azioni disponibili (ben 11!). Ciò permette a Microbrew di dimostrarsi un gioco veramente vario, seppur il numero di carte totali sia abbastanza limitato.

Nonostante la grafica “amichevole” Microbrew non è certo un gioco per neofiti. Si tratta infatti di un gioco da tavolo dove dovremo essere in grado di fare scelte strategiche che contrastino le componenti aleatorie derivanti dalla pesca dei malti, cercando anche di capire quale azione potrebbe svolgere il nostro avversario e pianificando le mosse che potrebbero consentirci di giocare ogni volta un round in più.

In alcuni casi potremmo addirittura trovarci obbligati a servire birre imperfette o addirittura ad usare malti sbagliati nelle ricette pur di rallentare la scalata degli avversari.

In sintesi, Microbrew si è rivelato davvero una bella sorpresa, la piccola scatola altro non è che un vaso di Pandora che libera un gioco caratterizzato da grafiche piacevoli e dinamiche interessanti, dove la strategia e l’aleatorietà si mescolano in una ricetta frizzante e speziata come una IPA d’estate, garantendo rigiocabilità e divertimento a tutti quei giocatori che cercano un gioco di difficoltà media da trasportare nella tasca dei pantaloni!

Se anche voi l’avete provato diteci cosa ne pensate lasciando un commento qui sotto.

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