Spider-Man alternativi: ecco le più importanti “versioni” dell’Uomo Ragno

Spider-Man

Dopo aver visto il meraviglioso Spider-Man: Un Nuovo Universo, (se non lo avete ancora fatto catapultatevi subito al cinema) molti di voi saranno rimasti un po’ perplessi nel vedere tutti questi Spider-Man diversi dei quali, più di qualcuno, ignorava addirittura l’esistenza.

Ecco dunque che la domanda: “Ma chi sono tutti questi tizi in costume da Uomo-Ragno?” sorge più che spontanea

Quindi, dato che sono una persona molto premurosa e felice di condividere le proprie passioni con il prossimo, ho decisodi aiutarvi a fare luce sull’argomento proponendovi un bell’elenco dei più importanti Spider-Man alternativi provenienti da altrettanti universi paralleli a quello dove Peter Parker è sempre l’inossidabile e amichevole Spider-Man di quartiere.

Ecco i più importanti Spider-Man alternativi che, negli anni, la Marvel ha fatto sbucare da inedite tasche dimensionali per farli interagire con la continuity principale

Come per quanto realizzato con My Hero Academia, anche qui non si tratterà di determinare il più “potente” né il “migliore” dei diversi Uomini Ragno, ma solo elencare i più importanti, oppure, forse, quelli che chi vi sta scrivendo preferisce in modo spudorato.

Pronti? Thwipp!

Spider-Man 2099

 

spider-man 2099

Parlavamo di costumi immensamente strepitosi ed indimenticabili, vero?

Cosa dire del caro, vecchio (anche se al momento in teoria non sono nati nemmeno i suoi genitori) Miguel O’Hara?

Poster boy della linea editoriale Marvel 2099, dedicata (indovinate un po’?) ad una rivisitazione futuristica dei principali eroi della Casa Delle Idee, Miguel ha beneficiato di una serie dedicata dal 1992 al 1996, per poi venire ripescato dal suo “papà” Peter David nel 2014.

Ancora ricordo quel 1993, anno in cui Star Comics pubblicò il supplemento speciale (una specie di contenitore numero 0) “Marvel 2099” con al suo interno le origin story di alcuni degli eroi re-immaginati per l’occasione editoriale.

Mi ritrovai con l’albo fra le mani, in un insolitamente caldo aprile, indeciso se spendere tutti i miei soldi in quello (e nel quindicinale classico del Ragno, al quale il numero 0 era allegato) o conservarne un po’ per poter prendermi qualcosa da bere al campetto da basket della parrocchia del mio paesino.

Inutile dirvi come andò, per fortuna al campetto c’era (e c’è ancora, suppongo) una fontanella.

Il costume di Miguel mi colpì con la forza di un pugno di Hulk, con le sue linee essenziali eppure futuristiche e il suo aggressivo, ma non ridicolo, teschio sul petto.

Ma non fu solo l’aspetto estetico a convincermi a rimanere un lettore del Ragno 2099; anche le sue storie, scritte da Peter David anche allora e disegnate dal leggendario Rick Leonardi (altro che Will Sliney) mi catturarono col loro mix di tradizione supereroistica e di rivisitazione cinica degli stilemi Marvel.

Dopo 25 anni esatti passati a sognare di vedere Miguel al cinema, forse, con un po’ di pazienza su quel sedile da multisala, questa è la volta buona! (pun intended)

 

Spider-Gwen (o come diavolo hanno deciso di chiamarla ultimamente)

È una donna (e già questo la pone in netto vantaggio di default). È Gwen Stacy.

È titolare del secondo costume più bello mai creato nella storia dei supereroi (a parimerito con la prima posizione che segue tra poco e dietro solo al costume classico di Spidey).

È una batterista punk.

Non so, devo elencare qualche altro motivo per il quale Gwen sia così in alto nella classifica? Non vi bastano quelli appena elencati?

Creatura di Jason Latour e dell’insopportabile hipster Robbi Rodríguez, la nostra si impone all’attenzione del mondo fumettistico nel 2014 sulle pagine di Edge of Spider-Verse, serie corollario del crossover principale che ha ispirato proprio Spider-Man: Un nuovo universo, per poi conquistarsi una testata propria nel 2015, grazie all’immenso successo mediatico riscontrato.

Proveniente da Terra-65 e diventata Spider-Woman (ovviamente il suo moniker ufficiale non può contenere il nome di battesimo) al posto di Peter Parker, il quale invece finirà per trasformarsi in Lizard e morirle fra le braccia, Gwen ha rapidamente scalato le vette del gradimento dei fan, fino a diventare uno dei nuovi volti più riconoscibili per la Marvel cartacea del nuovo millennio.

Tutto ampiamente meritato, lasciatemelo dire.

Era ora che ci fosse una Spider-Woman legata in qualche modo ai Parker (scusa, Jessica) che colmasse il vuoto lasciato da May “Mayday” Parker sul finire degli anni ’90.

E dopo averla vista in azione al cinema, la adoro ancora di più!

Miles Morales

Questo personaggio, insieme a quello che segue, sono da me amati alla follia.

Miles Morales, nato sulle pagine della linea Ultimate dalla mente di Brian M. Bendis e dalla irrealmente talentuosa matita della “nostra” Sara Pichelli e poi trasferitosi nella continuity principale grazie ad un “guarda là! Sotomayor!” che non sto a riportarvi, mi ha conquistato dalla prima vignetta.

Dotato di tutta una serie di caratteristiche splendidamente adatte al ruolo del Ragno, ma anche squisitamente personali, Miles mi è sembrato sin da subito un eccellente personificazione del concetto con cui Stan Lee e Steve Ditko crearono originariamente Spidey, ovvero che “il Ragno è solo un concetto e che chiunque può nascondersi sotto quella maschera“.

Il già citato concetto è stato abbondantemente confermato nel film dedicatogli, all’interno della sequenza forse più commovente di tutte.

Con buona pace di chi si fa tanti problemi ad ogni minimo cambiamento dello status quo.

E vogliamo parlare di quanto sia figo il suo costume?

Spider-Man: Last Stand

spider-man last stand

Fino a qualche minuto prima di “confezionare” la versione finale di questo elenco, sono stato indeciso a lungo sull’inserirvi o meno anche il Peter Parker codardo e ciccione che vediamo in Terra X.

Alla fine, però, l’ha spuntata il Ragno depresso e braccato di Terra-312500, che vediamo brevemente in qualche storia a cavallo fra gli anni 2000 e il primo decennio di questo nuovo secolo.

Sospetto che la sua giacca di pelle abbia avuto un ruolo fondamentale nella scelta.

Creato da J.Micheal Strac..Straz..Strncz…Stracchino, il Peter di questo futuro alternativo viene mostrato per la prima volta al “nostro” Ragno da una visione di Madame Web (o era Dottor Strange? Scusatemi, ho una certa età e per pura vanità nerd cerco di compilare queste liste il più possibile senza usare Wikipedia) nel momento del suo ultimo scontro con la versione cyborg della NYPD.

Dopo una scelta drastica (uccidere Kraven) il Peter in questione manda tutta la sua vita a rotoli, facendosi espellere dai Vendicatori, iniziando ad uccidere i suoi avversari in modi sempre più brutali e finendo per allontanare tutti quelli che ama.

Una bella, anche se troppo breve, riflessione su come sarebbe Spidey senza tutti i costrutti morali che lo hanno sempre sostenuto.

E una giacca di pelle che Fonzie levati proprio.

Ben Reilly

Ben Reilly spider-man

Avrete notato che non ho nominato il Ragno Rosso, prima incarnazione del clone, poi originale e poi di nuovo clone di Peter?

La storia che vede l’ingresso nell’immaginario collettivo di noi Marvel Zombies (inteso come fan, non cannibali) di Ben è una delle più discusse dell’epica ragnesca, dal 1962 ad oggi.

Se nel 1994 i fan avessero avuto a disposizione l’internet di oggi e i social network, probabilmente sarebbe scoppiata la Terza Guerra Mondiale.

Eppure, pur con mille riserve e parecchi punti di domanda, ricordo perfettamente di essermi goduto tutta la Saga del Clone (soprattutto, appunto, quando Ben abbandona quel costume da pezzente), con anche un insopportabile sorrisetto beffardo stampato sulla faccia, mentre leggevo le lettere colme di livore che i fan dell’epoca spedivano alla Posta della testata.

Peter tornerà, prima o poi! Non mi fregano!” mi ripetevo, godendomi nel frattempo le avventure di Ben, col suo fighissimo costume fabbricato di nascosto alla ESU, coi suoi capelli ossigenati à la Eminem (omaggiati anche in Spider-Man: Un Nuovo Universo) e tutto un corollario di dubbi personali che lo attanagliavano ad ogni azione eroica.

Come dimenticare che, poi, Reilly fu forse la versione più povera di tutti gli Spider-Man alternativi, arrivando addirittura ad accettare 20 dollari d’elemosina da un newyorkese che aveva appena salvato e immaginandosi di mangiare il proprio fluido per la ragnatela “coperto da un po’ di ketchup“.

Superior Spider-Man

Mentre buttavo giù, in “brutta”, questa lista mi sono ritrovato quasi a litigare con me stesso.

Perché questa incarnazione del Ragno la voglio mettere così in alto?” mi sono domandato, in uno dei miei soliloqui nerd che tutti, prima o poi, dovrebbero avere la fortuna di sentire.

Già, perché la creatura di Dan Slott, pluri-insultato autore del Ragno che però a me non dispiace affatto, sulle prime mi diede profondamente fastidio, con la sua violenza e l’arroganza propria di Doc Ock (per chi non lo sapesse, si tratta di Octopus all’interno del corpo di un quasi morto Peter Parker), in netta contrapposizione con l’eroismo sincero e un po’ sfigato di Peter e con la sua giovialità.

Inoltre, il bastardo occhialuto, ha anche osato pestare a sangue la Gatta Nera, facendola impazzire di rabbia e ritrasformandola in una pericolosissima criminale.

E allora perché?Perché lo troviamo qui?

Perché, semplicemente, le sue storie sono…belle!

Mi ritrovai, durante quella run, a provare sempre meno sentimenti negativi e sempre più curiosità nel vedere dove Slott volesse andare a parare, certo del fatto che Peter prima o poi sarebbe tornato.

Sì, il crimine commesso nei confronti della mia amata Felicia è imperdonabile, ma la sua stessa esistenza ci ha consegnato una nuova Gatta Nera, ancora (se possibile) più seducente e letale.

Inoltre, nel finale dell’arco narrativo, Ock confeziona un costume clamorosamente bello per il “suo” Spidey!

(Quello che vedete nell’immagine è quello che indossa quando diventa un lacchè del Cap di Secret Empire).

Spider-Man Zombie

spider-man zombie

Se vi dico “Robert Kirkman“, cosa vi viene in mente?

Se avete risposto “BRAAAAHHHHG GUAAARGHHH” oppure “CERVELLOOOOOO” avete indovinato.

In una parola: zombie.

Il buon Bob, a metà anni 2000 decise di dare una sferzata al sapor di carne in putrefazione all’Universo Marvel e creò una miniserie (destinata ad avere alcuni sequel) che si occupava di narrare le orrende, in senso lato, storie dei più grandi supereroi di Terra 616 (che per l’occasione divenne Terra-2149) tramutati in famelici ed inarrestabili zombie.

Fra tutti i personaggi coinvolti, Spidey fu quello che più di tutti mi colpì, quando lessi la storia originale: il suo innato senso di colpa, in mezzo a quel massacro di cui lui stesso era co-autore, raggiunse vette elevatissime, soprattutto dopo aver divorato Mary Jane e la vecc…ehm, Zia May.

Peter, fra tutti, fu quello che mantenne più a lungo la sua umanità e, nei sequel, cercò addirittura di sfruttare la sua condizione di zombie per fare “del bene”, ovverosia divorando i Sinistri Sei.
Parker, Parker…sempre un bravo ragazzo; persino quando ti mangi tua moglie.

Spider-Man Capitan Universo

spider-man capitan universo

Altro giro di giostra, altro remix/mischione.

In un’arco narrativo che, chi vi scrive, ebbe la fortuna di leggere “in diretta” sulla testata di Spidey edita allora da Star Comics (nello specifico della numerazione USA: Spectacular Spider-Man #158 del 1989, uscito un annetto abbondante dopo in Italia) Peter, a causa del solito incidente di laboratorio, si ritrova investito del titolo e dei poteri di Capitan Universo.

Il “personaggio” cosmico in questione, più che un personaggio vero e proprio, è una sorta di potere senziente che si lega di volta in volta ad esseri del Marvel Universe che ritiene degni o bisognosi delle sue capacità.
Devo dire che, all’epoca, vedere Peter volare, modificare la materia col pensiero e spedire l’Hulk Grigio in orbita con un cazzotto, fu estremamente divertente.

La pacchia durò poco (giusto la saga Act Of Vengeance che vi consiglio di recuperare su qualche Masterworks) e alla fine della stessa, Parker dovette restituire i poteri.
Esiste però un universo narrativo, esplorato da Dan Slott in Ragnoverso, in cui Petey non ha rinunciato all’Unipower ed è diventato il campione supremo della terra, guadagnando nel processo anche una barba che fa tanto Chris Evans in Infinity War.

Spider-Hulk

spider-hulk

Cari, vecchi, “mistoni” di personaggi!

Apparso, per la prima ed ultima volta, in un numero del 1990 di “Web of Spider-Man” (il #70) e creato graficamente dal leggendario Alex Saviuk, in questa storia Peter rimane coinvolto in un incidente assieme al Golia Verde, assumendone brevemente le caratteristiche fisiche e anche il limitatissimo vocabolario.

Mettere insieme il Ragno e Hulk è un po’ come mischiare la pizza e la Nutella: due cose bellissime e buonissime, che però, una volta unite, risultano bizzarre e fuori luogo, ma comunque non prive di un certo fascino dell’assurdo.

Spider-Man spacca!

Spider-Man Noir

spider-man noir

Per giustificare la presenza nell’elenco di questo Ragno, basterebbe dirvi che, in Spider-Man: Un nuovo universo, è doppiato da Nicholas Cage.

Devo aggiungere altro?

Sì dai, mi sento buono, quindi vi racconterò in breve l’affascinante storia di questo Peter Parker alternativo.

“Figlio” prediletto della linea, che ha avuto breve vita, Marvel Noir, come tutti gli altri personaggi coinvolti nell’universo narrativo ha visto le proprie origini rinarrate in chiave hard boiled con toni più maturi.

In effetti basta guardare la foto qui sopra: quando mai avete visto un Ragno armato di pistola?

Al di là dell’espediente narrativo, quel Peter Parker mi ha sempre affascinato sia visivamente che per quanto riguarda i comprimari (su tutti, la mia adorata Felicia Hardy), nonostante la sua scelta di uccidere e utilizzare armi da fuoco, appunto.

Cosa ne pensate? Avreste inserito qualcun’altro degli “altri” Spider-Man alternativi al posto di quelli che ho elencato? Fatecelo sapere con un commento qui sotto!

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