Guerriera: il secondo ed ultimo volume di Extremity – Recensione

Continua la storia salvifica di Thea e di suo fratello Rollo del clan Roto, che ritroviamo nel secondo e conclusivo volume di Extremity, il fumetto ideato, scritto e disegnato da Daniel Warren Johnson prodotto da Skybound e distribuito in Italia da SaldaPress.

La recensione di Guerriera, il secondo e ultimo volume di Extremity di Daniel Warren Johnson

Se nel primo volume Artista avevamo assistito impotenti al crollo del mondo affettivo e psicologico dei due fratelli che avevano perso la loro famiglia nella morte della madre e nella accecante sete di vendetta del padre, capo dei Roto, contro il clan dei Paznini, questo secondo volume, Guerriera, vuole essere il loro riscatto.

Ognuno a suo modo Thea e Rollo proveranno a ricostruire sulle macerie delle loro vite. Riusciranno  ad avere la loro rivincita verso un destino ed una società che gli vogliono strappare via tutto, compresa la loro identità più profonda?

Dopo avere distrutto in “Artista” tutti gli equilibri di Thea e Rollo, sia quelli personali che familiari, Jhonson dedica il volume finale di Extremity alla riscostruzione di quello che potrebbe essere un mondo nuovo.

La storia di Guerriera, secondo volume di Extremity, riparte in perfetta continuità con le azioni del primo volume, quasi come se il lettore avesse trattenuto il respiro dopo l’interruzione brusca del precedente volume, e ora possa finalmente tuffarsi in una adrenalinica scoperta della sorte dei due fratelli Roto e del loro uomo di metallo Shilon, dopo che li avevamo lasciati a quello che sembrava un inesorabile destino.

E come spesso accade, il destino opera per strade tortuose e spesso inaspettate in Extremity, e quella che poteva sembrare la fine per Thea e Rollo si rivelerà ben presto una nuova partenza, certo non priva di pericoli e di incognite, ma anche di speranza e di riscatto.

Ritroviamo all’inizio di questo nuovo volume di Extremity due fratelli che hanno già perso tutto.

Resi orfani della madre per mano dei Paznini, Thea mutilata e privata del suo dono di poter disegnare, un dono che dava senso alla sua stessa esistenza all’interno del clan. Pallido alla sola idea di un atto di guerra lui, guerriera determinata lei, si sono visti entrambi ripudiati dal padre Jerome, in quanto ritenuti non forti abbastanza per portare a termine il suo ossessionante piano di vendetta. 

Da tutto questo e da morte certa, Thea e Rollo vengono peró salvati dagli Essene, una fazione guidata dalla saggia madre Diedre e nata dagli esuli delle altre casate, da coloro che dopo tanti orrori, alla lotta tra clan hanno deciso di mettere da parte le differenze tra i Paznini e i Roto e di costruire una società che potesse vivere in armonia. 

Il sogno degli Essene coinvolgerà i nostri protagonisti in modi inaspettati, portando ognuno dei due in maniera diversa, a confrontarsi con i propri incubi e rimorsi e a trovare finalmente il loro giusto ruolo in questa storia, a trovare il loro vero nome.

Dopo le divisioni del primo volume i due fratelli si troveranno questa volta fianco a fianco nel loro tentativo di porre fine alla guerra che sta consumando prima ancora che le vite, le anime delle persone a cui vogliono bene. E la salvezza, loro come di tutti gli Essene, sembra passare attraverso Shiloh, il robot dal nome messianico giunto del lontano passato.

È proprio quando ogni personaggio, grande e piccolo sembra trovare il suo nuovo equilibrio, Johnson scombina nuovamente le carte, precipitandoci verso un finale nuovamente incerto.

Il mondo post apocalittico di Extremity non puó tollerare peró una società di pace come quella degli Esseni.

Considerata una mera utopia, dal vendicativo padre di Thea, Jerome abba (capo) dei Roto, o un vero e proprio oltraggio dalla bellicosa Nim madre dei Paznini, il destino degli Essene è fortemente legato alla vocazione alla distruzione dei due capi clan.

Saranno proprio le loro azioni a far precipitare la situazione coinvolgendo nuovamente Thea e Rollo in una corsa contro il tempo per salvare il mondo e loro stessi.

E sarà solo nel gran finale che tutti i personaggi, buoni o cartivi, Roto o Paznini, umani o robot, vivranno fino in fondo la loro vera natura, per la distruzione o la salvezza del mondo.

L’attenzione che Johnson ha dedicato ad Extremity è totale, curandone sia la sceneggiatura che i disegni, perfetti nel tratto e nei colori, curati da Mike Spicer, nel mostrarci tanto i suggestivi paesaggi delle pianure fluttuanti che le scene di azione.

Tutto ciò fa di Artista e Guerriera due volumi che ci portano a vivere una storia di salvezza complessa e affascinante ma che solo nella sua interezza trova una vera e completa dimensione narrativa e morale. Una storia nella quale sono sicuro non vi pentirete di esservi immersi.