Ozark, droga e casinò per la famiglia Byrde

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Il ritorno di Ozark su Netflix era uno degli eventi che personalmente attendevo con più ansia in questi ultimi giorni di estate. Nonostante il canale streaming avesse già regalato una bella soddisfazione con Disincanto, prima di affrontare il rischio delusione (altissimo) della seconda stagione di Iron Fist, puntavo al ritorno della famiglia Byrde per godermi una serie crime appassionante.

La seconda stagione di Ozark alza il livello grazie ad un cast eccezionale

Ozark appartiene ad una tipologia di serie costrette ad affrontare lo scomodo paragone con quel monumento di Breaking Bad, sapendo sin dal primo episodio che saranno tormentate dal fantasma di Walter White. La serie di Gilligan ha sicuramente stravolto il genere, ma ha avuto anche la ‘colpa’ di diventare una pietra di paragone che può soffocare serie successive altrettanto meritevoli. Come Ozark, ad esempio.

Eppure, la vita di Martin Byrde ha bene poco di simile a quanto visto in Breaking Bad. Il protagonista, ad esempio, non è un uomo roso dall’ambizione, ma un padre di famiglia che cerca di proteggere i propri cari, finendo per complicarsi la vita per via della sua appartenenza alla malavita.

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Martin Byrde è in costante emergenza, oramai prigioniero della sua stessa creazione che è divenuta una gabbia in cui deve muoversi per sopravvivere. Tutto ciò che questo capofamiglia vorrebbe è poter garantire alla propria famiglia un minimo di tranquillità, mettendo a profitto le sue capacità nel riciclaggio. Ma Ozark non è il piccolo centro di provincia che immaginava, si ritrova anzi al centro di un giro di interessi loschi che lo avvolge sempre più strettamente.

Sul finire della prima stagione abbiamo visto come la scelta degli Snell, soci forzatamente accettati da Byrde,di eliminare uno dei tirapiedi del cartello messicano abbia fatto precipitare la situazione. Nella seconda stagione il ruolo di mediatore di Byrde tra la mentalità conservatrice degli Snell e gli interessi del cartello diventa essenziale, rendendo la figura del personaggio di Jason Bateman affascinante nella sua umana difficoltà.

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Il senso del personaggio di Martin Byrde si racchiude nel rapido scambio di battute con l’agente Petty nell’ottavo episodio, Il grande sonno:

“Sei fiero dite? Sfruttare una donna malata?”

“No. Non lo sono”

Martin diventa il perfetto fulcro di una serie corale in cui ogni personaggio riesce ad emergere con la dovuta caratterizzazione, in cui emerge il contrasto tra necessità e volontà.

Ozark non ha una trama particolarmente solida, in questa stagione ogni tanto sembra non aver ben chiara la direzione e sembra forzare troppo la mano, ma ha la fortuna di poter contare su un cast straordinario.

Laura Linney è una spanna sopra gli altri. Gran parte della seconda stagione di Ozark si basa sulle sue capacità, grazie alle quali i piani di Marty riescono a sopravvivere alle continue complicazioni che sorgono ad ogni istante. La signora Byrde è una continua rivelazione, un personaggio in costante crescita che rischia di adombrare l’ottima performance di Bateman.

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In Ozark sono proprio le donne ad essere i personaggi più forti ed affascinanti. Lisa Emery è magnifica nell’offrire una Darlene Snell granitica, inamovibile, guardiana rabbiosa di una tradizione locale che non accetta la scelta del marito di barattare l’orgoglio della famiglia per i soldi del cartello. Alla Snell si aggiungono la grintosa Ruth di Julia Garner, ambigua e guardiana della propria famiglia, e la nuova entrata Janet McTeer, la nuova portavoce del del cartello a Ozark.

Grazie a queste presenze magnetiche e mai banali, Ozark riesce a fare passare in secondo piano i piccoli difetti della serie, valorizzando la storia cinica e spietata con una regia ispirata e una fotografia acida e dai toni freddi che sembra esaltare al meglio l’animo dei personaggi e la loro continua lotta per la sopravvivenza e la ricchezza, in una costante lotta tra avidità e sensi di colpa.

La seconda stagione di Ozark è convincente, intrigante, capace di creare una sottile ragnatela di relazioni e interessi che anima la vita, criminale e non, della cittadina lacustre. E le premesse per la successiva stagione lasciano ben sperare.

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