Orfani Sam: La fine? – Recensione

Quando è iniziata Orfani Sam, la stagione conclusiva della serie fantascientifica creata da Roberto Recchioni, ero sicuro che giunto all’ultimo numero avrei avuto finalmente la risposta agli interrogativi rimasti in sospeso. Con lo scorso numero, Guerra Civile, questa sicurezza è divenuta ancora più forte, già mi pregustavo un epilogo di quelli drammatici.

Poi vado in edicola a prendere La Fine?, l’undicesimo albo di Orfani Sam, e scopro come ogni mia idea sia stata stravolta. Ero convinto di aver tra le mani al resa dei conti, invece leggendo mi son sentito travolto da un ribaltamento narrativo inatteso, ma che, col senno di poi, poteva esser già percepito nei precedenti volumi.

La fine?, il punto di arrivo di Orfani Sam…forse

La rivolta messa in atto sia nel mondo reale che nel Gateway sembrava portarci nuovamente a vedere la Juric vincitrice, invincibile guida di un’umanità ignara dei veri giochi di potere che animano la politica di Nuovo Mondo. Ma Orfani, fin dall’inizio, è stata una serie di rottura, capace di andare contro le aspettative dei lettori, oltre che a rivoluzionare il modo di intendere il fumetto in casa Bonelli.

Può esser stata una rivoluzione gradita o meno, ma è innegabile come Recchioni abbia costruito Orfani per essere costantemente portatrice di questo rinnovamento. Non si è trattato solamente della libertà dei temi trattati (in alcuni casi estremamente attuali, come in Orfani: Nuovo Mondo), ma anche il come la narrazione si è sviluppata.

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Tra citazionismo e racconto su più livelli, Orfani ha spinto i lettori a cercare una chiave di lettura nascosta tra le acrobazie del Pistolero e il dinamismo delle tavole. Ed è stata una bella sfida, perché farsi rapire dai disegni e dalle battute dei personaggi era facile, ma scovare i piccoli dettagli, nascosti nella trama o in una frase non era semplice, eppure i segnali c’erano tutti.

La Fine? è l’albo che dona un senso all’intera saga di Orfani. Ma non vuol dire che contenga tutte le risposte, attenzione. Dovessi fare un paragone cinematografico, basandomi sull’emozione personale e il senso di stupore all’ultima tavola, azzarderei l’accostamento con Inception di Nolan. Quella sensazione di avere raggiunto un punto in cui la risposta all’enigma finale è proprio lì, ma per un soffio ti pare sfuggire..

Recchioni e Monteleone hanno deciso di colpire il lettore con una rivelazione che stordisce, ma che analizzata sotto una nuove luce e presentata ironicamente da uno dei personaggi più cinici della serie, riesce ad avere il doppio ruolo di chiarificatrice e di fonte di nuovi dilemmi.

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Orfani Sam è stata giocata su un contrasto tra i due piani narrativi della realtà, quella di Itaca e quella del Gateway. Un gioco di dimensioni, in cui gli accadimenti di un piano esistenziale si ripercuotevano sull’altro, sino ad un loro ricongiungimento. Ma questo punto di contatto, a sorpresa, non è la fine di un viaggio, bensì la creazione di un qualcosa di nuovo inatteso.

E per farlo, il duo di autori non esitano a costruire una presa di coscienza che nasconde una non troppo velata analisi al mondo stesso dei comics, a una certa struttura in cui deus ex machina e mezzucoli vari vengono impiegati per dare senso, spesso forzato, ad una storia.

In La Fine?, Recchioni e Monteleone si sono presi il divertimento di trasformare questi trucchi del mestiere da semplici escamotage narrativi a struttura portante, rendendoli finalmente il fulcro, se non dell’intera serie, quantomeno di Orfani Sam. Seguire in un crescendo emotivo, complesso eppure affascinante, questa scoperta, vedere come tutto ciò che abbiamo letto venga posto sotto questa lente d’ingrandimento, rappresenta una scoperta non solo per i personaggi, ma anche per il lettore

E ancora una volta questa libertà stilistica e narrativa si estende anche ai disegni. Alle matite si alternano Federico Vicentini, Pietrantonio Bruni, Luca Claretti e Antonello Becciu, mentre i colori portano la firma di Alessia Pastorello, Luca Claretti, Adele Matera e Giovanna Niro. Questo team di artisti riesce a creare delle atmosfere perfette, studiate nel dettaglio per accrescere il pathos nei momenti salienti, dando alle tavole una fluidità che sembra guidare l’occhio del lettore, oppure creare un’esplosione emotiva che sovverte quasi ogni limite fisico (tavole 48 e 49, spettacolari).

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A tutto questo, si ricollega anche la stupenda copertina di Carmine di Giandomenico, la metà mancante di quelle del precedente numero di OrfaniSam.

Sarei quasi tentato di farmi prendere la mano e scrivere una lunga valutazione sulla serie di Orfani nella sua interezza, ma manca ancora un albo di Orfani Sam, Ancora un giorno, in uscia il 15 giugno, e ho come la sensazione che ci aspetti ancora un tocco finale a sorpresa…

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