AggRetsuko: riflessioni (aggressive) sulla nuova serie anime Netflix!

Aggretsuko

Nonostante le apparenze che potrebbero facilmente trarre in inganno i più distratti, AggRetsuko non è assolutamente un anime per bambini (ma nemmeno per adulti) anche se le tematiche che affronta di certo non sono legate a drammi o esperienze adolescenziali, con uno show che tenta di strizzare l’occhio alla cosiddetta generazione Y.

Se si tenta di approcciarsi ad AggRetsuko senza andare oltre le apparenze e senza riconoscergli un tentativo educativo, che comunque mi ha lasciato un po’ perplessa, si rischia di mettere in serio dubbio il proprio Q.I. e maledire il momento stesso in cui si è deciso di guardare questo anime kawaii addicted! (L’approccio critico per una recensione è d’obbligo, ma la libertà di dissentire su alcuni aspetti è sacrosanta!).

La nostra protagonista, Retsuko fa il suo debutto sugli schermi televisivi nel 2016 con l’anime Aggretsuko della Fanworks, diretto da Rareko, senza essere distribuito al di fuori del Giappone; il 20 aprile scorso è invece approdata su Netflix una seconda trasposizione, con lo stesso staff artistico.

Retsuko, tenera pandina rossa, ci trasporta in un mondo alternativo abitato da animali antropomorfi. Avete presente Animal Crossing? Ecco, una cosa molto vicina a quella realtà.

La nostra pandina ha 25 anni, gruppo sanguigno A, del segno dello scorpione (informazioni dateci da lei stessa al termine del primo episodio) e lavora come contabile in un’azienda commerciale della capitale.

La serie è incentrata sull’insoddisfazione che Retsuko prova verso il proprio lavoro, iniziato con volontà d’animo ed entusiasmo che, dopo cinque anni, però inizia a svanire. La trama non è molto elaborata o complessa, in realtà è tutt’altro… un completo no sense.

Ad ogni modo, Retsuko è molto timida e insicura, incapace di dire di no o di essere indisponente e sfacciata tanto che, in un episodio, pur di non uscire da un negozio senza comprare nulla, acquista delle inutili calze (tra l’altro orribili); di questo suo carattere se ne sono accorti anche i suoi colleghi e amici Haida e Femiko (gli unici a quanto pare…). Il primo è timido con un debole per Retsuko (il quale si confessa solo alla fine della stagione), mentre la seconda è praticamente una stalker, infatti comincia a seguire gli spostamenti di Retsuko appena si accorge che, due volte a settimana dopo il lavoro cambia strada per andare ad un corso di Yoga. Corso che la protagonista inizia a frequentare solo perché vuole sposarsi un riccone per non andare a lavoro e fare la casalinga (le ambizioni quelle belle; qui di educativo ci vedo davvero poco).

Retsuko ha un solo grande segreto: amore sfrenato per le canzoni Rock Metal, segreto che all’inizio era celato a tutti ma dopo un po’ diventerà noto a mezzo mondo.

Una sera, Tsunada, una sua collega di lavoro semplicemente odiosa e adulatrice (non ho altri termini per definirla… odiosa l’ho già detto?), propone un incontro al buio tra colleghi della stessa azienda a Retsuko e Femiko le quali accettano.

Ed è lì che la nostra protagonista incontra e si innamora di Resasuke, definito Re Dei Distratti (ma io lo definirei anche sguardo spento e menefreghista, dato che le poche vole che escono insieme). Resasuke sembra distante verso Retsuko la quale invece non pensa nemmeno ai dolori provocati dalle scarpe nuove mentre sta con lui (e per una donna vuol dire molto, cioè amore vero!).

Il concetto base che si trapela in questa serie è l’importanza del lavoro e dei soldi, che valgono molto più dell’essere inseriti socialmente.

Questo concetto va un pò a scemare quando una conoscente di Retsuko le propone di mettersi in proprio insieme a lei per aprire un negozio di oggetti importati. Retsuko è pronta a gettarsi in questa nuova esperienza tanto che subito pensa a mandare una lettera di dimissioni al suo Capo Ufficio Ton (tra l’altro un maschilista convinto).

Aggretsuko

I soldi sono ciò che importa davvero, infatti Retsuko per lasciare il lavoro e vivere egregiamente decide che dovrà sposare un uomo di rilevata ricchezza ed inoltre in un episodio, essendo stata invitata ad un matrimonio, lascia come regalo agli sposi 30.000 yen (lascia… diciamo che nel consegnarli decide quasi di tirarsi indietro e non lasciare proprio nulla, ma tranquilli alla fine gli sposi li ottengono).

Se vogliamo vedere qualcosa di buono, questo anime contiene, a modo suo, qualcosa di istruttivo. L’attaccamento ai soldi è comunque un modo per giustificare le responsabilità quotidiane e ribadire che senza di essi nella vita non si può fare molto, infatti Retsuko ammette che i soldi le servono anche per pagare l’affitto del suo appartamento; l’uso innaturale dei social e quanto sia facile “rintracciare” qualcuno tramite terzi come insegna la nostra stalker di fiducia Femiko (la discriminazione che esiste tutt’ora tra uomo e donna).

AggRetsuko, tutto sommato, quindi, tenta di lanciare un messaggio ad ampio spettro sulla realtà e i rapporti interpersonali del mondo moderno ma, come dicevo, lo fa in un modo che mi lascia un po’ perplessa tanto che sarei tentata dal chiedere a Netflix di ridarmi il tempo speso a guardare la serie.

La cosa che invece mi ha un po’ delusa è che non esiste un vero finale. Anche dopo che Haida si dichiara a Retsuko, sembra che quest’ultima non sia interessata a lui tornando alla propria vita no sense di sempre, piena di insoddisfazioni e timidezza, nascondendosi dietro quei pochi momenti di rock metal.

Insomma, dato che AggRetsuko è l’unione dei termini Aggressive Retsuko, dopo la visione dello show devo ammettere di essere un tantino AggRossella pure io!

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