Black Panther: ecco i momenti più importanti nella storia editoriale del supereroe!

Con l’uscita nelle sale di Black Panther, il pubblico ha avuto la possibilità di guardare da vicino il supereroe nero della Marvel.

Chadwick Boseman ha debuttato nel MCU come Prince T’Challa (erede al trono della nazione africana di Wakanda e al contempo Black Panther) nel 2016 in Captain America: Civil War. Il nuovo film, diretto da Ryan Coogler, espande massicciamente il mondo della Pantera, rivelando i segreti di Wakanda mentre T’Challa combatte per rivendicare il suo trono.

È uno straordinario film di supereroi, con un cast e una troupe eccezionali che danno vita al mondo afrofuturista di Wakanda, ma  con oltre 50 anni di fumetti, c’è molto di più in Black Panther di quanto possa raccontare un film di due ore. Ecco alcuni dei momenti chiave nella storia fumettistica del personaggio.

L’origine

Creato nel 1966 da Jack Kirby e Stan Lee, Black Panther ha debuttato nelle pagine di Fantastic Four # 52.

Il connubio  “Stan and Jack” di Fantastic Four è leggendario; con la durata di 102 numeri, nella testata sono stati introdotti centinaia di personaggi (come Inumani, Silver Surfer e Galactus) tra cui la prima apparizione di T’Challa che gli portò una certa notorietà.

Il problema arrivò solo due anni dopo la firma del Civil Rights Act del 1964, che pose fine alla segregazione razziale nei luoghi pubblici negli Stati Uniti.

Erano ancora tempi difficili, eppure Kirby e Lee infischiandosene del momento estremamente delicato, scelsero di far debuttare il loro primo eroe nero contro i Fantastici Quattro (all’epoca il superteam più popolare), per di più sconfiggendoli tutti da solo.

Secondo Kirby e Lee, mostrare Wakanda come il paese più ricco e più avanzato del mondo, è stato utile per abbattere i pregiudizi dei propri lettori nei confronti di personaggi di colore.

Sin da subito, infatti, T’Challa si presenta più intelligente di Mr Fantastic, in grado di combattere la Cosa, seminare la Torcia Umana e dare la caccia alla Ragazza Invisibile tramite il suo acutissimo olfatto.

Insomma, il re di Wakanda si dimostra un personaggio estremamente  interessante e carismatico e, come detto, le risorse di cui dispone Black Panther giocano un fattore fondamentale per la sua popolarità, dove vediamo T’Challa invitare i Fantastici Quattro nel suo regno mettendo a disposizione un Jet avanzatissimo oltre a essere in possesso di una tecnologia di comunicazione che aveva già previsto, decenni prima della loro realizzazione, i cellulari.

Per quanto il dialogo di Lee sia datato, l’arte di Kirby ottempera alla narrativa, dipingendo Wakanda come il luogo futuristico che il film ci ha fatto conoscere.

Un arco di tre numeri molto denso raccolto in Black Panther Epic Collection: Panther’s Rage.

The Panther vs The Klan

Se qualcuno, al giorno d’oggi, si lamenta che i fumetti sono troppo politici, allora dovrebbe leggere allora questo fumetto, una delle più importanti serie di Black Panther raccontata nelle pagine di Jungle Action.

La serie dal titolo che di certo non va per il sottile, lanciata nel 1972 come ristampa, si incentra su  personaggi degli anni ’50 come: Tarzan, Lorna, La regina della giungla, Tharn il Magnifico e Jann of the Jungle.

Vediamo Black Panther fare la sua comparsa dal quinto episodio in una storia indipendente di Roy Thomas e John Buscema prima che lo scrittore Don McGregor indirizzasse la testata verso nuovi contenuti dal numero sei.

Oltre a segnare la prima apparizione di Erik Killmonger, il villain del film (interpretato da Michael B. Jordan), la run di McGregor si è concentrata sulla politica e la cultura di Wakanda, comprese le rivalità tribali con personaggi del calibro di M’Baku, alias il gorilla bianco.

Un altro merito dello scrittore fu quello di introdurre anche nuovi cattivi come Venomm (da non confondere con il quasi omonimo Venom, l’acerrimo nemico di Spider-Man), ma un incantatore di serpenti sfregiato e squilibrato.

Le tematiche più interessanti arrivarono nella seconda metà della  run di McGregor,  quando Monica Lynne, fiamma amorosa di T’Challa, decide di tornare in Georgia per far visita alla sua famiglia.  La storia tocca un interessante picco narrativo dopo che la sorella di Monica, Angela, viene  assassinata in circostanze sospette attirando così Black Panther nel profondo sud per fronteggiare una cospirazione architettata dal Ku Klux Klan.

Si tratta di un fumetto pubblicato oltre quattro decenni fa, che affronta temi come il razzismo più violento, la brutalità della polizia, la corruzione politica e la repressione della stampa che sono tuttora argomenti di discussione.

L’arco, disegnato da Billy Graham, non evita le polemiche. Insieme a potenti immagini (come Black Panther che viene crocifisso su una croce infuocata, o flashback di schiavi trascinati dietro a cavalli) affronta le scusanti che i razzisti usano per giustificare il loro becero  bigottismo: lavori rubati, un falso senso dell’identità culturale, o addirittura dell’antisemitismo.

Un’opera che si ispira a quel linguaggio  orwelliano dei dittatori fascisti che dipingono gli oppositori del razzismo come aggressori. In molti modi, rimane rilevante oggi come lo era alla fine degli anni ’70.

Jungle Action è stata annullata con il numero 24, costringendo McGregor a interrompere la sua run senza una vera conclusione. Anni dopo, lo scrittore Ed Hannigan e gli artisti Jerry e Gene Day,  raccolsero l’eredità realizzando un arco di tre numeri così da poter concludere la storia in qualche modo.

La serie di McGregor su Jungle Action viene anche raccolta nella stessa collection Black Panther Epic Collection: Panther’s Rage, mentre Hannigan compare in Marvel Masterworks: The Black Panther Vol. 2.

King Solomon’s Frogs

Il motivo per cui la run di McGregor è stata tagliata a metà opera?

Jack ‘The King’ Kirby voleva tornare sul personaggio che aveva creato un decennio prima: sostanzialmente alle origini. Nella serie Kirby ha scritto, disegnato e montato la serie (Mike Royer ha inchiostrato le matite di Kirby e le lettere, mentre Dave Hunt ha colorato), e ha intrapreso una direzione molto più fantascientifica rispetto le classiche storie di T’Chala.

Kirby guidò i primi 12 numeri della serie sui 15 (Hannigan prese il sopravvento per le ultime tre), ma sono le fasi iniziali della storia  incentrate sulle rane di Re Solomon (apparentemente innocenti, ma con il potere di manipolare il tempo stesso) l’elemento originale della storia.

Una delle prime storie di Kirby di ritorno alla Marvel dopo una mezza decade dedicata a fare le fortune dei rivali in casa DC (vedi Quarto Mondo). Una vera chicca senza restrizioni editoriali,  nel puro stile Kirby; uno stile non filtrato, rivelandosi estremamente adattivo per l’Universo Marvel, introducendo dozzine di personaggi e concetti che tuttora hanno un forte impatto sulla continuity.

Collected in Marvel Masterworks: The Black Panther Vol. 2.

Marvel Knights

Nel 1998, Marvel ha lanciato la sua impronta Marvel Knights, concentrandosi maggiormente su quei personaggi che avevano assunto per molto tempo un profilo basso.

Mentre gli urban come Daredevil e The Punisher hanno avuto molta attenzione, Black Panther (che aveva avuto solo alcune miniserie nella run di Kirby) si è dimostrato come uno dei più consistenti, interessanti e provocanti titoli che il Marvel Knights, e non solo, è riuscito a sfornare.

Scritto da Christopher Priest e coadiuvato ai disegni da Mark Texeira, questa run ha modernizzato completamente il personaggio, oltre a trattare Wakanda come paese con i suoi problemi socioculturali e politici: un fumetto di supereroi che in realtà era più incentrato sullo stato, concentrandosi sul ruolo di T’Challa come leader politico sulla scena mondiale, dividendo il suo tempo tra la sua casa e le Nazioni Unite.

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Priest ha anche ampliato e dato un tocco di innovazione alla tradizione culturale del Wakanda e più nello specifico di Pantera Nera, introducendo la Dora Milaje (un gruppo di guardie del corpo tutto femminile raccolte da tutte le tribù del Wakanda per difendere il regnante pantera nera) e personaggi come Okoye e Nakia ( interpretati sullo schermo da Danai Gurira e Lupita Nyong’o).

Il film esplora in larga parte l’impatto dell’isolazionismo di Wakanda dove possiamo notare che i semi di quella trama sono stati seminati qui.

La serie ha funzionato per 62 numeri e rimane il fumetto più longevo di T’Challa. Anche dopo 20 anni, è facile capire perché.

Raccolti in vari volumi; in particolare “Black Panther di Christopher Priest: The Complete Collection” vole 1-4.

Who is the Black Panther?

In contrasto con la run di Priest, lo scrittore Reginald Hudlin e l’artista John Romita Jr. si concentrano maggiormente sulla storia del Wakanda e sul suo status di paese che non era mai stato conquistato dagli invasori.

Mentre lo spaccato raccontato da Priest era più politico, quello di Reginald Hudlin era molto più super-eroistico, radicato profondamente sul regno africano e l’eredità di Black Panther nei decenni di continuità della Marvel. Un evento particolarmente notevole di quest’opera è l’incontro nel 1944 tra Captain America e Black Panther  durante la seconda guerra mondiale.

La run di Hudlin si è dimostrata  non poco controversa, creando errori di continuità percepiti e alterando le origini di alcuni personaggi, mentre al contrario è stata degna di nota l’introduzione della sorella di T’Challa, Shuri (interpretata da Letitia Wright sullo schermo). L’autore decise di incentrarsi particolarmente sul rapporto teso di Shuri con T’Chala per il passaggio di testimone del ruolo di Black Panther a cui pure lei ambiva. Hudlin ha continuato a narrare la crescita di Shuri in una serie di Black Panther del 2009, dove ha effettivamente ottenuto il titolo di Black Panther  e la conseguente investitura a  regina di Wakanda.

Raccolti in vari volumi, a cominciare da “Chi è la pantera nera?”
 

A Nation Under Our Feet


L’attuale serie di fumetti di Black Panther è iniziata nel 2016, scritta da Ta-Nehisi Coates e disegnata da Brian Stelfreeze. Di cosa parla la storia? l’impensabile è accaduto: l’imbattuto regno di Wakanda è caduto, devastato da  attacchi e minacce da parte di vari Villain che vanno dal Dottor Destino a Thanos.

Tormentato dalle scelte che ha fatto (sia come re sia come membro di super-squadre come The Avengers e The Ultimates) questa serie parla di T’Challa che si ricostruisce tanto quanto Wakanda. Coates esplora la cultura moderna del Wakanda e la psicologia di una nazione il cui senso di sé è stato distrutto. È una lettura affascinante e, con la serie spin-off World of Wakanda, offre uno dei più ricchi sguardi su uno dei concetti più convincenti della Marvel.

Raccolti in “Black Panther: A Nation Under Our Feet” e tutt’ora in fase di pubblicazione a cadenza mensile.

Fonte: www.wired.co.uk

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