Orfani Sam 8: Cuore di drago – Recensione

L’ultima tavola di La mossa della Torre, lo scorso numero di Orfani Sam, mi aveva lasciato con gli occhi sbarrati e la voglia di veder come il duo RecchioniMonteleone avrebbe sviluppato il rientro maestoso della Juric.

Cuore di Drago avrebbe dovuto esser la risposta a questa mia curiosità, ma il duo autoriale ha pensato bene di non dare ai lettori quello che avrebbero voluto, o meglio non subito. Perché noi avremmo voluto scoprire come Sam e Ringo avrebbero affrontato il drago, il nemico. Ma quale modo migliore di esaltare l’impresa di un eroe se non dare lustro e carattere alla sua nemesi?

Orfani Sam mostra la rinascita di Jsana Juric

Il villain per eccellenza in tutta la saga di Orfani è sempre lei, Jsana Juric, che dalla creazione della prima squadra di Orfani sino a Nuovo Mondo ha guidato con pugno di ferro e spietata lucidità la razza umana. Per meglio apprezzare questo numero, sarebbe meglio rileggere la mini serie di Orfani: Juric, in cui Paola Barbato, che nel creare personaggi femminili per me non ha rivali, ha dato una connotazione psicologica alla donna, mostrando come da ragazzina fragile sia divenuta quel ‘drago‘ che oggi temiamo.

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Fedeli a tutto questo, Recchioni e Monteleone ci portano indietro di un mese, vogliono ricordarci con chi abbiamo a che fare, di cosa sia capace la presidente. Ma soprattutto, non intendono permetterci di sottovalutare la tenacia e la feroce fede in se stessa che da sempre contraddistingue la Juric.

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Per farlo, danno a questo albo di Orfani Sam un tono cyberpunk davvero interessante, al punto che mi è parso di percepire l’influenza di Masamune Shirow e del suo Ghost in the Shell. Sarà un caso, ma nel periodo in cui si parla tanto di Altered Carbon e del rapporto anima-corpo, assistiamo a questa divisione dell’essere anche in Cuore di drago, in cui la Juric, la cui coscienza è stata trasferita all’interno di un corpo robotico, deve rientrare in possesso della propria dimensione interiore. Scappa da ridere pensando che i due presunti burattinai, Petrov e Garland, davvero pensassero di poter controllare la rediviva Jsana.

Parliamo di una donna che nel sacrificio e nel dolore sguazza da una vita, di colei che sarebbe capace di perseguire il proprio scopo senza escludere nessuna mossa, etica o meno che sia.

Per tornare in sé, Jsana dovrà affrontare le tappe più dolorose della propria esistenza, un percorso quasi iniziatico, una sorta di dialogo con la propria coscienza che era stato immaginato da Petrov e Garland come una sicurezza per tenere in gabbia la belva che si annida nell’animo della Juric. Ma qui si parla di un drago, non di una tigre.

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Ed è divertente vedere come questo progressivo abbattere le barriere sia un gioco per Jsana, anzi un videogioco, dato che il superare l’ostacolo sblocca l’obiettivo, per passare al livello successivo, con una visione anche grafica che strizza l’occhio ai videogiocatori. Un bel gioco di ruolo, verrebbe da dire, in cui la protagonista si crea il suo alter ego, solo che in questo caso ricrea se stessa, migliorandosi (un corpo robotico è un bell’upgrade) e scegliendo di andare oltre la sua figura, oltre la propria immagine pregressa.

“quel titolo non mi appartiene più… ora puoi chiamarmi sua santità”

Suggestivo vedere come questa ascesa della Juric passi da mente e cuore, l’uno sbloccato e pienamente libero di agire, l’altro reciso, perché nel pragmatismo di Jsana se un qualcosa può esser un punto debole, lo elimini.

E tornata pienamente in sé, Jsana può dedicarsi ai suoi nemici, i nostri eroi, combattendoli sul piano metafisico, che in Orfani Sam è il gateway che unisce tutti i personaggi. Ma parliamo di una pianificatrice, ed ecco che tutto viene asservito alla sua volontà incrollabile. Ha plasmato il destino di una razza, quanto può esser difficile riscrivere un mondo digitale?

Con Cuore di Drago, Orfani Sam si lancia verso l’atteso scontro finale

Il tutto narrato con uno stile ormai tipico della serie, fatto di picchi emotivi stimolati da un linguaggio vivido e reale, valorizzato da momenti in cui il dinamismo della narrazione si rispecchia al meglio all’interno delle tavole. Recchioni e Monteleone hanno tenuto sempre alto il ritmo, non ci sono tempi morti, cercano di guidare il lettore all’interno della mente e dell’anima di Jsana, con delle soluzioni che non nascondo una visione quasi cinematografica del momento.

Merito anche di un team di disegnatori ben nutrito (Francesca Vartuli,Nicolò Assirelli, Pierluigi Minotti, Manuel Bracchi, Antonello Becciu, Fernando Proeitti) e composto da artisti che hanno saputo dare a questo albo di Orfani: Sam una buona caratterizzazione.

Il passaggio del testimone avviene in modo sottile, delicato, quasi non ce ne accorgiamo, ma ogni ricordo ha un proprio stile, quasi a mostrare la diversa percezione della Juric stessa in ogni istante della sua vita. Dinamici, drammatici, cupi, suggestivi, i disegni di questo numero scavano nell’anima di Jsana per riportala a galla, più spietata e potente che mai.

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Interessante che in una storia con protagonista una donna forte e complessa siano un trio tutto femminile (Alessia Pastorello, Stefania Aquaro e Adele Matera) a curare la colorazione. Sempre suggestiva, emozionante, uno strumento ben affilato e usato al meglio per valorizzare ulteriormente il forte impatto emotivo della storia.

Carmine di Giandomenico oramai non fa più notizia, trovare un suo disegno che non sia un distillato di potenza ed emozione è impossibile, così come la firma di Luca Corda al lettering è una garanzia di un lavoro ben eseguito.

Con l’ultima tavola di Cuore di drago torniamo alla chiusura di La mossa della Torre, lanciati verso il nono albo di Orfani Sam, Gli ultimi cavalieri, che il 16 marzo ci attenderà in edicola.