Semplicemente Nerd!

Dragonero: Le regine nere – Recensione

Lo abbiamo aspettato per un anno, ci hanno stuzzicato e incuriosito oltre ogni limite, ma finalmente la Saga delle Regine Nere è arrivata con tutta la sua devastante potenza su Dragonero. In questi mesi abbiamo seguito le vicende di Ian consci che la tempesta stava arrivando, seguendo la frenetica preparazione dei nostri eroi. Gli ultimi albi (Uccisori di draghi e Il risveglio del rinnegato) sono stati la perfetta introduzione a ciò che ci attende nei mesi a venire, ma sarebbe un’ingiustizia liquidarli a semplice accompagnamento all’evento scatenante.

Il finale del precedente capitolo di Dragonero è stato sconvolgente, inquietante, ma anche profondamente legato alla prima tavola che ci accoglie in Le Regine Nere. Spesso si cita la continuity come un qualcosa di complesso e di difficile esecuzione, eppure in questi due albi di Dragonero si crea un consequenzialità di immagine e storia impressionante. Che è un risultato incredibilmente complesso, considerando che il lettore già immagina che ad attenderlo ci sia un evento sconvolgente, ma come si può colpirlo andando oltre ogni sua previsione?

Su Dragonero l’attesa è finita: inizia la Saga delle Regine Nere. L’Erondar non sarà mai più lo stesso!

Con il dettaglio, sia nella narrazione che nelle tavole. Vietti è un maestro nel raccontare storie coinvolgenti, e non è certo una novità, ma coinvolgere i lettori nella caduta di un impero non è affare da poco. Serve un’attenta pianificazione, non puoi sbagliare un dettaglio o ti ritrovi i più irriducibili e puntigliosi appassionati che ti fanno le pulci. Ecco, proviamo a farlo con questo numero di Dragonero. Magari ci sono dei difetti, ma siamo talmente coinvolti dal punto di vista emotivo che non riusciamo a estraniarci dagli eventi per valutare in modo freddo ciò che abbiamo tra le mani.

C’è un aspetto che mi ha particolarmente colpito, ossia l’uso delle didascalie. In tutto l’albo compaiono meno di dieci volte, utilizzate solamente per enfatizzare la tragicità del momento. Tranne le prime due, in cui sembra di sentire la voce degli autori che ci annunciano l’inizio della Saga delle Regine Nere, sono sempre usate per riportare le parole di personaggi. Solitamente la didascalia serve per spiegare, dare una profondità di interpretazione, ma in Le Regine Nere non serve arricchire di parole quello che le immagini di un Olivares in stato di grazia riescono a trasmettere alla perfezione.

dragonero le regine nere copertina

È un albo devastante, graficamente ed emotivamente. Dal punto di vista narrativo, sono due o tre gli eventi culminanti di questo capitolo di Dragonero, ma sono così ben caratterizzati nel loro svolgersi che ci avvolgono totalmente, ne siamo rapiti. Noi lettori, per quanto ci stessimo preparando, non avevamo minimamente idea di quello che ci stava attendendo.

Vietti è riuscito a cogliermi impreparato, soprattutto sul piano emotivo. Solitamente nelle guerre disegnate si usano due modi di raffigurare le asperità, con il forte impatto visivo della violenza estremizzata o con le conseguenze degli avvenimenti. Con Dragonero si sceglie un nuovo approccio seguiamo tutto l’iter dello scontro, da diversi punti di vista, che ci danno la sensazione della battaglia epocale sia nella totalità del teatro di guerra che nella dimensione più ridotta dei singoli scontri. Le Regine Nere ha un equilibrio narrativo tale da potersi muovere su più fronti in modo unico, credibile, senza togliere spazio a nessuno dei protagonisti. Non è più un albo su Ian Aranill, è come fosse la cronaca di uno scrivano sulla caduta di un impero, raccontato capitolo per capitolo. E le vittime sono presenti, non sono solo gli eroi a patire le conseguenze di questa guerra, come dimostra una vignetta che vi strozzerà il fiato in gola.

In un’intervista con Luca Barbieri e Marina Sanfelice veniva evidenziato come Dragonero potesse vivere anche come entità monolitica privata del suo protagonista, perché può contare su un’ambientazione vitale e incredibilmente dettagliata. Le Regine Nere è la dimostrazione di questo elemento, perché riesce a rendere protagonista la popolazione dell’Erondar, i suoi protettori ed i suoi nemici. All’interno della letteratura fantasy si è raccontata spesso un evento simile, e Vietti con questo albo potrebbe tranquillamente mettersi al tavolino con Jordan o Erikson e scambiarsi le idee.

Certo, avere ai disegni Olivares è un ulteriore elemento a favore di una costruzione emotiva dell’albo senza eguali. La cura dei dettagli, la tempistica con cui ogni azione viene riportata sulla carta è suggestiva. La sequenza iniziale con cui assistiamo all’arrivo delle Regine Nere è cinematografica, perfetta. Dovendo dare vita ad una storia così tragica e dinamica, la gabbia già solitamente libera di Dragonero diventa ancora più fluida, consentendo al disegnatore di infondere un dinamismo ai propri soggetti incredibile. Vorrei fare degli esempi, ma piuttosto che farvi uno spoiler…

dragonero le regine nere 1

Un consiglio però ve lo vorrei dare. Rileggete più volte Le Regine Nere, fate caso ai dettagli minuziosi delle scene campali, perdetevi in ogni singolo elemento che Olivares ha inserito nelle sue tavole, ma soprattutto guardate gli occhi dei personaggi. In ogni frangente sono impeccabili, lasciano emergere i pensieri dei protagonisti, la loro disperazione, la loro rabbia. Fate caso anche ai dialoghi, mai banali ma sempre carichi della forte pressione emotiva esercitata sui personaggi, con un tono che si accompagna sempre alle situazioni. Come sempre, Marina Sanfelice riesce a coniugare il suo coinvolgimento emotivo per la serie con il suo compito, realizzando un lettering senza sbavature.

Bisogna riconoscere al team di Dragonero di aver creato una razza di antagonisti ricca di sfumature. Dalla loro dinamica sociale, che emerge già in questo primo scontro, alla realizzazione di armi ed armature, ogni singolo aspetto è stato studiato, curato e reso al meglio. Manca solo una cosa: una colonna sonora epica. Perché questo albo è veramente epico, una promessa mantenuta.

Anche Giuseppe Matteoni, visto in questi giorni sulle Adventures, si supera. La sua copertina è devastante, capace di riprendere al meglio tutto l’impatto emotivo che ci attende all’interno dell’albo. La colorazione di questa tavola segna una rottura con le tonalità classiche viste finora, adattandosi all’evento con una gamma più carica, su cui vessillo nero con il nome di Dragonero campeggia ancora più drammaticamente.

Luca Barbieri smette i panni di cantore dell’Erondar, introducendoci alle Cronache di Guerra, una scelta decisamente consona ai mesi che ci attendono. Il suo breve ripasso dei passi che ci hanno portati sino a questo punto è un invito a rileggere gli albi che chi hanno portato a questo punto.

dragonero le regine nere 2

La saga delle Regine Nere è, dunque, ufficialmente cominciata. Come ogni evento sconvolgente, lascerà un segno profondo, potrà esser l’occasione per alcuni di mostrare di che pasta siano davvero fatti (come accade già in questo albo) e metterà a dura prova le convinzioni e l’animo di molti altri. Sicuramente i mesi che ci attendono saranno particolarmente interessanti, e porteranno dei notevoli sconvolgimenti nell’Erondar. Dragonero non sarà più lo stesso. Il prossimo capitolo della saga, la cui anteprima ci attende in quarta di copertina con la forza di un pugno di Gmor, ci attende in edicola il 9 febbraio!

Che i Khame ci assistano, per l’Impero!

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