I Racconti di Terramare: una storia fantasy sul valore della vita

I Racconti di Terramare

I Racconti di Terramare è il lungometraggio d’esordio di Goro Miyazaki, targato Studio Ghibli. Scopriamo di più su questa avvincente storia fantasy che ha diviso fan e critica.

Il peso del fallimento è sempre ben presente, quando ti chiami Goro Miyazaki e tuo padre è un regista di fama assoluta che ha portato al successo mondiale l’animazione giapponese.

I Racconti di Terramare è l’adattamento cinematografico dell’omonima saga fantasy di Ursula Le Guin, autrice statunitense molto apprezzata dai giovani lettori.

Già Hayao Miyazaki creatore, tra gli altri, del celeberrimo Il mio vicino Totoro, aveva espresso il desiderio di realizzare un film sui romanzi della Le Guin, ma il riadattamento arriva con il figlio Goro, alla sua prima esperienza da regista.

Sinossi

Un giorno improvvisamente tutti i dragoni che fanno la guardia all’estremo confine ovest di Terramare arrivano nell’Arcipelago, abitato fino allora solo dagli uomini.

A causa dello strano fenomeno le mandrie si ammalano, i raccolti muoiono e il mondo inizia a perdere il suo equilibrio.

L’Arcimago Ged parte alla ricerca della misteriosa forza oscura che sta minacciando gli equilibri di Terramare. Durante il suo viaggio, Ged incontra il principe Arren, che ha abbandonato Enland, il suo paese natale, e ora vaga senza una meta inseguito da un’ombra malvagia…

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Il film racconta quindi la storia di Arren, giovane principe che, dopo aver ucciso il padre, scappa dal regno.

Arren si unisce a Ged, detto Sparviero, un mago molto potente che sta cercando di risolvere il problema del misterioso malanno che ha colpito il mondo, e che sta facendo scemare la magia e ammalare bestie e persone.

Arren incontrerà Therru, giovane ragazza che aiuterà i due nella loro impresa, la quale li porterà ad affrontare il terribile e malvagio Aracne.

Un film che ha diviso gli appassionati

I Racconti di Terramare è un film che ha da subito diviso fan e critica cinematografica.

I problemi per Goro sono iniziati già prima dell’esordio nelle sale: il peso della fama e delle capacità del padre l’ha sempre accompagnato, tanto da dichiarare in un’intervista, in modo esplicito, che lui non ha lo stesso talento di Hayao e che non è in grado di creare racconti originali ex novo.

In aggiunta, la stessa Le Guin aveva mostrato le sue perplessità: l’idea che il regista della trasposizione non sarebbe stato Hayao Miyazaki ma suo figlio, l’aveva a dir poco infastidita.

Non si tratta dei migliori presupposti possibili per I Racconti di Terramare di Goro Miyazaki, film che ha profondamente diviso i fan dello Studio Ghibli.

Infatti, moltissimi appassionati sono rimasti delusi dalla pellicola trovandola troppo distante dalle eccellenze di Miyazaki padre, di poco spessore e dalla trama confusa.

La critica, invece ha da subito apprezzato I Racconti di Terramare, candidando il film a diversi premi prestigiosi, come il Nippon Academy.

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Una storia sul valore della vita

Chi ha ragione allora tra i fan più sfegatati dello Studio Ghibli e la critica cinematografica?

Ovviamente, ciascuno può avere la sua risposta e detestare, amare o anche non prendere una posizione definitiva riguardo I Racconti di Terramare.

In generale, trovo che si sia parlato un po’ troppo della produzione, della regia e dei pettegolezzi del film, piuttosto che del lungometraggio in sé.

Non è di certo facile portare sugli schermi il riadattamento di una saga fantasy che ha conosciuto molto successo (difficile trovare un lettore appagato della trasposizione cinematografica del suo libro preferito), soprattutto se il tuo nome è Goro Miyazaki e sai che i riflettori sono tutti puntati su di te.

Quello che secondo me bisognerebbe fare è guardare I Racconti di Terramare per quello che è, dimenticandosi chi è il regista, chi sono gli animatori, il libro da cui sono tratte le vicende del film; in questo modo si potrà scoprire una storia profonda, sublime e malinconica sul valore della vita.

Arren è il fulcro dei dubbi e dei disagi adolescenziali, con la sua ombra che lo segue ovunque vada e che porta a comportamenti lesivi per sé stesso e gli altri.

Il protagonista compie il suo viaggio non semplicemente alla ricerca di sé stesso, ma alla scoperta dell’infinito valore dell’amore e della vita.

Queste tematiche positive, sono incarnate nel film dal personaggio di Therru, una ragazza con un misterioso segno sul viso.

Bistrattata, abbandonata e schernita, saranno lei e il suo sacrificio a far comprendere ad Arren la bellezza della vita, l’importanza di donarsi alle persone che si amano: Therru insegnerà a tutti noi a non avere paura di vivere; si tratta di un messaggio non banale e che non si trova espresso in queste tinte negli altri film Studio Ghibli.

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I Racconti di Terramare è infatti un lungometraggio ermetico, preciso, senza orpelli: arriva subito al messaggio senza girarci intorno, pur mantenendo una magistrale gestione dell’impianto metaforico del film.

Goro non ha paura di rappresentare la crudezza della vita (la schiavitù, tentativi di stupro, vandalismo), ma questo non fa altro che esaltare di più il messaggio sul valore immenso della vita.

Certo, I Racconti di Terramare non è immune a critiche: la trama è effettivamente un po’ confusa e questo può rendere la godibilità del film meno armoniosa ed è anche vero che ritroviamo alcune tematiche di Miyazaki padre che sembrano essere state inserite quasi solo come citazione al grande regista.

Una menzione speciale alla musica: una melodia intensa perfettamente in linea con lo spirito del film; sonorità che ci catapultano immediatamente nelle atmosfere fantasy ricreate dal film.

Un lungometraggio sicuramente da vedere e, anche se fosse una delusione, è sicuramente un anticipo di quello che potrebbe essere il futuro Studio Ghibli senza Hayao Miyazaki.

I Racconti di Terramare è disponibile in una splendida versione steelbook Blu-ray da collezione su Amazon a soli 12,99 euro.

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