Il librogame è stato il primo tentativo di coinvolgere direttamente i lettori nella storia!

Da Lupo Solitario, simbolo del mito del librogame, a Mercurio Loi? Da qualche settimana gira in rete l’anteprima del numero 6 di Mercurio Loi edito da Sergio Bonelli in uscita a fine ottobre: si tratta di una storia a bivi in cui il lettore è chiamato a fare delle scelte guidando i personaggi nel loro cammino reale o figurato che sia.

librogame mercurio loi

Una novità assoluta in Bonelli – novità che fra parentesi mi incuriosisce molto e di cui riparleremo- e un ritorno di un modo ‘interattivo’ di narrare che ha avuto molte prove nelle storie di Topolino, Paperino e co. a partire dalla fine degli anni 80. Ma prima che approdassero sulle pagine di Topolino le storie a bivi sono nate all’interno di un genere che ha avuto un boom incredibile a metà degli anni 80, successo che si è andato via via riducendo fino alla fine degli anni 90: i Librigame, veri e propri oggetti da culto della nerd culture.

Per chi come me nasce negli anni settanta, il successo dei Librigame è un ricordo indelebile. Rivedo come se fosse oggi il mio girare incuriosito in un mercatino di libri fatto a Natale (1985 mi pare) nella mia scuola media alla ricerca di qualche bel libro fantasy o di fantascienza e poi eccoli lì, i miei due primi acquisti del mondo dei librigame: Oberon il giovane mago e Traversata infernale, il secondo volume della saga di Lupo Solitario di Joe Dever.

Gioco, strategia, avventura, battaglie, scelte e casualità (la mitica e temuta Tabella del Destino) si coniugavano in libri tascabili da leggere e rileggere alla ricerca di mille soluzioni diverse. Da allora per circa due/tre anni fui un lettore assiduo di libri-game per poi passare a campagne di giochi di ruolo con gli amici e a letture più impegnative nel periodo del liceo.

L’uscita del numero sei di Mercurio Loi mi ha spinto a riprendere in mano il primo volume della saga di Lupo Solitario I signori delle tenebre nella storica edizione per i tipi di E. Elle Edizioni e mi sono rituffato in una veloce rilettura (sono riuscito a concludere indenne con a dire il vero la Resistenza ridotta a 3… ma pur sempre vivo!) che si è rivelata ancora piacevole.

Il meccanismo è semplice: il lettore interpreta Lupo Solitario, ultimo depositario ma ancora non pienamente formato di una casta di monaci guerrieri, sceglie alcune abilità (5 delle 10 possibili), estrae a sorti i suoi punteggi di Resistenza (i Punti Vita per capirsi) e Combattività (si menano molto le mani), qualcosa di equipaggiamento e via nel mondo fantasy di Sommerlund.

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La vicenda narrata è un classico del fantasy: un giovane eroe si trova solo ad affrontare imprese difficili per salvare il mondo dalla minaccia dei Signori delle Tenebre, senza conoscere da dove possono arrivare i pericoli e senza sapere quale strada sia la migliore per compiere. Essendo un racconto in soggettiva ci è molto facile immedesimarci con il giovane Lupo Solitario, anche perché come lui non conosciamo nulla di quel mondo violento e misterioso che ci circonda.

Le scelte continue comportano il saltare da un paragrafo numerato all’altro seguendo strade che possono portare al successo o alla morte in battaglia o per imprudenza o incapacità. Joe Dever (recentemente scomparso, non avendo portato a termine il suo progetto di arrivare a 32 volumi nella saga ma essendosi fermato al numero 28) imbastisce una bella storia per far divertire e fidelizzare il lettore, narrazione arricchita dal notevole valore aggiunto delle belle illustrazioni di Gary Chalk che colorano di forme e immagini le pagine.

Una volta completata la prima avventura c’è subito il rimando alla seconda, Traversata infernale nella quel potremo portarci qualche oggetto trovato e soprattutto le nostre cinque abilità a cui potremo aggiungerne una sesta fino ad arrivare allo straordinario numero 5 Ombre nella sabbia, caratterizzato da una storia doppia lunga e molto avvincente (mi ricordo ancora con piacere la soddisfazione di aver terminato la prima stagione come Lupo Solitario, cavaliere Ramas).

Nella lettura del volume l’unico accorgimento come tocco di modernità è stato quello di usare una scheda sullo smartphone per segnarmi oggetti, abilità e valori vari e poi mi sono affidato ad una applicazione per la generazione spontanea di numeri da 0 a 9 invece della Tabella del Destino che finiva spesso per essere un po’ pilotata da me da ragazzino!

Un librogame è una lettura che consiglio ai ragazzi, che hanno bisogno di leggere qualsiasi cosa e quindi potrebbero trovare in un librogame un passatempo costruttivo e divertente (certo molto più lento dei videogame, ma questo è inevitabile e necessario allo stesso tempo), ma anche a chi non li ha conosciuti perché è stato adolescente dopo il boom dei Librigame.

Chissà che la lettura di Mercurio Loi non li faccia tornare in auge o comunque sotto i riflettori per un po’. Questo mio articolo (o forse questa mia pagina di diario) vuole essere un omaggio ai tanti Librigame letti (e ce ne sono tantissimi e di tanti generi anche di taglio horror-lovecraftiano ad esempio) e una commossa commemorazione verso Joe Dever, padre della saga di Lupo Solitario, saga che più di ogni altra ha dato fama al librogame.

Quindi forza il protagonista sei tu!

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