Daredevil 19: Corte Suprema – Recensione

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Daredevil unisce legge e supereroi in una lotta alla criminalità di New York

Dopo avere finalmente scoperto cosa sia accaduto a Matt Murdock nei mesi precedenti al suo ritorno a New York, ora Charles Soule vuole mostrare il piano di Daredevil che dovrebbe riportare la delinquenza newyorkese sotto controllo. La missione del Diavolo Custode è sempre stata quella di proteggere il proprio quartiere, Hell’s Kitchen, ma si è sempre dovuto scontrare con la sua doppia vita, giustiziere notturno e avvocato. Ma se le cose cambiassero?

Corte Suprema prende vita da questa possibilità. L’idea annunciata sul finire dello scorso numero, Il teorema del diavolo, sembra essere rivoluzionaria: una comunione di intenti tra supereroi e forze di polizia. Idealmente questa collaborazione dovrebbe esistere da sempre, ma Murdock conosce bene l’abilità di alcuni avvocati nel vanificare certi arresti per pratiche non sempre ortodosse. I supereroi tendono ad agire in modo autonomo, non si curano molto delle dinamiche a cui sono soggetti i poliziotti, ma il piano di Matt prevede una maggior collaborazione.

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Soule mostra di conoscere molto bene il funzionamento degli ingranaggi burocratici della giustizia (avendone anche fatto parte), e adatta questa sua conoscenza alla figura di Daredevil. Il tono da legal thriller è una componente essenziale di Daredevil, che spesso lascia spazio ad una narrazione più supereroistica, ma che dovrebbe esser sempre bilanciata in modo accorto per valorizzare la vita da avvocato di Matt.

La pianificazione del progetto di Matt nell’ufficio del Procuratore Hochberg è scandita alla perfezione, le obiezione del procuratore sono sensate, ma Matt riesce a convincerlo ricordando un precedente storico di collaborazione tra metaumani e forze dell’ordine: l’Atto di Registrazione dei Superumani, la causa della prima Civil War. Il piano sembra prendere vita, ma a una condizione: Daredevil deve restare fuori dagli scontri.

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Questo diventa difficile per l’altra parte di Matt, il giustiziere. Per combattere una cellula di terroristi, Daredevil si affida all’aiuto di Luke Cage e di Echo, rimanendo il più a lungo possibile in disparte. Ma quando Cage è in difficoltà non esita a lanciarsi nello sconto, riuscendo a non infrangere le regole di ingaggio. Soule ha la geniale idea di sfruttare i poteri di Echo, facendola diventare il braccio armato di Daredevil; la donna può copiare qualsiasi movimento veda, e Matt sfrutta questa sua capacità per guidarla in una lotta a distanza.

Sudzuka ritrae questi momenti in modo accattivante, mostrando la frenesia e il divertimento di Matt nel realizzare il suo piano. Il tono di questi attimi è in linea con il resto della storia, la parte più istituzionale, ma il taglio delle tavole è maggiormente improntato all’azione. Ad aiutare in questo dualismo narrativo ci sono i colori di Matt Milla, che riesce a dare al flashback nello studio di Hochberg un tono più freddo e ideale per la pianificazione, mentre la lotta nelle strade di New York gode di colori più accesi e forti.

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Il finale di questo numero nasconde un piccolo mistero. Chiamato a deporre sul banco dei testimoni vediamo Daredevil, ma la vera domanda è una sola: perché indossa nuovamente il suo vecchio costume? La risposta ci aspetta in edicola il mese prossimo!

Dopo Daredevil, tocca ad un altro giustiziere mettersi in mostra. La fine della pista, la storyline di Frank Castle affidata a Becky Cloonan, mette il Punitore a confronto con tre scagnozzi di Condor, mentre cerca di riprendersi dalle ferite nella fattoria della vecchia Ethel. La donna si mostra subito come una tosta, e l’alchimia che scaturisce tra lei e Castle è semplice ma efficace.

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Laura Braga e Iolanda Zanfardino devono rendere questa trama in disegno. Lo stile delle tavole è semplice, ben definito, anche se in alcuni passaggi manca un po’ di profondità nel ritrarre i personaggi o nel rispetto degli spazi, come nella sequenza della fuga in moto. Il salto di Olaf per balzare sul sidecar in fuga è troppo plastico, con un rispetto delle distanze e della prospettiva che non sembra molto realistico. Vediamo se il mese prossimo, con la terza parte di questa saga, le disegnatrici calano gli assi!

Di sicuro chi sta mostrando il meglio di sè è Mike Perkins sulla storia di Ed Brisson per Iron Fist. Personaggio maltrattato nei serial di Netflix, Iron Fist in questa veste fumettistica è semplicemente strepitoso. Brisson ha deciso di presentare Danny in una fase della sua vita in cui sembra esser alla deriva, piagato dalla perdita di K’un-Lun e la difficoltà nel controllare il suo chi, rendendolo più simile ad un uomo finito che a super eroe.

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La proposta di partecipare ad un torneo di kung fu sembra essere una molla sufficiente a risvegliare la grinta di Danny. Brisson costruisce una trama intrigante, pur partendo da un classico come il torneo, ma che arricchisce con una serie di rivelazioni sull’isola di Liu-Shi e con degli avversari che sono caratterizzati in modo ottimo.

Perkins riesce a ritrarre in modo sublime tutta la storia, ma si supera nelle scene di lotta. Lo scontro con il prescelto della scuola dell’anguilla delle acque benedette è frenetico, impeccabile. LA tensione muscolare delle mosse e la fatica ed il dolore che traspaiono nelle espressioni dei lottatori sono emozionanti, uniche. Aiuta di sicuro il colore di Andy Troy che si enfatizza ogni aspetto della narrazione, con una gamma cromatica che tende ad emozionare il lettore in modo continuo.

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La prova dei sette maestri promette di essere una serie incredibilmente avvincente, che potrebbe mostrare un Iron Fist appassionante, anche se dolorante dopo tutti questi scontri.

In appendice, una storia dedicata ad uno dei più letali nemici di Daredevil: Bullseye! Il killer a pagamento che ha fatto patire le pene dell’inferno al Diavolo Custode è costretto ad una missione perfetta per lui, fatta di omicidi e tradimenti, il tutto con un ritmo intrigante e a tratti divertente, grazie a dialoghi ironici e ad una situazione che, come intuiscono i conoscitori del personaggio, nasconde un pericolo per coloro che si oppongono a Bullseye. Se te lo dicessi… è scritta da Mark Wolfman, che valorizza in pieno il carattere del killer, a cui Alec Morgan dona vita con i suoi disegni, in maniera semplice ma efficace, specialmente nel colpo di scena in cui rivediamo all’opera il vero Bullseye!

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Il prossimo appuntamento con Daredevil è per il 20 ottobre, con la deposizione del Diavolo Custode e il ritorno di una sua vecchia conoscenza: Typhoid Mary!

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