Moby Dick, Disney Parodie Collection 1 – Recensione

Moby Dick, uno stupefacente primo numero per la nuova serie Disney Parodie Collection di Panini Comics

Da bambino leggevo come la stragrande maggioranza dei bambini Topolino, affezionandomi a quei personaggi unici, che ancora oggi rimangono parte essenziale della nostra formazione. All’interno dell tante storie che si sono susseguite in quegli anni, le mie preferite erano le parodie, archi narrativi ispirati ai grandi classici della letteratura, o del cinema, come Moby Dick, lo stupendo lavoro di Artibani, Mottura e Andolfo.

Fare una parodia credo sia una sfida non da poco. Si deve prendere un’opera nota, mantenere lo spirito ed esaltarne le parti più emozionanti, e adattarla ad un diverso registro, nel caso Disney anche ad un pubblico che, teoricamente, sia anche meno avvezzo ad una certa letteratura. Dico teoricamente perché dovrebbe essere rivolta ai più giovani, ma quando parlo di parodie Disney chissà perché i più preparati sono i presunti fuori target, i trentenni e oltre come il sottoscritto.

Perché tutto questo preambolo? Perché in questi giorni inizia una nuova collana bimestrale di Panini Comics, tutta dedicata a questi piccoli gioielli, battezzata Disney Parodie Collection. Se chi bene inizia è a metà dell’opera, allora siamo in una botta di ferro con questo primo numero, Moby Dick.

moby dick copertina

Toccare un romanzo come Moby Dick è un atto di coraggio. L’opera di Melville è considerato il capostipite del romanzo americano moderno, grazie ad una struttura narrativa incredibilmente coinvolgente e scritta in modo tale da esser ancora oggi, dopo più di un secolo, emozionante. Senza contare il ruolo di Achab, divenuto l’incarnazione per eccellenza dell’ossessione estrema.

Francesco Artibani si è fatto coraggio e si è imbarcato sulla Pequod. Anzi sulla Pikuod, la baleniera del capitano Quachab, papero dal carattere adamantino deciso a catturare Moby Dick, la balena banca. Nessun errore, è proprio la balena banca, pur essendo bianca.

Quachab è un papero che bracca Moby Dick per i mari, deciso a catturare il gigantesco cetaceo per vendicarsi della sfortuna che ha gettato su di lui, quando, anni prima, ha affondato il suo vascello, privandolo della sua Numero Uno, la sua prima moneta, il suo talismano, ingoiandolo. Moby Dick è la sua ossessione, un chiodo fisso che viene ulteriormente valorizzato dal fatto che nel ventre di Moby Dick siano custoditi i tesori di tutte le navi colpite dal bianco cetaceo, che ha fruttato all’animale la nomea di balena banca.

moby dick 1

È normale che il termine vi stupisca, ma considerate che Quachab ha le fattezza di Paperon de’ Paperoni e il tutto prende senso. Artibani è riuscito nella difficile impresa di coniugare le atmosfere di Moby Dick con i canoni dei paperi più celebri dei fumetti. Le citazioni e gli omaggi all’opera di Melville sono inseriti con dei piccoli e divertenti stratagemmi (come l’immancabile “Chiamatemi Ismaele“, incipit del romanzo), ma il vero tocco da maestro è il trasmettere un senso di tensione e di tragedia imminente tipiche del lavoro di Melville nel contesto comico di un’opera Disney.

Si tratta di un equilibrio difficile da raggiungere, ma che è il segreto per non privare Moby Dick del giusto rispetto per l’opera originale, avvicinando a questo classico dei nuovi lettori. Tutto il fascino di Melville viene riadattato con un sorriso al mondo dei Paperi, con un Paperino protagonista che con la sua solita sfortuna e imbranataggine ne combina di tutte, accompagnato in questa avventura marina dalla sua famiglia.

La creazione di un contrasto tra i dialoghi e le didascalie più ‘letterarie‘ è per quasi tutto l’albo fonte del divertimento, rivelandosi nel finale di un poetico impressionante, il tocco autoriale che con delicatezza sembra strizzare l’occhio ai lettori più adulti, come a dire che Artibani sa che sono lì e a loro dedica un ultimo messaggio, un consiglio da amico racchiuso nella morale della narrazione.

moby dick 2

Oltre alla genialità narrativa di Artibani, Moby Dick è così affascinante per l’essenziale contributo di due artisti del calibro di Paolo Mottura e Mirka Andolfo.

Mottura realizza i disegni, con un’intensità incredibile. Si passa con agilità dal taglio divertente Disney ad una visione epica, tragica in alcuni punti, che si avvicina molto allo spirito drammatico di Melville. Nelle scene di vita quotidiana il registro comico scelto da Artibani è reso benissimo da Mottura, ma l’asticella della qualità si impenna vertiginosamente con le parti ‘action’, come la battaglia con il calamaro o l’incontro con Moby Dick.

In questi punti, per l’intensità e l’impostazione delle tavole, si vede un approccio più maturo, dinamico. La parte dedicata allo scontro con la balena ha tutta la potenza del celebre Moby Dick cinematografico del 1956 con Gregory Peck, una forte similitudine che viene esaltata anche nel modo in cui è ritratto Quachab, maniacale e al limite della follia in alcuni punti, un papero deciso a sfidare l’ira del mare pur di raggiungere il suo scopo.

Mottura è stato magistrale nel ritrarre questa storia, sotto ogni aspetto. Le tavole in cui l’espressione comica e divertente è necessaria sono la classica visione Disney, ma la classe del disegnatore emerge prepotente nel momento in cui bisogna puntare alla dinamicità, all’epica di Melville, e lì Mottura si scatena, con una verve impressionante nel realizzare un’impostazione delle tavole spettacolare, in alcuni casi simile alle decorazioni delle edizioni vintage dell’editoria per ragazzi.

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Mirka Andolfo dona il tocco finale colorando l’albo. Nonostante sia stata impeccabile ed emozionante per tutto l’albo, il suggestivo tono seppia del flashback e lo spettacolare lavoro nel colorare le tavole della tempesta sono pura emozione, esaltano oltre ogni limite storia e disegno.

Moby Dick in questa versione Disney riesce a mantenere intatto il suo cuore epico e avventuroso, addolcendolo con lo stile tipico del mondo di Paperino e Topolino, ma creando un racconto emozionante e suggestivo. Il trio Artibani-Mottura-Andolfo ha realizzato un tesoro che merita di essere conservato accanto al libro originale di Melville. Parodia è un termine che non si addice a questo lavoro magistrale, visto l’uso spesso ironico e dispregiativo che oggigiorno si associa a questa parola. Moby Dick è un omaggio sentito e appassionato ad una delle più belle letterarie della storia.

Il prossimo numero di questa interessante collana ci attende a dicembre, con Il principe Duckleto.

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