They are not like us : Noi contro voi – Recensione

They are not like us torna con il secondo volume delle avventure di Tabitha e dei suoi compagni, alle prese con la difficile convivenze con i propri doni

Il tema dei giovani dotati di poteri è da sempre uno dei più usati nel racconto fumettistico. La Marvel più di ogni altro ha usato l’adolescenza come punto di partenza per alcune delle sue saghe più celebri (da Spider-man agli X-Men), facendo leva sulla fase del cambiamento tipico di questo periodo. Solitamente la visione che se ne ha è abbastanza limitata, lasciando agli autori una libertà circoscritta nell’utilizzo di questa tematica, facendo subito emergere il lato più supereroistico. Ma questa tipologia è stata ribaltata da Eric Stephenson con il suo They are not like us.

Giunti al secondo volume, con Noi contro voi ha il compito di mostrare se il mondo creato da Stephenson ha la solidità che mostrava in Buchi neri per la gioventù, il primo episodio di questa serie edito da saldaPress.

Nel mondo esistono giovani speciali, ma attenzione, in nessun modo si fa allusione a mutanti, o simili, una scelta elegante e ben ragionata che serve ad allontanare i protagonisti di They are not like us da uno scomodo paragone o dalla sensazione di essere davanti ad una diversa visione di un tema già arcinoto. Anche perché i protagonisti di questa serie non hanno nulla in comune con gli alunni di Xavier, questo va detto subito.

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La copertina del secondo volume di They are not like us, Noi contro voi

In Buchi neri per la gioventù avevamo incontrato Tabitha, giovane donna che tenta il suicidio per via delle voci che le rimbombano in testa. Una vita di terapie e ricoveri hanno seriamente piagato la ragazza, che fallito il suicidio viene avvicinato da un giovane che mostra di possedere doti particolari, che le rivelerà una realtà più grande.

Tabitha entra a far parte di un gruppo di ragazzi dotati di abilità uniche, che sfruttano per ottenere dei vantaggi a discapito dei ‘normali’, visti come semplici oggetti da usare per realizzare ogni desiderio. La modalità con cui il gruppo si muove ed agisce rappresenta il lato oscuro delle pulsioni dell’adolescenza, il senso di estraniamento e di incomprensione che si vive verso le figure autoritarie ed adulte, la ricerca di un proprio equilibrio ed una dimensione che si senta propria.

Non è un caso se la prima regola imposta dal leader di questa strana comune, The Voice, impone la rinuncia al proprio nome, una sorta di distacco definitivo dal passato e dalle famiglie. Non a caso il suo nome fa leva esattamente sulla capacità del personaggio di ammaliare i più deboli di carattere, asservirli al suo volere; è una perfetta rappresentazione della dinamica del branco, con un capo carismatico che ha il potere di assoggettare gli altri e portarli in una direzione di cui poi potrebbero pentirsi.

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La nuova vita dei protagonisti di They are not like us

Fortunatamente, Tabitha diventa il simbolo di una ribellione nella ribellione, la prima a cercare la propria strada sottraendosi ad un giogo, e per farlo ricorda il suo nome, come a ribadire la sua identità. Stephenson identifica la radice di questa evoluzione personale nell’identità della ragazza, il passato non deve esser cancellato per trovare il proprio futuro, ma ne è parte integrante. La rinascita di Tabitha nel finale di Buchi neri per la gioventù è il passo necessario per approfondire il mondo di They are not like us con un altro tema: lo scontro con i propri simili.

Noi contro voi amplifica la sensazione del senso di incomprensione, aggiungendo il contrasto con altri che vivono la stessa situazione, preferendo farsi guidare dalla paura al posto del ragionamento. Tabitha ha cercato di ricostruire una sorta di famiglia per coloro che hanno scelto di seguirla abbandonando The Voice, ora ridotto ad un fuggiasco privo di sostegno e sotto attacco da ogni lato. Tabitha sente la responsabilità di esser una leader, e vorrebbe garantire ai suoi compagni una vita il più possibile normale, ma la realtà è impietosa: loro non sono normali.

Le scelte di Tabitha la costringono a mettere su una bilancia volontà e realtà, mettendo a nudo le debolezze della sua giovane età, ma al contempo mostrando una tempra che la rende la più adatta a guidare il gruppo. Stephenson riesce a costruire in modo ottimo le diverse problematiche insite non solo alla trama di They are not like us, ma anche all’età dei protagonisti, con il senso di smarrimento e la paura, i primi amori e la sensazione di non riuscire ad essere padroni della propria vita.

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I nuovi personaggi di they are not like us renderanno la vita complicata

La fortuna di They are not like us, oltre ad avere un’ottima trama, è anche il poter contare su un team artistico composto da Simone Gane come disegnatore e Jordie Bellaire ai colori. I due riescono a creare una perfetta coesione tra storia e immagini, ritraendo i personaggi al meglio e fornendo una visione caleidoscopica che rappresenta, nei momenti più intensi, un’accattivante rappresentazione del turbinio interiore dei protagonisti.

They are not like us viene pubblicato in un volume ben realizzato, con una grafica che valorizza l’impianto narrativo, come sempre un lavoro svolto alla perfezione da saldaPress. Noi contro voi, oltre a presentare nuovi personaggi che rendono They are not like us uno dei migliori fumetti in circolazione, ha il dono di arricchire la trama della serie di altri intriganti spunti narrativi, che speriamo di veder presto in un terzo volume!