NaziVegan Heidi: la recensione

Nazivegan Heidi

Ci sono due cose in NaziVegan Heidi che mi hanno fatto salire vorticosamente l’hype: il titolo, da cui capiamo che si andrà a dissacrare un “movimento” nascente che non è quello dei vegani, bensì degli estremisti vegani. E la copertina, perché essendo io un classe 1976, sono cresciuto vedendo Heidi e pensando che fosse la bambina più buona e dolce dell’universo. Insomma, vederla fare il saluto romano mi ha colpito molto: da Di Canio me lo aspettavo, da lei sinceramente no…

La recensione di NaziVegan Heidi: preparatevi all’avvento dell’Alba Vegana, una bambina nazista è pronta a sterminarci tutti

Grazie a Magic Press abbiamo ricevuto una copia autografata (godo!) di quello che diverrà a mio avviso un vero proprio fumetto cult, nonché, un nuovo bersaglio per i nazi-vegani e animal-estremisti che pensano che gli animali siano innocenti come bambini. Fumetto dissacrante e divertente che trovate in vendita su Amazon a QUESTO INDIRIZZO.

Partiamo dalle origini.

Heidi, prima di essere un cartone giapponese, è un famoso romanzo di Johanna Spyri, scritto nel 1880 e ambientato tra la Svizzera e la Germania verso la fine dell’800, dove in effetti non succede un granché.

Don Alemanno, sceneggiatore conosciuto ai più per Jenus di Nazareth, ha deciso, dopo che sono scaduti i diritti e l’opera è divenuta patrimonio dell’umanità, di reinterpretare questo racconto con molta originalità. Ha mescolato nazismo, veganesimo estremo, Youtube e… ??✖?, per raccontare nello specifico il tema dei nazi-vegani, ma in senso più generale il fenomeno che vede sempre più gruppi di persone imporre le proprie idee tramite la violenza verbale e fisica, sul web e fuori. Una cosa che ricorda molto quei ragazzacci del Terzo Reich.

I disegni sono di Boban Pesov, ormai noto fumettista e illustratore, che si diletta a blastare gli spermini che lo tormentano sul suo canale Youtube. I pregevoli disegni di NaziVegan Heidi di primo acchito potrebbero sembrare una fedele copia del cartone animato giapponese di Hayao Miyazaki, in realtà man mano che lo sfoglieremo sarà sempre più evidente lo stile satirico-vignettistico di Boban.

Uan pastorella pronta a diventare una piccola soldatessa pronta allo “sterminio”

Heidi è una bambina di 6 anni, orfana, che vive nel Canton Ticino insieme alla Zia Dete. Ma poiché si rivela di impedimento all’attività lavorativa molto particolare della zia, viene affidata al nonno, conosciuto come il Vecchio dell’Alpe. Il misterioso nonno nazionalsocialista di cui nessuno conosce il vero nome, inizialmente oppone qualche resistenza, ma poi intravede la possibilità di trasformare la piccola Heidi in una piccola soldatessa nazista pronta a portare avanti la sua progenie ariana. L’amico Peter, un pastore sardo dedito alla zoofilia, e tutti i personaggi che ruotano intorno alla piccola, mostrano personalità ben differenti e scioccanti rispetto a quelle a cui ci ha abituato il cartone animato. L’ingenua e pura Heidi è una spugna pronta ad assorbire l’indottrinamento del nonno e il modus operandi dei suoi nuovi amici nazi-vegani. Il “movimento” ha una nuova eroina pronta allo sterminio.

In NaziVegan Heidi gli scambi di battute tra la zia e il nonno ci catapultano subito in un mondo pieno di ostilità e problemi materiali. Violenza, blasfemia, fantascienza e sesso interspecie trasfigurano il romanzo della Spyri e il cartone di Miyazaki in un racconto divertente, ricco di interpreti e dal sarcasmo coraggioso e sfrontato.

Preparatevi: in NaziVegan Heidi le caprette non fanno ciao, fanno Sieg Heil!

  • NaziVegan Heidi vol.1: Alba vegana – disponibile QUI
  • Sceneggiatore: Don Alemanno,
  • Disegnatore: Boban Pesov
  • Formato: 17 x 24 cm, Brossura, 96 pagine a colori.
  • Genere: Humor

Per saperne di più potete visitare la pagina Facebook di questo dissacrante fumetto.

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