Alien vs Predator: Fire and Stone, arrivano gli Yautja!

Aliens Fire and Stone

Alien vs Predator: Fire and Stone, se non bastano gli Aliens arrivano i Predators!

Quando uscì il secondo film della saga di Predator si scoprì una cosa che nessuno prima di allora aveva mai nemmeno osato immaginare: i cacciatori alieni appartengono allo stesso universo narrativo degli Aliens. Tralasciando l’incredibile botta di sfortuna dell’umanità costretta a convivere nella stessa galassia con due delle più terribili macchine di morte mai viste, per noi appassionati questo si è tradotto in una serie di incontri tra xenomorfi e Yautja (la razza dei Predator) che ha coinvolto film e videogiochi, passando ovviamente per il mondo delle nuvole parlanti. Alien vs Predator è il terzo capitolo del ciclo di Fire and Stone pubblicato da saldaPress, e come il titolo lascia presagire, i protagonisti di questa saga stanno per fare la conoscenza dei terribili cacciatori di teste alieni!

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La copertina di Alien vs Predator, il terzo albo del ciclo Fire and Stone

Alien vs Predator ci riporta a seguire le vicende due personaggi conosciuti nel primo albo della serie, Prometheus, ovvero il mercenario Galgo e lo scienziato Francis, colui che ha dato il via alla mutazione che ha coinvolto l’androide Elden. In fuga dal planetoide su cui hanno incontrato un infausto destino membri della loro spedizione (come abbiamo letto in Aliens: Fire and Stone), i sopravvissuti della missione di recupero hanno la sfortuna (nello spazio, non manca mai!) di finire nei radar di una squadra caccia Yautja di ritorno da una battuta. Nemmeno da pensarci, questi grintosi e violenti alieni decidono di indagare, sperando in una nuova occasione di confrontarsi con una preda. Ma non sanno quale sia la preda che li attende.

L’ingresso nella serie degli Yautja avviene in modo consono alla loro mentalità guerriera, ma la loro presenza sembra restare in secondo piano rispetto alla linea narrativa principale, ovvero il rapporto tra Elden e Francis. Finora l’androide è stato visto come un essere spietato e mosso dalla vendetta, ma in questo albo Christopher Sebela lo presenta sotto un’altra luce, un essere intenzionato a scoprire il perché, la ragione della propria esistenza. E la risposta la cerca in Francis, la figura che per lui più si avvicina ad un padre.

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Gli Yautja esordiscono in Fire and Stone con una bella caccia!

Fu proprio lo scienziato in Prometheus: Fire and Stone a contagiare l’androide con il black goo, la sostanza nera ribattezzata in seguito accelerante, sperando che Elden divenisse il catalizzatore per una cura per la propria malattia. Con Alien vs Predator si arriva alla chiusura di uno degli spunti narrativi della saga di Fire and Stone, fornendo ad Elden e Francis l’occasione di un chiarimento, in un momento che definire toccante è poco; dopo un’aspra battaglia, in cui Elden non solo rischia la vita, ma mostra un’inattesa fragilità figlia di una scarsa conoscenza delle regole fondamentali della vita, arriva questa catarsi, in cui un Francis devastato dall’accelerante si lascia andare ad una confessione di inatteso affetto per Elden, il suo lascito a questo universo. Quello che stupisce della trama di Sebela è come nonostante un ritmo serrato si riesca a percepire una caratterizzazione psicologica di Elden e Francis, la loro rivalità in una corsa contro il tempo anima l’intera vicenda, con il difetto che tutto il resto, dagli Yautja alla fuga di Galgo, sono affrontati in modo molto sbrigativo, un peccato se consideriamo l’incredibile appeal che hanno i Predator. Sapendo che il prossimo volume sarà Predator: Fire and Stone, possiamo però sperare che ai cacciatori alieni venga dato maggior spazio, il che renderebbe questo Alien vs. Predator una sorta di introduzione, giusto per stuzzicare la nostra curiosità.

E come primo contatto andrebbe bene, soprattutto per i disegni ed i colori di Ariel Olivetti, che riesce a dare al tratto un’intensità che ben si sposa all’azione frenetica di questo albo, ma che sul comparto colori presenta un approccio iniziale piuttosto eccessivo, con una colorazione troppo decisa per l’atmosfera del pianeta di caccia degli Yautja, facendosi poi perdonare nel dare agli angusti ambienti dell’astronave umana una tonalità più metallica e vicina al realismo. Tocco di classe la resa dell’occultamento dei Predator, discreto ma comunque ben fruibile da parte dei lettori.

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In questo numero di Fire and Stone tutti dovranno combattere!

Alien vs Predator: Fire and Stone, pur restando un buon prodotto, presenta un calo di tono e di coerenza tra le varie componenti dell’intreccio precedentemente assente, una pecca che lo rende il volume meno riuscito ad oggi della saga di Fire and Stone. Questa sensazione potrebbe essere rivalutata se il futuro numero, Predator, dimostrerà di saper dare il giusto risalto alla figura degli Yautja. La risposta a questo interrogativo atterrerà in fumetteria nella prima metà di luglio!

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