In Alto i Calici, brindiamo alla salut… anzi no! – La recensione

In Alto i Calici

In Alto i Calici – Recensione

Con il calice ben saldo in mano, facciamo un brindisi al nuovo sovrano! (muhahahaha)

Nel nostro grande Regno di Otravia, abbiamo rinunciato alla monarchia ereditaria molto tempo fa. Non a causa del nostro approccio illuminato al governare, attenzione, siamo solo un popolo molto, molto pragmatico. Nessun Re muore pacificamente di vecchiaia da secoli, il tasso di mortalità per avvelenamento della nostra nobiltà è sospettosamente prossimo al 100%… cos‘altro avremmo dovuto fare? Ciò detto, tutti noi vorremmo diventare… ehm, volevo dire, tutti amiamo il nostro Re, naturalmente.
Anche se la linea di successione è così facile da cambiare… una goccia di veleno nel Calice giusto, ed è fatta… Come? Oh, sua Altezza Reale, non l‘avevo notata. Ma certo, è assolutamente sicuro bere da quel calice! No, non questo… questo è il mio.

Questo è il prologo alquanto subdolo e cinico di In Alto i Calici (Raise your Goblets) il titolo di Horrible Games ideato da Tim Page e localizzato in italiano grazie all’impegno, sempre eccelso, di Ghenos Games.

Si tratta di un party game (2-12 giocatori da 8 anni in su con partite di circa 30-40 minuti) in cui, come nella migliore tradizione che accompagna da secoli il modus operandi delle caste regnanti, intrighi, sotterfugi e tranelli si trasferiscono sul tavolo di un fastoso banchetto dove, in barba a qualsiasi nobiltà di gesti e cercando di padroneggiare l’abile arte del bluff, la successione al trono viene decisa tramite il più subdolo e meschino dei metodi: l’avvelenamento dell’avversario.

Siamo alla presenza di un gioco davvero universale, adatto a tutti e per tutti: dal più annoiato e svogliato dei giocatori, insofferente ai complessi regolamenti, fino ad arrivare al più metodico ed eccitato della combriccola, colui che va in estasi ogni qualvolta si tratta di immergersi in meccaniche di gioco che presuppongono lo studio tattico dei propri avversari.

Apriamo la scatola

Sollevare per la prima volta il coperchio della scatola di In Alto i Calici è una di quelle belle esperienze tanto care a tutti gli appassionati di giochi da tavolo ma che regala ugualmente una sorta di gradevole eccitazione anche per i neofiti: ci si trova di fronte a componenti di ottima fattura già a partire dai calici che riempiono tranquillamente una mano regalandoci una piacevole sensazione di consistenza e “manovrabilità”.

  • 6 calici
  • 6 anelli sottobicchiere in 6 colori diversi
  • 47 segnalini scudo per i punti vittoria in ottimo cartonato
  • 52 segnalini gemma in plastica
  • 21 carte personaggio
  • 6 carte bersaglio
  • 6 carte assaggiatore
  • 6 schermi giocatore
  • 1 regolamento (davvero graficamente ben curato e di immediata comprensione e consultazione)

I materiali, torniamo a ribadirlo, sono di ottima fattura, anche se avremmo preferito delle carte, delle quali apprezziamo le splendide illustrazioni e le dimensioni, un po’ più pesanti, in quanto soggette a sgualcirsi se non si presta attenzione e, personalmente, avrei scelto delle dimensioni più generose anche per gli schermi giocatori.

Apparecchiamo la tavola e iniziamo il banchetto

Mai detto può essere più calzante nel descrivere la preparazione del tavolo di In Alto i Calici: ogni giocatore riceve un calice a cui verrà montato un anello colorato corrispondente ad una casata (che servirà solo per poter riconoscere i vari calici e non ha nessun legame fisso con i giocatori). Dopo le coppe da brindisi, si distribuiscono i vari schermi raffiguranti gli araldi delle 6 casate, una carta obiettivo sempre relativa alle diverse casate ed una carta personaggio a testa che verrà declamata per renderne noto l’effetto.

Si passa ora al posizionamento dei calici, che devono trovarsi al centro del tavolo ad un “braccio di distanza” dai giocatori in maniera da poter rispettare la regola del braccio e in modo tale che possano essere facilmente raggiunti (ma nessuno possa sbirciarne il contenuto).

Fatto ciò si aggiungono i segnalini gemma, rosso (vino), veleno (nero) e antidoto (bianco) in una riserva comune in posizione facilmente raggiungibile dall’intero party.

Ogni partita si articola in 3 turni ribattezzati “portate”: Antipasti, Portata Principale e Brindisi; ogni turno termina quando un giocatore chiama il brindisi.

Antipasti

All’inizio di ogni Portata, vanno eseguiti i seguenti passi:

  1. Ogni giocatore prende il calice con il sottobicchiere colorato corrispondente alla propria Casata e lo pone davanti a se a distanza di un braccio; poi ognuno prende 3 segnalini Vino, 2 segnalini Veleno e 2 segnalini Antidoto e li nasconde dietro il proprio schermo;
  2. Si prendono 1 gemma Antidoto, 2 gemme Veleno e tante gemme Vino finché il numero totale delle gemme sia uguale al numero dei giocatori;
  3. Si “versano” una gemma a caso in ogni calice;
  4. Il giocatore che ha fatto un brindisi per ultimo, nel gioco o nella vita di tutti i giorni, assume il ruolo di cerimoniere.
  5. Il Cerimoniere consegna 1 carta bersaglio (l’obiettivo da avvelenare durante questa portata) a caso ad ogni giocatore.
  6. Partendo dal Cerimoniere e procedendo in senso orario, ogni giocatore dopo aver guardato la carta bersaglio la pone di fronte al proprio schermo per renderla visibile agli altri.
  7. Nel caso la carta bersaglio coincida con la propria casata, questa verrà scambiata con il giocatore che si trova a sinistra.
  8. L’antipasto preparatorio si conclude qui e si inizia con la fase attiva del gioco partendo dal giocatore a sinistra del Cerimoniere.

Portata Principale

Ogni giocatore, durante il proprio turno, può eseguire fino a due azioni (anche uguali) tra:

  • Passare:  il giocatore può passare senza fare nulla
  • Versare: Il giocatore sceglie senza farsi vedere una gemma (vino, antidoto o veleno) da dietro il suo schermo e la “versa” in un calice qualsiasi (anche il proprio).
  • Sbirciare:  Il giocatore può vedere il contenuto solo il calice che ha di fronte, anche se il sottobicchiere non è corrispondente alla propria casata.
  • Ruotare: Il giocatore può ruotare tutti i calici in senso orario o antiorario, in modo che questi vengano spostati di una posizione (durante questa fase sarà utile una basa che faciliti la rotazione, io ho usato un tappetino da mouse tondo).
  • Scambiare: Il giocatore può scambiare il proprio calice con quello di un altro giocatore.
  • Brindare: Chiamando il brindisi il turno (portata) si conclude e si passa a quella successiva.

Si può brindare solo come prima ed unica azione spesa nel proprio turno e soltanto se non si hanno più gemme vino dietro allo schermo.

Il Brindisi (Portata finale ed assegnazione punteggio)

Quando un giocatore chiama il brindisi il turno normale termina immediatamente e si passa alla speciale “Fase del Brindisi”.

Partendo dal giocatore a sinistra di chi ha deciso di brindare, sempre in senso orario, ogni giocatore può svolgere un’ultima azione. In questa fase sarà possibile fare ricorso alla carta personaggio e attivare la corrispondente abilità “prima di bere”.

Dopo queste azioni finali, ognuno rivela il contenuto del proprio calice versando le gemme davanti a se controllando i vari colori (vino, veleno e antidoto): ogni gemma antidoto annulla l’effetto di una gemma veleno e quindi, conteggiando il tutto, scoprirete se siete stati avvelenati o meno. Basta una sola gemma veleno non neutralizzata dall’antidoto per spedirvi all’altro mondo ed eliminarvi dalla successione al trono!

A questo punto, tra i sopravvissuti inizia la conta dei punti in base allo schema presente nel regolamento e si procede ad una nuova turnazione con nove portate e ancora tanto veleno da distribuire.

Il trono purtroppo ha una piazza sola e quindi vale il famoso detto: “Ne resterà soltanto uno!”

In caso di parità si procederà ad una fase speciale di spareggio in cui il cerimoniere appronterà tanti calici quanti sono i giocatori in parità e verserà una gemma a caso in ogni calice: seguendo sempre il senso orario si sceglierà un calice a testa e si brinderà decretando vincitore colui che troverà il vino nel proprio calice.

Fedele a quanto insegna la storia, che ci ricorda come i nobili di ogni epoca si siano avvalsi di volenterosi (ma quando mai) assaggiatori pronti a testare cibi e bevande al posto del proprio signore, anche In alto i Calici ha previsto questa figura a metà strada tra schiavo e cavia.

Infatti una variante del gioco prevede appunto due “concorrenti” per ogni calice: un nobile ed il suo assaggiatore il quale conservando un po’ di amor proprio e dignità, potrà sì proteggere il suo Signore ma anche tentare di fare il doppio gioco e avvelenare il proprio padrone liberandosi dal giogo della sudditanza.

In alto i Calici ed è festa per tutti

In Alto i Calici è un titolo dal grande impatto scenico ma controverso. La meccanica e le situazioni favoriscono lo svilupparsi di partite divertenti ed avvincenti in cui il bluff, arma più che mai necessaria per sopravvivere a questa guerra per il trono, riesce a seguire dinamiche interessanti in cui, come nelle più iconiche partite di Poker, spesso ha la meglio colui che non ha paura di rischiare (anche se in palio c’è un trono e soprattutto la propria vita). Dobbiamo però tenere in considerazione che spesso le “congiunzioni astrali avverse” possono vanificare ogni tentativo di “controllare il gioco”, generando partite abbastanza “pazze” e fuori ogni controllo.

Questa sorta di Roulette Velenosa (parafrasando il nome di una delle varianti del gioco proposta dall’autore) si sposa però bene con la voglia di divertirsi di un bel gruppo di amici, siano essi fan dei giochi da tavolo o meno. Il regolamento permette infatti fin da subito, e senza difficoltà, di prendere dimestichezza con il gioco a patto che ci si impegni a tenere traccia di quello che sta accadendo sul tavolo (più facile a dirsi che a farsi).

Anche se giocabile fino a 12 giocatori (in tal caso l’utilizzo di un assaggiatore più o meno fidato rende tutto ancora più imprevedibile ma lento), In Alto i Calici sembra dare il meglio con party composti da 4-6 giocatori: i turni danno il tempo necessario a studiare strategie e non si rischia che i primi tentativi di avvelenamento possano ridurre drasticamente i pretendenti al trono.

Le componenti riescono a dare una sensazione di reale corposità a questi banchetti ad eliminazione, ma bisogna prendere un po’ la mano per riuscire a “versare” le gemme nei calici senza farsi scoprire dalle occhiate furbe e poco indiscrete dei vostri avversari.

In Alto i Calici è davvero un gioco che può essere consigliato a tutti e, ripetiamo, per i neofiti costituirà una piacevole esperienza iniziatica, fin dalla lettura del regolamento; mentre per i più esperti costituirà un ottimo banco di prova per testare le proprie abilità nel bluff!

Il prezzo di questo titolo in vendita su Amazon, localizzato in Italiano da Ghenos, è di 34,90 euro, una cifra più che adeguata alla tipologia di prodotto e all’ottima qualità dei componenti.

Quindi, in conclusione, brindo alla vostra e… “Il Re è morto, viva il Re!”

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