Netflix perde abbonati per la prima volta e il titolo crolla in borsa

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Un brutto risveglio quello di Netflix che, dopo anni di dominio quasi incontrastato tra i servizi di video on demand, e un periodo di pandemia che ha “costretto” molti chiusi in casa davanti ad uno schermo (facendo la fortuna del colosso californiano), ha visto nella giornata di ieri le sue azioni crollare in borsa. Questo a causa della rivelazione che il servizio, per la prima volta in 10 anni, ha perso circa 200.000 abbonati.

Numeri forse quasi insignificanti se pensiamo che la piattaforma, come spiegato da Variety, conta ad oggi circa 221,64 milioni di abbonati. Meno insignificante potrebbe però essere l’inversione del trend positivo che ha accompagnato l’azienda nell’ultima decade. Ed è proprio questo che gli azionisti temono, ovvero che questo sia solo l’inizio di una lenta discesa.

Netflix perde abbonati per la prima volta e le sue azioni crollano a picco

Le azioni di Netflix hanno chiuso nella giornata di ieri a 348,42 dollari per azione. Nel trading after-hour, il titolo è sceso di oltre il 22% in seguito alla rivelazione della perdita di abbonati del primo trimestre di Netflix e alle proiezioni di una perdita più significativa che potrebbe avvenire nel secondo trimestre.

Secondo Ted Sarandos, il co-CEO dell’azienda nonché chief content officer di Netflix, i motivi dietro a tutto questo sono tanti e molto diversi tra loro.

In una dichiarazione rilasciata in queste ore, Sarandos ha spiegato che la competizione nel mercato è cresciuta esponenzialmente, mentre Netflix ha continuato a “migliorare il servizio principale realizzando serie TV e film e ora giochi che la gente ama davvero”.

“siamo fortemente penetrati in alcuni di quei mercati principali con gli utenti, il che significa che è più difficile convincerli a unirsi a Netflix se stanno già utilizzando Netflix. Quindi dobbiamo capire questi diversi modelli di cui ci stiamo occupando ora, per monetizzare il tutto in modo più efficace”

Una novità riguarderà proprio gli abbonamenti, con l’introduzione di un nuovo piano che, ad un costo più accessibile, permetterà la visualizzazione della piattaforma con l’inserimento di pubblicità.

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La guerra in Ucraina avrebbe poi scosso l’azienda con la perdita del mercato Russo, ed il mancato introito di oltre 700.000 abbonati, così come l’inflazione, che sappiamo sta colpendo duramente un po’ ovunque.

Sarandos ha puntato però il dito anche contro coloro che condividono la password con altri utenti fuori dalla propria abitazione:

“la nostra presenza relativamente alta nelle abitazioni, quando pensiamo anche all’ampio numero di abitazioni che condividono gli account, se combinata con la competizione, sta creando rallentamenti nella crescita dei ricavi. La grande spinta data dal COVID allo streaming ha oscurato il quadro generale fino ad ora.”

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