Dune: Betrayal, la recensione del gioco da tavolo

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Dune: Betrayal
Data di uscita
Gennaio 2022
Autore
Don Eskridge
Editore
Asmodee
Lo puoi trovare su...

Oltre alla Spezia, la politica, i combattimenti, il misticismo, l’umana trascendenza (fermatemi, potrei andare avanti un bel po’) nella fantastica opera creata da Frank Herbert ha un grandissimo peso l’inganno, il sotterfugio e il tradimento: su questi ultimi aspetti si concentra Dune: Betrayal, il gioco da tavolo di cui vi proponiamo di seguito la nostra recensione.

Titolo da 4 a 8 giocatori, in partite tra i 15 e 30 minuti, questo social deduction game mette in campo alcuni dei più iconici protagonisti delle vicende di Arrakis, il pianeta desertico noto come Dune. In particolare, si fronteggiano le due fazioni più centrali nella narrazione, la famiglia Atreides e la casata Harkonnen. Ma a parte qualche piccola eccezione, non sapremo fino alla fine chi abbiamo di fronte. Il gioco è infatti a ruoli nascosti, e lungo i tre turni di gioco dovremo bilanciare l’accumulare punti per la nostra fazione con il non svelare troppo di noi stessi. Solo la fazione che avrà agito in maniera più scaltra e sottile potrà controllare il pianeta della Spezia. E chi controlla la Spezia… Dai, ormai lo sapete, un po’ come quella dei grandi poteri e grandi responsabilità.

Dune: Betrayal, la recensione

Dune: Betrayal è stato creato da Don Eskridge, che ha curato anche le grafiche del titolo. Non parliamo di illustrazioni, poiché praticamente non ce ne sono: tutte le immagini sono fotogrammi o materiale derivato dalla pellicola Dune di Denis Villeneuve. La casa editrice originale, che sta producendo numerosi giochi da tavolo tratti dall’IP gestito da Legendary Enterteinment, è Gale Force Nine; in Italia, lo troviamo grazie ad Asmodee.

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Oltre alla tematica, del titolo spicca la sua leggibilità: a differenza di molti altri giochi sociali di deduzione, avremo modo di studiare le azioni degli avversari e determinarne l’allineamento. Questa può essere una caratteristica che piace più o meno (vi sveleremo più avanti cosa ne pensiamo), ma di certo fa distinguere il gioco da altri, simili tra loro.

  • Il contenuto della scatola del gioco da tavolo
  • Recensione dei componenti
  • Come si gioca a Dune: Betrayal
  • Conclusioni della recensione di Dune: Betrayal

Il contenuto della scatola del gioco da tavolo

La scatola di Dune: Betrayal è molto compatta, utile caratteristica se vogliamo portarlo con noi in maniera da poterlo intavolare spesso. Al suo interno trova spazio anche un comodo inserto, per tenere tutti i materiali al loro posto. Contiene:

  • 8 carte Identità
  • 24 carte Tratto
  • 16 carte Bersaglio
  • 30 carte Azione
  • 8 carte di consultazione
  • 1 tabellone a due lati
  • 9 segnalini
  • il regolamento

Recensione dei componenti

Il materiale in cartoncino, come i segnalini, il tabellone, e la scatola stessa, sono di buona qualità, spessi ed adatti all’uso, molto chiari. Anche il regolamento è ben strutturato, chiaro, con esempi e un riassunto di gioco in quarta di copertina.

Le carte invece sono abbastanza leggere, di fattura discreta ma non ottima; vi consigliamo di correre ad imbustarle con le bstine protettive adatte alla dimensione delle carte di Dune: Betrayal, che trovate A QUESTO INDIRIZZO.

Tutto considerato, il rapporto qualità prezzo è abbastanza buono se consideriamo anche l’importante licenza che c’è dietro il titolo.

Come si gioca a Dune: Betrayal

Dune: Betrayal è un gioco ad identità nascoste, in cui a seconda del numero di giocatori vengono inseriti certi ruoli. I ruoli segreti sono divisi in due fazioni, Harkonnen e Atreides; inoltre, esistono due tipi di ruolo: i nobili e i combattenti. Le carte identità utilizzate sono le seguenti:

  • 4 giocatori: un combattente per fazione, il Duca Leto e il Barone Harkonnen.
  • 5 giocatori: viene aggiunto un combattente Atreides.
  • 6 giocatori: si aggiunge un combattente Harkonnen.
  • 7 giocatori: entra in gioco Lady Jessica, secondo nobile Atreides.
  • 8 giocatori: il roster dei ruoli viene completato da Beast Rabban, il secondo nobile Harkonnen.

Prima di cominciare, si svolge una fase in cui i nobili Harkonnen vengono a conoscenza dell’identità dei combattenti a loro fedeli. Queste sono le uniche informazioni certe che i giocatori hanno gli uni sugli altri. Nemmeno il Barone e Rabban conoscono l’uno l’identità segreta dell’altro.

Una partita a Betrayal si svolge in 6 passi: 3 round di Azione, 2 round di Bersagliamento e 1 round di Conflitto.

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Durante i round di Azione, il giocatore attivo sceglie una tra tre diverse carte azione disponibili. Le carte hanno un effetto che va usato immediatamente o nelle fasi successive, utile per celare la propria identità, tentare di scoprire quella altrui e confondere le acque. Inoltre, ciascuna carta ha un sigillo: a fine partita, per ciascuna carta il cui simbolo corrisponde a uno dei 3 sulla nostra carta identità otterremo un punto. Perché non prendere tutte carte che ci forniscono punti, vi starete chiedendo? Il problema è che così sveliamo molto sulla nostra probabile identità. Tutti i giocatori infatti conoscono quali carte danno punti a quali ruoli, e possono inferire molto sull’altrui identità a partire da questa informazione.

Dopo i round di Azione, si passa ai round di Bersagliamento. A turno, i giocatori giocano una delle loro carte Bersaglio davanti a un altro giocatore a cui ne siano state assegnate meno di tre. Si tratta di carte Attacco e Difesa. Le carte Difesa fanno guadagnare un punto ai giocatori a cui sono state assegnate. Le carte Attacco funzionano in maniera più complessa: fanno perdere un punto ai combattenti di entrambe le fazioni, ma solo se gli viene assegnata più di una carta Attacco. Per quanto riguarda i nobili, ciascuna di esse fa perdere un punto ai nobili Harkonnen, due punti ai nobili Atreides.

Ovviamente i nobili sono quindi molto più vulnerabili degli altri agli attacchi, e devono nascondere con più cura la propria identità; questo è particolarmente vero per chi gioca nei panni del Duca Leto o di Lady Jessica. I combattenti, invece, possono essere più aggressivi, “difendendo” i propri nobili anche fingendosi uno di essi.

Durante i due round di bersagliamento possono essere attivate anche le carte Azione precedenti, che ci permettono di fare cose come spiare le carte Tratto o Bersaglio altrui, o giocare entrambe le nostre carte Bersaglio nel secondo giro di tavolo, dopo aver acquisito maggiori informazioni dal gioco altrui.

Nell’ultimo round, del Conflitto, si contano i punti. Se ne tiene traccia tramite il segnalino sul tracciato della plancia del gioco. In base alla sua posizione finale, si determina chi, tra gli Harkonnen e gli Atreides, vince la partita.

Conclusioni della recensione di Dune: Betrayal

Passiamo alle conclusioni della recensione di Dune: Betrayal cominciando qualche valutazione sul numero di giocatori. Come tutti i giochi di deduzione sociale, anche Betrayal beneficia dell’aumentare del numero di giocatori. In particolare, non ci sentiremmo di consigliare il titolo in 4 giocatori: il gioco diventa facilmente leggibile e quindi meno interessante, oltre che forse un po’ sbilanciato dal lato Harkonnen. Già a partire da 5 giocatori, invece, le cose si fanno più piccanti.

Dune: Betrayal si differenzia dai titoli del suo genere per un sapore molto più da eurogame: i simboli sulle carte Azione ci danno molte informazioni riguardo agli altri giocatori. Anche se non è sempre possibile, spesso si può scegliere se prendere una carta che dà un punto alla nostra squadra o sviare gli altri (ma anche i nostri compagni). Tuttavia, soprattutto in pochi giocatori, rinunciare a quel punto può costarci molto caro. Ci si pone quindi un interrogativo di non facile risoluzione; in particolar modo quando ci troviamo ad interpretare dei ruoli che pagano molto di più l’essere scoperti.

Che l’esito della partita sia determinato da un vero e proprio punteggio è una caratteristica molto particolare. Soggettivamente può piacere o no, ma di sicuro rappresenta una caratteristica abbastanza originale. Dal nostro punto di vista, pur apprezzandone l’idea, crediamo che non si sposi benissimo con quello che vorrebbe essere lo spirito e l’esperienza di gioco. Tuttavia, ne va riconosciuta la particolarità.

Come viene gestita la differenza nel numero di giocatori quando si è dispari, e i vantaggi strategici degli Harkonnen? Grazie al tracciato dei punti vittoria e ai segnalini. Esso infatti non è un semplice “chi fa più punti vince”, ma aggiusta gli equilibri nel conteggio dei punti con la sua asimmetria.

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Per quanto riguarda i segnalini, si tratta di vantaggi nei punti sempre a favore degli Atreides. Con la presa di alcune carte (la cui disponibilità è però irrimediabilmente soggetta al caso) i giocatori possono guadagnare il diritto di assegnare i segnalini Sigillo e Assassino ad altri. I primi fanno guadagnare un punto se in possesso degli Atreides, mentre i secondi tolgono un punto alla fazione Harkonnen. Grazie a questi punti aggiuntivi, viene bilanciato il vantaggio nelle informazioni dei nobili Harkonnen e lo svantaggio del maggiore danno che le carte Bersaglio Attacco fanno ai nobili Atreides.

Tirando le somme, dobbiamo dire che ci sono altri titoli del genere social deduction che abbiamo preferito a Dune: Betrayal. La discussione ed il confronto tra i giocatori non viene stimolata più di tanto, per via delle molte informazioni, che sono palesi e chiare per tutti, delle carte Azione raccolte. Anche il sistema di punteggio rema in questa direzione, rendendo un po’ più “freddo” il titolo. Nonostante ci sia indubbiamente del metagame sotto le semplici meccaniche, la sua importanza è stemperata dalla risoluzione così aritmetica del conflitto, non venendo esaltata e celebrata come meriterebbe un titolo il cui le dinamiche sociali dovrebbero essere protagoniste.

Possiamo però sentirci di consigliarlo a chi apprezza il tema. L’aria del pianeta Arrakis infatti si respira abbastanza, con l’asimmetria tra le fazioni che rispecchia la narrativa di Herbert (anche se dobbiamo chiedercelo: dov’è finito Paul?). I materiali di gioco, il progetto grafico tratto dalla pellicola del 2021 e il costo tutto sommato contenuto rendono Dune: Betrayal un buon titolo per appassionati dell’IP Dune. Inoltre, cosa da non sottovalutare, si configura davvero come il gioco di deduzione sociale per eurogamers hardcore, una particolare nicchia finora piuttosto inesplorata nel mondo dei giochi da tavolo.

Potete acquistare Dune: Betrayal A QUESTO INDIRIZZO.

Dune Betrayal 3
Dune: Betrayal
Dune: Betrayal è un titolo che cerca di portare un'innovazione nel campo dei giochi di deduzione sociale, riuscendo nel suo intento ma dimenticandosi che il cuore dell'esperienza sono i rapporti che si vengono a creare tra i giocatori. Tuttavia, la sua originalità rispetto ad altri titoli del genere lo rendono un prodotto particolare, adatto a chi apprezza l'ambientazione e un metagame più sottile ma indubbiamente presente.
Pro
L'ambientazione è ben ricreata e rispettata
Buon rapporto qualità/prezzo
Un gioco di deduzione sociale per eurogamer
Contro
La sensazione che lascia è che il cuore dell'esperienza di gioco non abbia influito abbastanza sull'esito della partita
6.7
Voto Finale
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