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Greathelm: il wargame skirmish che si gioca su un foglio di carta (e che potrebbe rivoluzionare il settore)

Nel mercato dei wargame skirmish, sempre più affollato di titoli che promettono “poche miniature, tante regole”, c’è un punto che quasi nessuno aveva mai osato toccare davvero: la dimensione del campo di battaglia. Greathelm, il micro skirmish ideato dal designer indipendente Malev Da Shinobi, ha deciso di portare questa idea all’estremo, facendo combattere i propri cavalieri su un’area di gioco grande quanto un singolo foglio A4. Il progetto, nato come campagna Kickstarter nell’autunno del 2025, ha raccolto un’attenzione enorme da parte della community degli skirmish storici e fantasy, complici anche le numerose recensioni entusiaste apparse online negli ultimi mesi.

Cos’è Greathelm: la filosofia del “micro skirmish”

Greathelm è un gioco di miniature pensato per le scala 28-32mm e quindi compatibile con la maggior parte dei produttori storici e fantasy già presenti sugli scaffali degli appassionati. Per giocare bastano davvero pochissimi elementi: da sei a dodici miniature che rappresentano “cavalieri” (sei per parte è la configurazione consigliata), un foglio di carta, una manciata abbondante di dadi a sei facce e il regolamento. Non c’è alcuna lista d’esercito da costruire: l’equilibrio del gioco nasce dalle caratteristiche intrinseche di armi e armature, non da punteggi da spendere.

Il progetto affonda le radici nella “One Box Wargame Challenge”, iniziativa lanciata dallo stesso Malev Da Shinobi nel 2024 per progettare wargame completi giocabili con il contenuto di una sola scatola di miniature. Lanciato su Kickstarter il 23 settembre 2025 con un obiettivo di soli 10.000 dollari, Greathelm ha chiuso la raccolta fondi l’8 ottobre 2025 con oltre 123.000 dollari e più di 2.500 sostenitori, un finanziamento pari a circa il 1.231% del target iniziale: un segnale piuttosto chiaro di quanto il concept abbia colto nel segno.

 

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Come si gioca: iniziativa, attivazioni e il test di Scontro

Il cuore meccanico di Greathelm è un sistema di iniziativa decisamente originale. Ogni turno si lancia un numero di dadi pari al numero di cavalieri ancora in campo più uno (con un minimo di tre dadi), disponendoli per valore: chi ottiene più 6 vince l’iniziativa e attiva il primo modello, scendendo poi progressivamente fino all’1. Questo significa che chi tira meglio non si trasforma automaticamente in un rullo compressore: prima di poter colpire con decisione bisogna superare diverse fasi di movimento e manovra, lasciando sempre spazio all’avversario per reagire.

Ogni cavaliere (ma potrebbe anche trattarsi di non morti, robot, gatti giganti o qualsiasi altra miniatura che possa impugnare spada e scudo) ha tre punti vita e il combattimento si risolve attraverso un test di Scontro: l’attaccante tira un dado (potendo spendere “gettoni di slancio” accumulati muovendosi per ottenere bonus), mentre il difensore sceglie tra schivare, parare, rispondere di rimando o bloccare con lo scudo, ciascuna opzione con un effetto diverso oltre alla semplice difesa. Le regole avanzate aggiungono armi a una o due mani, armi da tiro come archi e balestre, tre livelli di armatura (pesante, media, leggera) e un intero set di oggetti — indossabili, consumabili, leggendari — che aggiungono profondità senza appesantire la partita. È prevista anche una modalità campagna completa, in cui i cavalieri sopravvissuti accumulano fama e avanzano di rango, da semplici “novizi” fino a diventare Lord, mentre il terreno resta del tutto opzionale: si può giocare anche sul solo foglio bianco.

 

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Perché Greathelm potrebbe cambiare le regole del settore

La vera scommessa di Greathelm non è tanto la singola meccanica quanto la combinazione di fattori che normalmente si escludono a vicenda nei wargame skirmish: barriera d’ingresso quasi nulla, compatibilità totale con qualsiasi gamma di miniature già posseduta, profondità tattica reale e persino una modalità campagna strutturata, tutto racchiuso in un formato davvero portatile. Per un genere che negli ultimi anni si è spesso concentrato su tavoli sempre più grandi e costosi, un gioco che si “monta” letteralmente in una valigetta rappresenta un cambio di paradigma interessante, soprattutto per chi vive in spazi piccoli o vuole portare il proprio hobby in viaggio.

Dopo la chiusura della campagna, il progetto è entrato nella fase “gold” e il manuale fisico è ora in produzione. Nell’aprile 2026 è inoltre diventata pubblica e gratuita la app companion ufficiale ospitata su Indie Tabletop Club, pensata per creare e gestire le proprie warband sia in partite singole che in campagna, tenendo traccia di bonus, equipaggiamento e progressione dei cavalieri direttamente durante la partita.

Chi vuole approfondire può consultare la pagina ufficiale di Greathelm su Indie Tabletop Club, dove è disponibile la companion app gratuita, oppure la pagina del progetto su Kickstarter per seguire gli aggiornamenti sulla produzione e sul pledge manager. Al momento non è stata annunciata alcuna edizione localizzata in italiano del regolamento.