Noi – Recensione senza spoiler di un horror che fa riflettere

Confesso che non sono un tipo da film horror e assistere all’anteprima di Noi (titolo che in italiano perde la doppia valenza che ha invece nell’originale “Us”), seconda fatica del premio Oscar Jordan Peele, ammetto che mi ha lasciato un po’ titubante.

Noi (“Us”) la nuova fatica thriller / horror di Jordan Peele, recensito (senza spoiler) in anteprima per Just Nerd!

Peele è una delle più fulgide promesse nel panorama pop / autoriale degli Stati Uniti e, nei suoi film, non perde mai occasione per scuotere la sua stessa patria, ponendola di fronte ad interrogativi molto, molto più terrificanti dei “jump scares” presenti nelle sue pellicole.

Prima di iniziare, rannicchiatevi sotto le coperte e premete play per guardare il trailer del film, e poi andate subito a leggere la sinossi che vi preparerà ad affrontare insieme a me l’analisi di questo film.

Ambientato ai giorni nostri lungo l’iconica costa della California del Nord, ‘Noi’ ha come protagonista l’attrice premio Oscar Lupita Nyong’o nel ruolo di Adelaide Wilson, una donna che torna alla sua casa d’infanzia sul mare con il marito Gabe (il Winston Duke di Black Panther) e i due figli (Shahadi Wright Joseph e Evan Alex) per un’idilliaca vacanza estiva.

Tormentata da un trauma irrisolto del suo passato e sconvolta da una serie di inquietanti coincidenze, Adelaide sente crescere e materializzarsi la sua ossessione e capisce che qualcosa di brutto sta per accadere alla sua famiglia.

Dopo un’intensa giornata trascorsa in spiaggia con i loro amici, i Tyler, Adelaide e la sua famiglia tornano a casa.

Quando cala l’oscurità, i Wilson vedono sul vialetto di casa la sagoma di quattro figure che si tengono per mano.

Per citare il mitico Carlo Lucarelli (che, trivia da due lire, è stato mio professore all’università): “Paura eh?

Ecco, state pure tranquilli, la paura più grossa è nel trailer; il film in sé non fa affatto paura come temevo (e se ve lo dice un ca*asotto come me potete stare tranquilli). Ciò che terrorizza davvero è la riflessione sociopolitica che il significato più profondo, di quello che Peele ci mostra, porta con sé sullo schermo.

Noi è un film che, su più livelli, scava nel senso di colpa del benessere e sulle sue vittime anonime

Spiegare il senso della frase che avete appena letto senza scadere in territorio spoiler è uno stramaledetto campo minato, ma cercherò di essere attento e di preservarvi da ogni tipo di anticipazione.

I quattro individui che sostano nel vialetto di casa dei protagonisti sono, come si vede benissimo nel trailer, delle perfette / imperfette copie degli stessi protagonisti, declinati all’animalesco, deformati dall’incomunicabilità.

Sono come noi, ma non sono noi.

Sono uguali a noi, ma non li capiamo.

Non li potevamo vedere.

Non poteva importarci di loro.

Come detto in apertura, il titolo originale del film è “Us” e reca in sé un gioco di parole intraducibile in italiano: us significa noi, certo, ma significa anche United States.

Quando la “leader” dei quattro doppelganger risponde alla semplice domanda (“ma voi, cosa siete?“), posta da uno dei protagonisti con un raggelante: “Siamo Americani“, ecco che la metafora alla base della narrazione diviene subito manifesta e colpisce più di mille scene shockanti.

Il “noi” del titolo non si riferisce ai quattro home invaders, ma alla “normale” famigliola vittima dell’aggressione.

E, per estensione, quel “noi” si riferisce a… “noi” che stiamo guardando.

Adoratori di falsi idoli, dimentichi di chi ha dovuto e deve tutt’ora soffrire per garantirci una vita agiata e stomaci pieni, pronti a trasformarci in macchine di morte spietate qualora qualche imprevisto cercasse di metterci i bastoni fra le ruote nella nostra ricerca del benessere.

Il concetto, più volte usato nella storia dell’horror, del “Monster Within“, qui viene elevato su scala statale / globale e ridefinito nel sangue e nella violenza.

Di più non posso davvero dirvi, davvero, altrimenti vi rovinerei il gusto di andare al cinema.

Noi si regge principalmente sulla straordinaria performance di Lupita NYong’o

L’attrice d’origine keniota si sdoppia e, sfruttando ogni stilla del suo considerevole talento, trasforma il suo viso dolce ed attraente in una maschera di follia, in un puzzle fatto da schegge irregolari di risentimento, violenza, odio, paura, abbandono.

Anche il resto del cast compie un lavoro eccellente, sia come personaggi “normali” che come doppelganger, ma la Nyong’o fa il cosiddetto “extra mile“, cambiando la sua bella voce in un grugnito gutturale, balbuziente ed inumano.

Gli “altri da Noi” del film non riescono a comunicare se non tramite versi e il fatto che Red, il nome autoinflittosi dalla Leader, sia l’unica che ci riesce in qualche modo, la rende se possibile ancora più terrificante.

Anche qui la metafora è chiara: “Loro sono come Noi, ma Noi non li possiamo capire; quando possiamo capirli, invece, ci rifiutiamo di farlo perché ciò che dicono e come lo dicono ci fa paura“.

Ma allora perché un film che costringe ad una così profonda riflessione mi ha lasciato un fastidioso sapore amaro in bocca, ieri sera, uscendo dal cinema?

La pellicola si chiude spiegando “troppo” o non spiegando affatto

Quando la natura dei Doppelganger viene rivelata, il film si prende troppo la briga di farlo con una dovizia di particolari che rovina l’atmosfera creata fino a quel momento.

Non voglio sapere tutto quello che mi viene spiegato su di loro, voglio rimanere nel buio della mia stessa ignoranza, per avere ancora più paura del significato intrinseco di cui quei presunti mostri si fanno latori.

E invece Peele si lancia in una pseudo spiegazione complottistica del perché e del come (oltre che del dove), lasciando ben poco all’immaginazione dello spettatore, tranne laddove, invece, qualche dato in più avrebbe giovato alla fruizione della pellicola.

Un plot twist che chiude il film risulta davvero molto prevedibile e non aggiunge granché alla narrazione generale, anzi, toglie qualcosa a quella sensazione di non capire più chi siano i veri mostri della storia.

Mamma che rabbia non potervi dire di più!

In definitiva, però, Noi è un film che consiglio caldamente a chiunque ami il cinema thriller / horror che provoca e fa riflettere, anche in maniera empatica e dolorosa.

Uscite dalla sala, guardatevi allo specchio, provate a ripetere a voce alta che il mostro non siete voi… o Noi.

Ricordo a tutti quanti vorranno scoprire il nuovo film di Jordan Peele che Noi uscirà nelle sale italiane il prossimo 4 aprile.

77%

Noi

Un film dal potere eversivo e riflessivo straordinario, con performance attoriali di livello, penalizzato da un finale non all'altezza e da uno sviluppo a sorpresa che sorpresa non è.

  • La storia costringe a riflettere e ciò che nasce da questa riflessione è più terrificante del film
  • Lupita Nyong'o regala un'interpretazione straordinaria
  • Finale troppo "dettagliato" che rovina l'atmosfera di mistero
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