Star Trek: Discovery, con ‘Fratello’ ricomincia l’epopea di Burnham – Recensione

star trek discovery 3

E venne il giorno in cui finalmente Netflix ci riporta dove nessun uomo è mai giunto prima, con la prima puntata della nuova stagione di Star Trek: Discovery, Fratello. Lo scorso anno la nuova serie ambientata nell’universo creato da Gene Roddenberry aveva spaccato in due la comunità trekkie, tra chi si schierò subito a favore delle avventure di Michael Burnham e chi, come inizialmente il sottoscritto, nutriva poca stima per una visione di Star Trek in cui il rispetto del canone pareva essere a dir poco inesistente.

Finalmente disponibile su Netflix, il primo episodio della seconda stagione di Star Trek: Discovery!

Al finale di stagione, Mi prenderai per mano?, la nuova incarnazione di Star Trek, al netto di alcuni piccoli difetti, mi aveva ormai catturato. Anche perché siamo onesti, vedere comparire così sul finale l’Enterprise, con tanto di musica per le grandi occasioni, non poteva che colpire nei sentimenti un vecchio trekkie.

Per un anno abbiamo atteso di scoprire come si sarebbe espanso l’universo di Star Trek con la seconda stagione di Discovery. Tra annunci di arrivi eccellenti dalla serie classica alla presenza di una trama che prometteva faville, l’hype è stato debitamente pompato da Kurtzman e soci. E Fratello ha il compito di mostrare che l’attesa è stata ben motivata, offrendoci un primo sguardo a cosa ci attende a borde della Discovery.

Star Trek: Discovery 2 Pike

L’arrivo dell’Enterprise, con buona pace dei fan, non porta buone notizie, ma anzi precipita Burnham e soci in un nuovo pericolo per la Federazione. La comparsa di un misterioso fenomeno interstellare ha infatti causato sconcerto e preoccupazione nei vertici della Flotta, che hanno quindi posto il capitano Christopher Pike (Anson Mount) provvisoriamente al comando della Discovery, dato che l’Enterprise è in male arnese.

Negli scorsi mesi si è parlato molto di come l’arrivo dell’Enterprise potesse influenzare il comportamento della protagonista, Burnham. Cresciuta come una sorellastra con Spock, il personaggio di Soneqa Martin-Green era al centro delle attenzioni dei fan, curiosi di scoprire come questo ignoto legame possa inserirsi all’interno della saga. La presenza di questa complessa relazione permea alcuni momenti di Fratello, grazie all’assenza assordante di Spock, che colpisce tanto Burnham quanto Pike.

Gli eventi si susseguono rapidi, con un alto tasso di azione che riesce ad  essere comunque ben bilanciata da una cura nella gestione emotiva dei personaggi. Pur aspettandomi alcuni passaggi obbligatori, Fratello mi ha colpito per l’ottimo lavoro sulle dinamiche interpersonali in cui vecchie ferite stanno ancora guarendo, consentendo ai protagonisti di venire resi ancora più profondi, lanciando alcuni segnali che mostrano del potenziale per il proseguire della stagione.

A dare spessore a questo primo episodio della nuova stagione di Star Trek: Discovery è in particolare il modo in cui vengono trattati gli animi dei personaggi. Non solo Burnham viene analizzata nel profondo, ma anche altri personaggi a lei molto vicini, come Stamets e Tilly sono al centro dell’attenzione, dando loro un tocco di realismo emotivo che ben si sposa con la serie.

STAR TREK: DISCOVERY

Ciò che più mi interessava, in questo primo episodio, era però l’arrivo di Pike. I fan della serie ben ricordano come la figura dell’allora commodoro avesse un ruolo particolarmente centrale nell’animo di Spock, ben narrato nell’episodio L’Ammutinamento (ma ne riparleremo presto). Anson Mount deve interpretare un personaggio che rappresenta un punto nodale in ogni timeline di Star Trek, che abbia il volto di Jeffrey Hunter o di Bruce Greenwood. Ma come influirà questa presenza su Burnham? I due precedenti capitani della donna, Georgiou e Lorca, hanno inevitabilmente segnato, nel bene o nel male, l’ufficiale della Discovery, che tramite quelle esperienze si sta formando per arrivare al suo ambito sulla poltrona centrale.

Pike si presenta come un capitano totalmente diverso dai precedenti due, deciso ad essere più leggero nell’imporre il suo volere e molto più aperto con i suoi sottoposti. L’equipaggio della Discovery deve adeguarsi a questo nuovo arrivo, vincendo una certa ritrosia nel cambiare nuovamente occupante della scomoda poltrona. E gli sceneggiatori lavorano bene su questo aspetto, alternando l’imbarazzo di Tilly alla rigidità di Saru nell’accogliere Pike, con un Anson Mount particolarmente a suo agio nel ruolo.

Consci di dover affrontare le critiche dei fan sull’aderenza al canone classico della serie, gli sceneggiatori di Star Trek: Discovery hanno voluto inserire anche degli inside jokes che stuzzicano la memoria dei trekkies della vecchia guardia. Lo ammetto, nel veder il bigliettino letto da Pike è stato inevitabile ripensare al celebre pilot The Cage, ennesimo segno di affetto che unisce spettatore e sceneggiatori.

star trek discovery enterprise discovery

Con Fratello si respira quell’aria di Star Trek che forse mancava un pochino in precedenza, specialmente nella prima parte della precedente stagione. Il sentire il richiamo all’apertura della serie classica in avvio di episodio e la presenza delle divise ‘classiche’ sono dei piccoli richiami che fanno la differenza, capaci di creare un legame con quanto precedentemente visto e lasciare comunque libera Star Trek: Discovery di esplorare nuovi, strani mondi.

Alla conclusione di Fratello, mi è rimasta la curiosità di scoprire come siano legati Burnham e Spock, e quale sarà il loro ruolo nel futuro della serie. La presenza di nuovi personaggi e lo spettacolo visivo che contraddistingue Star Trek: Discovery sono due elementi che possono garantire a questa seconda stagione un carattere ben marcato.

Visto come si è sviluppata la precedente stagione, credo sia più indicato evitare di analizzare ogni singolo episodio, ma vivere la nuova stagione di Star Trek: Discovery nel suo complesso, scoprendo quanto la comparsa di queste nuove anomalie spaziali potranno sconvolgere Burnham e il resto della Federazione.

Tai nasha, no karosha!

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