È morto Gordon Moore, fondatore di Intel e ideatore della legge sull’evoluzione dei microprocessori

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Gordon Moore, co-fondatore di Intel e padre della legge sull’evoluzione tecnologica dei chip per computer che porta il suo nome, è morto ieri all’età di 94 anni.

Dopo aver frequentato la facoltà di chimica e fisica presso l’Università della California, Berkeley e il California Institute of Technology, ottenne il dottorato in chimica proprio presso la (CalTech).  Da ricercatore presso la giovane azienda californiana Shockley Semiconductor, con alcuni colleghi nel 1957 fondò la Fairchild Semiconductor, compagnia presso la quale elaborò la teoria sullo “sviluppo dei microprocessori” che, successivamente, prese il nome di Legge di Moore, un principio tutt’oggi ancora valido.

Dopo 11 anni dedicati alla Fairchild, Gordon Moore abbraccio una nuova visione tecnologica che lo porterà a fondare il primo colosso dell’industria dei processori per computer: la Intel, azienda innovatrice nel campo delle CPU che ha fatto la storia dell’informatica.

Nel 1965, mentre lavorava per un’altra azienda, la Fairchild Semiconductor, Gordon Moore predisse, in un articolo pubblicato dalla rivista Electronics, che la densità dei transistor nei microprocessori sarebbe raddoppiata ogni anno. Modificò la sua teoria nel 1975, calcolando un raddoppio ogni due anni. Carver Mead, un altro pioniere dei microchip, diede il nome di ‘Legge di Moore’ a questo principio ancora valido dopo decenni.

Cosa è la Legge di Moore?

Nella sua più recente formulazione, la Legge di Moore recita: “La complessità di un microcircuito, misurata per esempio tramite il numero di transistor per chip, raddoppia ogni 18 mesi (e quadruplica quindi ogni 3 anni)”.

La legge, che trae origine da un’osservazione empirica David House, è basata su quelle precedenti di Gordon Moore il quale, nel 1965, ipotizzò che il numero di transistor nei microprocessori sarebbe raddoppiato ogni 12/24 mesi circa. Nel 1975 la Legge di Moore predisse correttamente proprio l’evoluzione delle CPU e, all’inizio degli anni ’80, si rivelò ancora più corretta con la “potenza” dei processori che raddoppiò costantemente ogni due anni per tutto il decennio, salvo essere rielaborata nella sua attuale formulazione a partire dall’inizio degli anni ’90, con il numero dei transistor dei processori destinato a raddoppiare ogni 18 mesi.

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