Lun 26 Gennaio, 2026
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James Gunn potrebbe introdurre Wonder Woman in Man of Tomorrow

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James Gunn starebbe preparando uno dei momenti più attesi dai fan DC. Secondo nuove indiscrezioni, Wonder Woman potrebbe fare il suo debutto nel nuovo DCU proprio in Man of Tomorrow, il sequel di Superman attualmente in sviluppo. Un’entrata in scena che segnerebbe un passaggio chiave nella costruzione dell’universo condiviso immaginato da Gunn.

Le informazioni, ancora non ufficiali, suggeriscono che il film verrà utilizzato come piattaforma per reintrodurre uno dei personaggi più iconici della DC, senza affidarle subito un progetto solista. Una scelta che richiama strategie già viste in passato e che permetterebbe di inserirla gradualmente nel nuovo equilibrio narrativo.

Wonder Woman al centro dei piani del nuovo DCU

Secondo quanto riportato da Jeff Sneider durante The Hot Mic, James Gunn avrebbe già avviato colloqui di casting per la nuova incarnazione di Wonder Woman. Sneider ha confermato di aver appreso che Gunn avrebbe incontrato diverse attrici prima della fine dello scorso anno, rafforzando l’idea che il personaggio sia una priorità concreta.

Lo stesso Sneider ha anche sostenuto le dichiarazioni del cohost John Rocha, secondo cui Man of Tomorrow sarà il film che introdurrà ufficialmente la Wonder Woman del DCU. Al momento non esistono conferme dirette da parte di Warner Bros., ma le voci sembrano convergere tutte nella stessa direzione.

Wonder Woman Cheetah

Il casting e il profilo cercato da Gunn

Il tema del casting appare centrale. Secondo l’insider MyTimeToShineHello, la produzione starebbe valutando attrici giovani e in ascesa, con caratteristiche molto precise. L’età dovrebbe aggirarsi intorno ai vent’anni, l’altezza sarà un fattore rilevante e saranno richieste competenze fisiche e di combattimento. Non si tratterebbe quindi solo di una scelta d’immagine, ma di un ruolo pensato per avere una forte presenza fisica sullo schermo.

Gunn non ha ancora annunciato nulla in via ufficiale, ma il fatto che i colloqui siano già iniziati lascia intendere che l’ingresso di Wonder Woman non sia un’ipotesi lontana. Come già accaduto con Batman v Superman: Dawn of Justice, anche in questo caso l’eroina verrebbe introdotta all’interno di un racconto corale, prima di avere spazio in una storia tutta sua.

Il film standalone di Wonder Woman, infatti, rimane nei piani. La sceneggiatura è attualmente affidata ad Ana Nogueira, già coinvolta nel progetto Supergirl, segno che il personaggio avrà un ruolo di primo piano nel futuro del DCU.

Man of Tomorrow e l’espansione dell’universo DC

Nonostante queste possibili novità, Man of Tomorrow resterà incentrato su Superman, con David Corenswet di nuovo nei panni dell’Uomo d’Acciaio e Nicholas Hoult nel ruolo di Lex Luthor. I due personaggi, secondo le indiscrezioni, si troveranno in una situazione complessa che li vedrà contrapposti a Brainiac, interpretato da Lars Eidinger.

Il film continuerà anche a sviluppare il contesto condiviso, con il ritorno di Rachel Brosnahan come Lois Lane e Frank Grillo nei panni di Rick Flag Sr. È stato inoltre chiarito che Batman non apparirà fisicamente, ma verrà menzionato, rappresentando il primo riferimento live-action al nuovo Cavaliere Oscuro del DCU.

Se Wonder Woman dovesse davvero debuttare in Man of Tomorrow, il messaggio sarebbe chiaro: James Gunn è pronto a iniziare la formazione dei pilastri fondamentali della DC sul grande schermo. L’uscita del film è fissata per il 9 luglio 2027, e potrebbe segnare un punto di svolta decisivo per il nuovo corso cinematografico dell’universo DC.

Magic: The Gathering prende vita con Jim Henson Company nel corto dedicato a Lorwyn

Mentre Magic: The Gathering si prepara a un nuovo anno ricco di collaborazioni “Universes Beyond”, Wizards of the Coast ha deciso di iniziare il 2026 guardando dentro se stessa. Il gioco tornerà infatti su uno dei piani più amati dai fan storici con Lorwyn Eclipsed, un’espansione originale che riporterà al centro della scena il mondo fiabesco e ambivalente di Lorwyn e Shadowmoor, rivisitato per la prima volta dal 2008.

Per accompagnare questo ritorno, Wizards of the Coast ha scelto una strada inaspettata ma perfettamente coerente con l’anima del piano: una collaborazione con la Jim Henson Company, culminata in un cortometraggio pensato per celebrare la mitologia interna di Magic, senza sconfinare in crossover esterni.

Il corto “The Ballad of Squen and Cragg”

In vista dell’uscita dell’espansione, Wizards of the Coast ha presentato un corto intitolato The Ballad of Squen and Cragg. Si tratta di una vera e propria rock ballad realizzata con pupazzi, che racconta la storia di due Boggart intenti a interrogarsi su cosa possa esistere oltre le aurore che collegano, ma allo stesso tempo separano, il luminoso mondo di Lorwyn e l’oscuro regno di Shadowmoor.

Il corto segue un’impostazione volutamente teatrale, fatta di musica, ritmo e dialoghi semplici, ma riesce comunque a toccare corde più profonde. Attraverso il canto di Squen e Cragg, il racconto diventa una riflessione sull’identità e sulla doppia natura dell’esistenza, temi che hanno sempre definito il piano di Lorwyn-Shadowmoor all’interno dell’universo di Magic: The Gathering.

Jim Henson Company e il fantasy oscuro

La scelta della Jim Henson Company appare naturale. Il suo legame con il fantasy dalle tinte fiabesche e inquietanti, evidente in progetti come Dark Crystal, si sposa senza sforzo con l’approccio particolare che Magic ha sempre avuto verso i cliché del fantasy classico. Il risultato è un corto che riesce a essere leggero e malinconico allo stesso tempo, volutamente strano, con quel pizzico di ingenuità che lo rende memorabile.

Guardando il filmato, si percepisce un affetto sincero per il materiale originale. Non c’è ironia distaccata, ma il desiderio di raccontare Lorwyn per quello che è sempre stato: un mondo colorato e luminoso, che convive con la sua controparte oscura senza mai separarsene davvero.

Una celebrazione della lore di Magic

Questa collaborazione avrebbe potuto facilmente prendere un’altra direzione. Un Secret Lair a tema pupazzi o un crossover diretto con Dark Crystal sarebbero stati perfettamente in linea con le abitudini recenti di Magic, ma avrebbero probabilmente acceso le solite discussioni tra i fan. Invece, Wizards of the Coast ha scelto di mantenere il progetto al di fuori del gioco, usando il corto come strumento narrativo e celebrativo.

In un anno in cui le collaborazioni di alto profilo rischieranno di dominare l’attenzione, questo progetto su Lorwyn appare come un promemoria chiaro: Magic continua a credere nelle proprie storie e nei propri mondi. Lorwyn Eclipsed non sarà solo un’espansione, ma un ritorno consapevole alle radici narrative del gioco.

L’espansione Lorwyn Eclipsed arriverà nei negozi il 23 gennaio, pronta a riportarci in uno dei piani più iconici e amati di Magic: The Gathering.

Il Signore degli Anelli: La caccia a Gollum è alla ricerca di un giovane Aragorn

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La Terra di Mezzo sta tornando davvero a muoversi, e questa volta lo fa in modo concreto. Con l’inizio delle riprese previsto per l’estate, Il Signore degli Anelli: La caccia a Gollum sta entrando in una fase decisiva. In queste settimane, infatti, il casting è diventato il cuore del progetto e l’attenzione si sta concentrando su uno dei ruoli più delicati in assoluto: Aragorn.

Il film era stato annunciato nel 2024 e rappresenterà il primo lungometraggio ambientato nella Terra di Mezzo dopo Lo Hobbit: La battaglia delle Cinque Armate del 2014. La storia sarà ambientata prima degli eventi de La Compagnia dell’Anello, andando a colmare un periodo narrativo solo accennato nei film originali.

Un ritorno importante per la Terra di Mezzo

Alla regia ci sarà Andy Serkis, che tornerà anche a vestire i panni di Gollum grazie alla performance capture. La sceneggiatura sarà firmata da Philippa Boyens e Fran Walsh, affiancate da Phoebe Gittins e Arty Papageorgiou, già coinvolti ne Il Signore degli Anelli: La guerra dei Rohirrim. Alla produzione troveremo Peter Jackson, a conferma di una forte continuità creativa con la trilogia originale.

L’obiettivo, ormai chiaro, non sarà quello di realizzare un film isolato. La caccia a Gollum aprirà la strada a una nuova fase cinematografica dedicata all’opera di J.R.R. Tolkien, pensata per svilupparsi nel tempo con più titoli destinati al grande schermo.

Il nuovo Aragorn e le audizioni in corso per La Caccia a Gollum

Al momento sono stati confermati ufficialmente solo alcuni ritorni storici. Andy Serkis riprenderà il ruolo di Gollum, Ian McKellen tornerà come Gandalf il Grigio ed Elijah Wood interpreterà di nuovo Frodo. Aragorn avrà un ruolo centrale nella storia, ma Viggo Mortensen non tornerà a interpretarlo.

Secondo quanto riportato da TheOneRing.net, le audizioni per Aragorn sono già iniziate. La produzione sarebbe alla ricerca di un attore più giovane, coerente con l’ambientazione temporale del film, che si colloca circa vent’anni prima de La Compagnia dell’Anello. I casting si starebbero svolgendo sia a Londra che in Nuova Zelanda, con una forte preferenza per incontri dal vivo.

Interessante notare come la ricerca non sia limitata ai nomi più noti. Accanto ad attori già affermati, Warner Bros. e Serkis sarebbero aperti anche a volti completamente nuovi, ridimensionando molte delle ipotesi di fan casting circolate online. Alcuni nomi spesso citati, come Ben Barnes o Sebastian Stan, sarebbero stati esclusi perché considerati troppo maturi per la visione del personaggio in questa fase della sua vita.

Un ruolo destinato a durare nel tempo

Scegliere Aragorn non sarà una decisione rapida né semplice. Chi verrà selezionato potrebbe accompagnare il personaggio in più film futuri, diventando il volto di una nuova era della Terra di Mezzo. Proprio per questo motivo il casting viene trattato come uno degli snodi più importanti dell’intero progetto.

Ian McKellen ha recentemente confermato che la produzione sta procedendo spedita, anticipando che le riprese inizieranno a maggio. Senza sbilanciarsi troppo, ha lasciato intendere che il film sarà fortemente incentrato su Gollum, pur confermando la presenza di Frodo e Gandalf.

Per ora non ci saranno altri dettagli ufficiali, ma l’attesa è già alta. Il Signore degli Anelli: La caccia a Gollum arriverà nelle sale il 17 dicembre 2027, segnando l’inizio di un nuovo capitolo cinematografico per uno dei mondi fantasy più amati di sempre.

Godzilla Minus Zero: svelata la data di uscita del film evento del 2026

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Godzilla è pronto a tornare al cinema con un nuovo, attesissimo capitolo. Godzilla Minus Zero, sequel diretto dell’acclamato Godzilla Minus One, ha finalmente una data di uscita ufficiale e il tempismo scelto da Toho non è affatto casuale. Il film arriverà nelle sale giapponesi il 3 novembre, mentre l’uscita nordamericana è fissata per il 6 novembre, a soli tre giorni di distanza (per l’Italia non abbiamo ancora una data). Una scelta rara per una produzione giapponese dedicata al Re dei Mostri, che ridurrà quasi a zero l’attesa tra un territorio e l’altro.

La data del 3 novembre ha un valore simbolico enorme per il franchise. È infatti il Godzilla Day, l’anniversario dell’uscita del primo Godzilla del 1954, un riferimento che lega direttamente Godzilla Minus Zero alle origini della saga.

Un’eredità pesantissima dopo il successo di Minus One

Il nuovo film arriverà dopo un risultato storico. Godzilla Minus One, uscito nel 2023 proprio il 3 novembre in Giappone, è diventato il film giapponese su Godzilla con il maggiore incasso di sempre. Il successo non si è fermato al botteghino. Il film ha scritto una pagina fondamentale nella storia del cinema vincendo l’Oscar per i Migliori effetti visivi, diventando il primo lungometraggio giapponese a ottenere questo riconoscimento.

Anche fuori dal Giappone l’impatto è stato enorme. In Nord America, Minus One ha incassato 56 milioni di dollari, stabilendo il record come film live-action in lingua giapponese più redditizio di sempre nella regione. Un risultato che ha trasformato il sequel in uno degli eventi cinematografici più attesi del 2026.

Takashi Yamazaki torna al comando del progetto

Alla guida di Godzilla Minus Zero tornerà Takashi Yamazaki, che ricoprirà nuovamente il triplo ruolo di regista, sceneggiatore e supervisore degli effetti visivi. La produzione è già in corso presso i Toho Studios, con Robot coinvolta nella produzione e Shirogumi responsabile del comparto visivo, confermando l’approccio che unisce effetti pratici e digitali.

I dettagli sulla trama restano volutamente segreti, ma il titolo Minus Zero, annunciato durante il Godzilla Fest dello scorso novembre, ha già acceso molte teorie. Se Minus One riportava il mito di Godzilla a un punto di devastazione totale, questo nuovo capitolo sembra voler spingere ancora più indietro, sia sul piano simbolico che narrativo.

Yamazaki ha anche parlato apertamente del suo rapporto con la tecnologia. Ha ricordato come Godzilla Minus One sia stato realizzato con un budget sorprendentemente contenuto, circa 15 milioni di dollari, e come il sequel avrà probabilmente più margine economico. Nonostante questo, il regista continuerà a privilegiare tecniche tradizionali, miniature e riprese fisiche, pur riconoscendo che in futuro sarà inevitabile confrontarsi con strumenti più avanzati.

Un’uscita pensata come evento globale

La scelta di una uscita quasi simultanea tra Giappone e Nord America segna un cambio di strategia importante per Toho. Godzilla Minus Zero non sarà solo un sequel, ma un vero evento globale, costruito per coinvolgere il pubblico internazionale fin dal primo giorno.

Con una data simbolica, un autore ormai centrale nella nuova era del franchise e un’eredità artistica e commerciale pesantissima, Godzilla Minus Zero si prepara a essere uno dei film più discussi del 2026. Novembre sembra ancora lontano, ma l’attesa è già altissima.

Black Mirror rinnovata per l’ottava stagione: la serie tornerà su Netflix

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Black Mirror continuerà il suo viaggio su Netflix. La piattaforma ha confermato ufficialmente il rinnovo della serie antologica creata da Charlie Brooker per una ottava stagione, consolidando il ritorno di uno dei titoli più influenti della televisione contemporanea. L’annuncio arriva in un momento particolarmente positivo per la serie, reduce dalle prime nomination ai Golden Globe della sua storia.

Brooker ha già iniziato a lavorare ai nuovi episodi e, come da tradizione, promette un’evoluzione coerente ma sorprendente. L’obiettivo sarà restare fedeli allo spirito di Black Mirror, spingendosi però ancora una volta in territori narrativi diversi.

Charlie Brooker e la ricerca di nuovi generi per Black Mirror 8

In una recente intervista rilasciata a Tudum, Charlie Brooker ha raccontato di essere già immerso nella fase creativa della nuova stagione. Secondo l’autore, l’approccio alla scrittura di Black Mirror passa sempre da una riflessione su ciò che la serie non ha ancora esplorato.

Brooker ha spiegato che ogni nuova storia nasce come un esperimento, quasi come scegliere il brano successivo di un album. Il tono, il genere e l’atmosfera diventano elementi centrali già in fase di ideazione. Nel corso degli anni, la serie ha attraversato horror, fantascienza pura, satira sociale e persino la commedia romantica, dimostrando una libertà creativa rara per una produzione di lunga durata.

Questa continua reinvenzione è uno dei motivi per cui Black Mirror riesce ancora a sorprendere, evitando di ripetersi nonostante una struttura antologica ormai ben riconoscibile.

Il successo della settima stagione e le nomination

La conferma dell’ottava stagione arriva poco dopo un traguardo importante. La settima stagione di Black Mirror ha ottenuto nomination ai Golden Globe, un risultato storico per la serie. È stata candidata come miglior serie antologica o miniserie, mentre Rashida Jones e Paul Giamatti hanno ricevuto riconoscimenti per le loro interpretazioni.

Dal punto di vista creativo, la settima stagione ha segnato un punto di svolta. Per la prima volta, Black Mirror ha proposto un episodio sequel, riprendendo la storia di “USS Callister” dalla quarta stagione. Cristin Milioti è tornata nel ruolo di Nanette Cole, dando continuità a uno degli episodi più amati dal pubblico.

Ha fatto discutere anche “Bête Noire”, il secondo episodio, distribuito in due versioni leggermente diverse senza avvisare gli spettatori. Una scelta narrativa perfettamente in linea con i temi della percezione della realtà e della verità soggettiva, da sempre al centro della serie.

Nessuna anticipazione sulla trama, ma nuovi progetti in arrivo

Al momento, Netflix non ha diffuso dettagli su trama o casting della ottava stagione di Black Mirror. La produzione resta avvolta dal massimo riserbo, come spesso accade per la serie, lasciando spazio solo alle dichiarazioni di Brooker sul tono e sull’approccio creativo.

Parallelamente, l’autore è impegnato anche su un altro progetto per Netflix. Si tratta di una serie crime in quattro parti, ancora senza titolo, descritta come profondamente seria. Nel cast figurano Paddy Considine, Lena Headey e Georgina Campbell, segno che Brooker continuerà a muoversi anche al di fuori della fantascienza, pur mantenendo uno stile autoriale molto riconoscibile.

Con l’ottava stagione ormai confermata, Black Mirror si prepara a tornare ancora una volta a disturbare, provocare e far riflettere, restando uno degli appuntamenti più attesi del catalogo Netflix.

Annunciato The Crew: Journey to the Ends of the Earth, in arrivo nel 2026

Il 2026 si preannuncia un anno ricco di novità per gli appassionati di giochi da tavolo cooperative. Thames & Kosmos, editore statunitense, ha annunciato che presenterà al Gen Con 2026 il titolo di punta The Crew: Journey to the Ends of the Earth, sequel standalone del gioco del 2019 The Crew: The Quest for Planet Nine di Thomas Sing.

Un gioco di carte cooperativo che ci porterà in giro per il mondo

Come nel gioco originale, The Crew: Journey to the Ends of the Earth sarà un gioco di prese cooperativo, dove i giocatori dovranno completare missioni collettivamente utilizzando le carte a disposizione. L’obiettivo sarà affrontare sfide insieme, coordinando strategie e decisioni, rendendo ogni partita una vera esperienza di squadra.

Il gioco porterà i partecipanti in un’avventura globale alla ricerca di un tesoro segreto di Carlo Magno, con tappe spettacolari come il Monte Everest, la Foresta Amazzonica e altri luoghi iconici del pianeta. Il percorso sarà pieno di enigmi e colpi di scena, e la storia prenderà forma in base alle scelte dei giocatori: riuscirete a completare la missione in tempo o arriverete troppo tardi? Anche la lava farà la sua comparsa in qualche modo, aggiungendo un elemento di pericolo inaspettato.

 

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Dettagli pratici e disponibilità

Il gioco includerà 25 missioni che comporranno il viaggio dei giocatori e sarà venduto a 15 dollari USA. Thames & Kosmos prevede che le spedizioni inizieranno a metà agosto 2026, permettendo a tutti i fan di tuffarsi nell’avventura subito dopo l’estate.

Con questo sequel, gli appassionati potranno vivere un’esperienza simile a quella originale, ma con nuove sfide, ambientazioni e una narrativa più ampia, perfetta per chi ama i giochi cooperativi pieni di tensione e strategia.

Stranger Things: I Duffer Bros anticipano un misterioso progetto e un’evoluzione diversa da Star Wars o Game of Thrones

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Anche se Stranger Things si è concluso con la quinta stagione, il mondo creato dai Duffer Bros. non è affatto finito. Matt e Ross Duffer hanno rivelato che ci sono ancora novità in arrivo, tra cui un progetto segreto di cui per ora non possono parlare, diverso dal già annunciato live-action spinoff.

In un’intervista con Entertainment Weekly, Matt ha spiegato che il piano per il futuro del franchise sarà intenzionalmente misurato: “È un passo alla volta. C’è una cosa di cui non posso parlare, quindi in realtà ti ho mentito un po’, ma è davvero interessante. Per ora, lo spinoff live-action è l’obiettivo principale.”

Una filosofia diversa da altri franchise

I fratelli Duffer hanno sottolineato che il modo in cui intendono far crescere l’universo di Stranger Things sarà molto diverso da quanto fatto con Game of Thrones o Star Wars. Secondo Matt: “Abbiamo un’idea specifica su come la serie e l’universo di Stranger Things possano continuare. È molto diversa, non vogliamo espandere all’infinito ogni piccolo dettaglio della storia originale.”

Ross ha aggiunto che progetti come Tales from ‘85 e il musical hanno già esplorato i piccoli spazi narrativi lasciati dalla serie. Continuare a riempire solo questi vuoti rischierebbe di diventare forzato. La loro intenzione è invece creare una nuova mitologia, aprendo la strada a storie completamente nuove e personaggi originali.

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Nuovi personaggi e nuovi misteri

Matt ha definito il processo di espansione del franchise “esilarante”, soprattutto per la possibilità di introdurre nuovi personaggi e costruire una mitologia fresca. I dettagli rimangono segreti, in parte perché Netflix monitora attentamente le dichiarazioni, ma i fan possono aspettarsi qualcosa di veramente nuovo rispetto alla serie originale.

Una curiosità interessante: i Duffer hanno anticipato che un piccolo dettaglio dalla quinta stagione giocherà un ruolo centrale nella nuova storia. Si tratta della roccia che Vecna trovò in una valigetta mentre esplorava le caverne da bambino, un momento che molti potrebbero aver trascurato, ma che in futuro risulterà significativo.

Per Lucasfilm, The Ninth Jedi è un nuovo capitolo “spettacolare” per gli anime di Star Wars

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Il legame tra Star Wars e l’animazione giapponese non è più una semplice sperimentazione. Dopo tre stagioni di Star Wars: Visions, accolte molto positivamente dal pubblico, Lucasfilm è pronta a fare un passo decisivo, trasformando uno dei corti più amati in una serie anime completa. Il progetto si intitola Star Wars: Visions Presents – The Ninth Jedi e, a quanto dichiarato internamente, rappresenterà qualcosa di molto più ambizioso rispetto al formato antologico visto finora.

Fin dalla prima stagione di Visions, The Ninth Jedi si è distinto come uno degli episodi più discussi e apprezzati. Il corto non si limitava a raccontare una storia autoconclusiva, ma lasciava intuire un universo narrativo ampio, con personaggi e conflitti pronti a svilupparsi nel tempo. Lucasfilm ha colto subito questo potenziale, decidendo di investire su un’espansione vera e propria.

Da corto anime a serie completa

A spiegare perché The Ninth Jedi fosse il candidato ideale per diventare una serie è stato Josh Rimes, produttore esecutivo di Star Wars: Visions e vicepresidente dello sviluppo e della produzione animata di Lucasfilm. In un’intervista rilasciata a Polygon, Rimes ha raccontato come, già durante la realizzazione delle antologie, fosse emersa l’idea di andare oltre i corti.

Secondo Rimes, molti episodi di Visions avevano mondi e personaggi talmente vivi da sembrare l’inizio di qualcosa di più grande. The Ninth Jedi in particolare dava proprio questa sensazione. L’episodio introduceva Kara, una giovane sensibile alla Forza, coinvolta in una missione che toccava direttamente il futuro dell’Ordine Jedi. Il finale lasciava volutamente molte porte aperte, rendendo quasi inevitabile una continuazione.

Per Lucasfilm, quella storia aveva già una struttura da primo capitolo. Da lì sono partite le conversazioni con il regista Kenji Kamiyama e con lo studio Production I.G, che avevano firmato il corto originale, portando naturalmente alla nascita di una serie limitata.

Il ritorno di Kenji Kamiyama e Production I.G

Kenji Kamiyama tornerà alla regia e supervisionerà le sceneggiature di Star Wars: Visions Presents – The Ninth Jedi, garantendo continuità con il tono e lo stile del corto originale. L’animazione sarà nuovamente affidata a Production I.G, uno studio con una lunga esperienza nel racconto anime di alto livello, noto per la cura visiva e narrativa dei suoi progetti.

La serie sarà ambientata dopo gli eventi del corto e svilupperà direttamente le sue premesse. Al centro resterà il viaggio di Kara, divisa tra la ricerca del padre e il tentativo di contribuire alla rinascita dei Jedi. Due percorsi che, come anticipato da Lucasfilm, potrebbero intrecciarsi ma anche entrare in conflitto, aggiungendo complessità emotiva alla storia.

A differenza di Visions, qui Lucasfilm avrà un coinvolgimento creativo molto più profondo. Non si tratterà solo di affidare un’idea a uno studio esterno, ma di accompagnare l’intero processo, dalla fase di concept fino alla produzione finale.

Il primo vero anime di Star Wars

Questa serie rappresenterà un momento storico per il franchise. The Ninth Jedi sarà infatti il primo anime di Star Wars pensato come serie completa, e non come antologia. Un cambiamento che ha trasformato il progetto in una produzione molto più impegnativa.

Josh Rimes ha definito il lavoro svolto come un’enorme sfida, sottolineando quanto Lucasfilm abbia supportato il team creativo in ogni fase. Il risultato, secondo le sue parole, si sta rivelando “spettacolare” e all’altezza delle aspettative.

Al momento non esiste ancora una data di uscita precisa, ma Star Wars: Visions Presents – The Ninth Jedi è atteso nel corso di quest’anno. L’idea di vedere una storia nata come corto trasformarsi in una serie anime strutturata sta già accendendo l’entusiasmo dei fan. Se questa sarà la direzione futura dell’animazione di Star Wars, il viaggio sembra appena cominciato.

Star Wars: Starfighter avrà un duello con la spada laser girato anche da Tom Cruise

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Il ritorno di Star Wars al cinema inizierà presto, ma lo sguardo di molti è già puntato più avanti. Dopo The Mandalorian & Grogu, il vero evento arriverà nel 2027, anno del cinquantesimo anniversario della saga. In quell’occasione tornerà nelle sale anche il montaggio cinematografico originale di Star Wars: Una nuova speranza, insieme all’uscita di Star Wars: Starfighter, primo film ambientato dopo la trilogia sequel.

Diretto da Shawn Levy e interpretato da Ryan Gosling, il progetto si preannuncia come uno dei capitoli più discussi degli ultimi anni. Ora, grazie a un curioso retroscena dal set, sappiamo che includerà anche un duello con la spada laser girato in modo del tutto inatteso, con il coinvolgimento diretto di Tom Cruise.

Un set affollato di grandi nomi

In un’intervista al New York Times, Shawn Levy ha raccontato che il set di Starfighter è diventato una sorta di punto di ritrovo per star di Hollywood. Tra una visita e l’altra, il regista ha citato anche Steven Spielberg, ma il momento più surreale è stato l’arrivo di Tom Cruise.

Cruise si è presentato sul set in elicottero, con il tema di Mission: Impossible sparato dagli altoparlanti. Per scherzo, Levy gli ha proposto di mettersi dietro la macchina da presa. La battuta si è trasformata in realtà nel giro di pochi secondi. L’attore ha preso in mano la camera e ha iniziato a girare, rovinando, a detta del regista, anche un bel paio di scarpe.

Un duello con la spada laser fuori dagli schemi

Quella che poteva sembrare solo una gag si è rivelata parte integrante di una scena importante. In quel momento, Levy stava girando un duello con la spada laser ambientato nell’acqua, in quello che viene descritto come uno stagno fangoso. Tom Cruise ha finito per riprendere direttamente una parte della sequenza.

Il dettaglio più interessante è che sul set non si trattava di semplici prove. Le “spade laser” venivano realmente brandite durante le riprese, a conferma che la scena sarà un vero scontro e non un semplice accenno visivo. Quando il pubblico vedrà il film, saprà che una parte di quel duello è stata girata proprio da Cruise.

Jedi, Sith e nuove ipotesi sul futuro della saga

L’uso delle spade laser nei film di Star Wars è sempre stato gestito con grande attenzione. Lucasfilm le considera un simbolo centrale, da usare con criterio. Il fatto che Shawn Levy parli apertamente di un duello suggerirà quindi la presenza concreta di Jedi e di un antagonista altrettanto potente.

Con Matt Smith e Mia Goth nei ruoli dei villain, è facile immaginare personaggi legati al lato oscuro, magari non Sith in senso classico ma figure simili a quelle viste in Ahsoka, come Baylan Skoll e Shin Hati. Un’idea che si inserirà bene nel canone attuale.

Star Wars: Starfighter sarà ambientato cinque anni dopo L’ascesa di Skywalker, in un periodo in cui Rey avrebbe iniziato a ricostruire l’Ordine Jedi. Questo renderà il film il primo vero sguardo sulla galassia dopo la trilogia sequel, con i Jedi di nuovo presenti e attivi.

Resta aperta anche la domanda su Ryan Gosling. Il suo personaggio viene descritto come un pilota, ma in Star Wars il talento nel volo è spesso legato alla Forza. Potrebbe trattarsi di un ex Jedi, di un sensibile alla Forza o di qualcosa a metà. Per ora sono solo ipotesi, ma il duello girato con l’aiuto di Tom Cruise aggiunge ulteriore fascino a un film che farà parlare molto di sé.

Sam Rockwell prova a salvare il mondo nel folle trailer di Good Luck, Have Fun, Don’t Die

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È stato diffuso il trailer completo di Good Luck, Have Fun, Don’t Die, nuovo film di fantascienza firmato Gore Verbinski, e il risultato lascerà poche certezze ma parecchia curiosità. Parliamo di una storia che sceglierà deliberatamente la strada dell’eccesso, mescolando fantascienza, ironia e una buona dose di caos controllato. Il film verrà distribuito da Briarcliff Entertainment e arriverà nei cinema a stelle e strisce il 13 febbraio 2026 (per l’Italia non abbiamo ancora una data).

Fin dalle prime immagini sarà chiaro che non si tratterà di una classica avventura sci-fi. Il tono punterà su idee assurde, dialoghi taglienti e una riflessione nemmeno troppo nascosta sul rapporto tra tecnologia, intelligenza artificiale e scelte umane. Il tutto senza mai prendersi davvero sul serio.

Una notte a Los Angeles che cambierà tutto

La storia si svolgerà quasi interamente nell’arco di una sola notte, all’interno e nei dintorni di un diner di Los Angeles. Quella che sembrerà una serata qualsiasi prenderà una piega improvvisa quando un uomo, interpretato da Sam Rockwell, irromperà nel locale sostenendo di provenire da un futuro devastato dall’intelligenza artificiale.

Secondo il suo racconto, il mondo sarà a un passo dall’estinzione e solo un gruppo molto specifico di persone, proprio quelle presenti nel diner, potrà impedirlo. La missione si svilupperà nell’arco di sei isolati cittadini e poche ore, in una corsa disperata contro il tempo per fermare una IA fuori controllo prima che cancelli ogni cosa.

Il film userà questa premessa per giocare con situazioni surreali, colpi di scena e un umorismo che punterà spesso sull’assurdo, senza rinunciare a una critica diretta all’ossessione tecnologica e alla presunzione umana di poter controllare tutto.

Sam Rockwell al centro di un cast corale

Sam Rockwell guiderà il cast nei panni del misterioso uomo del futuro, un ruolo che sembrerà cucito su misura per il suo stile imprevedibile. Accanto a lui troveremo Michael Peña, Juno Temple, Haley Lu Richardson, Zazie Beetz, Asim Chaudhry e Tom Taylor, tutti coinvolti in una dinamica di gruppo che prometterà ritmo e interazioni brillanti.

Dal trailer emergerà chiaramente l’intenzione di sfruttare il talento del cast non solo per l’azione, ma soprattutto per sostenere dialoghi rapidi e situazioni al limite del paradosso. La chimica tra i personaggi sarà uno degli elementi chiave su cui il film farà affidamento.

Il ritorno di Gore Verbinski alla fantascienza

Alla regia ci sarà Gore Verbinski, al suo primo film dopo La cura dal benessere del 2016. Il suo ritorno dietro la macchina da presa attirerà molta attenzione, soprattutto considerando una filmografia che spazierà da The Ring alla trilogia originale di Pirati dei Caraibi, passando per Rango. Con Good Luck, Have Fun, Don’t Die, Verbinski tornerà a esplorare territori più sperimentali e sopra le righe.

La sceneggiatura sarà firmata da Matthew Robinson, già autore di Love and Monsters e Dora e la città perduta. Il film ha già fatto parlare di sé dopo le anteprime al Fantastic Fest e al Beyond Fest nel 2025, dove avrebbe ricevuto reazioni molto positive. Questo entusiasmo iniziale, unito a quanto mostrato dal trailer, farà pensare a un titolo destinato a diventare un piccolo cult per gli amanti della fantascienza fuori dagli schemi.

Disney annuncia il cast del live-action di Rapunzel: scelti Rapunzel e Flynn Rider

Disney ha finalmente individuato i protagonisti del live-action di Rapunzel, adattamento in carne e ossa del celebre film d’animazione del 2010. A vestire i panni di Rapunzel sarà Teagan Croft, mentre Milo Manheim interpreterà Flynn Rider. La notizia conferma che il progetto, dopo una fase complessa, entrerà ora in una nuova fase di sviluppo più concreta.

La selezione dei due attori arriverà al termine di una lunga ricerca condotta tra Stati Uniti e Regno Unito, con screen test effettuati alla fine dello scorso anno. Disney sembrerà quindi voler puntare su interpreti giovani ma già noti al pubblico, capaci di sostenere un film che dovrà confrontarsi con un classico molto amato.

Rapunzel in live-action, un progetto atteso tra stop e ripartenze

Il live-action di Rapunzel era stato segnalato come in sviluppo già alla fine del 2024. Da allora, il percorso non sarà lineare. Il progetto verrà temporaneamente sospeso nella primavera del 2025, in seguito ai risultati deludenti al botteghino di Biancaneve, altro adattamento live-action della casa di Topolino. La produzione riprenderà poi alcuni mesi dopo, segno che Disney non avrà intenzione di rinunciare a uno dei suoi titoli più popolari degli ultimi anni.

Alla regia troveremo Michael Gracey, già noto per The Greatest Showman, mentre la sceneggiatura verrà firmata da Jennifer Kaytin Robinson, conosciuta per il suo lavoro su Thor: Love and Thunder. La produzione sarà affidata a Kristin Burr, nome già legato a Crudelia. Al momento non è stata comunicata una data di uscita ufficiale, ma l’annuncio del cast principale lascia intendere che i tempi inizieranno a stringersi.

Il successo del film animato originale

Il film animato Rapunzel del 2010 raccontava la storia della giovane principessa dai capelli magici, rinchiusa in una torre e desiderosa di scoprire il mondo. L’incontro con il ladro dal cuore d’oro Flynn Rider darà il via a un’avventura romantica e piena di umorismo. Nella versione originale, le voci erano quelle di Mandy Moore e Zachary Levi.

Il successo sarà enorme. Il film incasserà oltre 590 milioni di dollari nel mondo e darà origine a uno speciale animato, Rapunzel – Prima del sì, oltre alla serie televisiva Rapunzel – La serie, andata in onda per tre stagioni sul Disney Channel. Un’eredità importante, che renderà il confronto con il live-action inevitabile.

Tra fedeltà e nuove scelte creative

Il nuovo adattamento verrà descritto come potenzialmente fedele allo spirito originale, anche se molto dipenderà dalle scelte creative finali. In passato si era parlato di Scarlett Johansson per il ruolo di Madre Gothel, antagonista centrale della storia, ma al momento non ci sono conferme ufficiali sul casting del personaggio.

Il film si inserirà in una strategia più ampia di Disney, che continuerà a investire nei remake dal vivo. Tra i titoli in arrivo figurerà anche Oceania, previsto per il 10 luglio 2026, con Dwayne Johnson di nuovo nei panni di Maui. In questo contesto, Rapunzel dovrà dimostrare di avere una propria identità e di saper conquistare sia chi è cresciuto con l’animazione sia un pubblico nuovo.

StarCraft: è in arrivo un nuovo gioco (ma non è quello che si saremmo aspettati)

Dopo anni di attesa, StarCraft sembra pronto a tornare sotto i riflettori. Secondo quanto riportato da Windows Central, Blizzard avrebbe in programma di svelare un nuovo gioco della saga durante il BlizzCon 2026, ma l’annuncio non riguarderà un tradizionale titolo strategico in tempo reale (RTS), bensì un gioco d’azione in terza persona ambientato nell’universo di StarCraft.

Un cambiamento di genere sorprendente

La saga di StarCraft ha debuttato nel 1998 come uno dei più celebri RTS di sempre, seguito da numerose espansioni e dal sequel StarCraft 2: Wings of Liberty nel 2010. Oltre al remaster del primo gioco nel 2017, Blizzard non aveva sviluppato nuovi titoli principali, lasciando i fan in attesa da diversi anni.

Il nuovo progetto sembra richiamare alla memoria StarCraft: Ghost, il gioco in terza persona annunciato nei primi anni 2000 e poi cancellato, che aveva deluso i fan. Questa volta, Blizzard sembra pronta a riproporre un approccio simile, offrendo un’esperienza d’azione più diretta senza abbandonare completamente l’ambientazione classica del franchise.

Cosa sappiamo finora

Dettagli precisi su gameplay, data di uscita e piattaforme non sono stati divulgati. La natura del progetto suggerisce però un titolo più narrativo e orientato all’azione, distinto dagli RTS storici della serie. Pur non sostituendo StarCraft 3, il gioco potrebbe rappresentare una novità interessante per chi cerca un’esperienza immersiva nell’universo di Koprulu.

I fan più appassionati continuano a chiedere un vero StarCraft 3, e sebbene al momento non ci siano conferme ufficiali, il BlizzCon 2026 potrebbe essere l’occasione per Blizzard di teaserare o dare aggiornamenti su un eventuale seguito principale. Nel frattempo, StarCraft 2 continua a essere giocato regolarmente in tutto il mondo, confermando la longevità e il fascino del franchise.

Un futuro da osservare

Il passaggio a un gioco in terza persona potrebbe sorprendere molti fan, ma rappresenta anche un’opportunità per Blizzard di esplorare nuovi modi di raccontare la storia di StarCraft e attrarre nuovi giocatori. L’importante sarà evitare un destino simile a StarCraft: Ghost, offrendo un prodotto completo e coerente con l’universo della saga.

Il BlizzCon 2026, in programma il 12 e 13 settembre, potrebbe quindi svelare un titolo completamente nuovo e dare qualche indizio sul futuro di StarCraft, sia in termini di espansione dell’universo narrativo sia di possibili sequel strategici. I fan dovranno attendere ancora qualche mese, ma le aspettative sono alte.