NASA: c’e dell’acqua sulla Luna nei siti di allunaggio delle missioni Artemis!

acqua sulla luna vicino siti Artemis

Un grande annuncio è stato dato oggi dalla NASA: grazie al telescopio S.O.F.I.A. è stata rilevata la presenza di acqua a latitudini in cui non si pensava fosse presente sulla Luna. Grazie a questa notizia il programma Artemis, che vede il ritorno dell’umanità sul nostro satellite, potrebbe avere vita molto più facile.

Vediamo insieme le importanti implicazioni di questa scoperta.

La NASA ha annunciato la presenza di quantità rilevanti di acqua sulla Luna nelle zone di possibile atterraggio delle missioni Artemis

La notizia della presenza dell’acqua sulla Luna non è una novità, anche se finora si pensava che fosse localizzata ai poli del nostro satellite, dove il prezioso composto chimico risultasse al riparo dall’irradiazione solare che non l’ha fatta evaporare nel corso degli eoni.

A quanto pare, invece, non è così.

La scoperta è stata effettuata grazie al telescopio a infrarossi S.O.F.I.A. (Stratosfheric Observatory For Infrared Astronomy), strumento che opera in volo installato su di un Boeing. S.O.F.I.A. monitora le emissioni radio nell’infrarosso senza le interferenze atmosferiche che si avrebbero a livello del mare a causa della presenza dell’aria.

Quanta acqua ha trovato S.O.F.I.A. sulla Luna?

Tramite queste analisi è stata confermata la presenza di acqua a latitudini impensabili fino ad ora, e non in misura del tutto marginale. Il comunicato ufficiale della NASA parla di una quantità di 340 grammi per metro cubo di regolite lunare. Questa quantità, pari a quella contenuta in una lattina di bibita gassata, può non sembrare molta ma è sicuramente incoraggiante per quanto riguarda un possibile sfruttamento da parte delle prossime missioni Artemis.

Dopo tutto, fino ad ora si è sempre pensato alla Luna come un corpo estremamente arido e inospitale. Ma questa scoperta ci dice che forse non è proprio così.

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Perché è importante dove è stata trovata l’acqua dalla NASA per il programma Artemis?

È estremamente rilevante il luogo in cui è stata verificata questa presenza. Per ragioni di risparmio di energia, è sempre preferibile che i voli destinati a lasciare un corpo celeste decollino il più vicino possibile all’equatore; infatti, i siti di lancio più importanti al mondo si trovano in Florida, in uno dei punti più a Sud degli Stati Uniti, e a Bajkonur, in un lembo di territorio del Kazakistan ma controllato dalla Russia. Entrambi questi luoghi si trovano lontano dai centri nevralgici dei paesi a cui si riferiscono, ma sono stati scelti grazie alla loro vicinanza alla zona equatoriale terrestre.

Alla stessa maniera, i siti di allunaggio del programma Apollo, e i più papabili per il programma Artemis, si trovano nelle vicinanze dell’equatore lunare. Dato che uno dei propositi principali del programma Artemis non è solo riportare l’uomo (e la prima donna) sul nostro satellite, ma anche stabilire un’installazione permanente sulla Luna, è quindi estremamente importante che si possa trovare dell’acqua nelle vicinanze dei siti prescelti.

Riusciremo a sfruttare questa risorsa in modo pratico?

L’acqua è fondamentale non solo per la vita, ma anche per l’esplorazione spaziale stessa. Grazie all’acqua si può creare propellente per razzi, si può estrarre ossigeno necessario alla respirazione degli astronauti, è d’aiuto in moltissimi processi necessari per stabilire una base lunare permanente.

È ancora troppo presto per stabilire se saremo in grado di sfruttare l’acqua presente nella regolite. Ma la scoperta è estremamente incoraggiante, anche perché le osservazioni compiute da S.O.F.I.A. si riferiscono soltanto fino al massimo di un metro di profondità. Potenzialmente, la quantità di acqua presente a maggiore profondità potrebbe essere maggiore.

Per ora la NASA ha verificato questa concentrazione di acqua nei pressi del cratere Clavius nell’emisfero sud, uno dei più grandi della faccia visibile dalla Terra. Nei prossimi mesi l’agenzia spaziale si occuperà di verificare se si tratta di un caso isolato o se è una concentrazione di acqua tipica.

Insomma, non possiamo sicuramente dire che le prossime vacanze le passeremo a fare il bagno nel Mare della Tranquillità. Ma, tutto sommato, forse da oggi guarderemo al nostro satellite con occhi un pochino diversi!

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