I numeri del Coronavirus: la pandemia analizzata attraverso lo sguardo metodico della scienza e di giovani esperti italiani

Coronavirus numeri

L’emergenza Coronavirus, che nel giro di poche settimane, dopo aver colpito violentemente l’Italia, si è trasformata in una vera pandemia, sta mettendo in ginocchio il mondo intero.

Ormai ogni giorno su TV, giornali e social (con le immancabili conferenze stampa giornaliere) è un pullulare di cifre, sempre più preoccupanti, che descrivono l’emergenza anche se, spesso, vengono divulgati numeri e statistiche in maniera non del tutto corretta e omogenea, con il rischio di perdere l’attenzione su come il COVID-19 si stia diffondendo e sulle misure che, effettivamente, stanno influendo sulla propagazione dell’epidemia.

L’epidemia di Coronavirus analizzata in maniera metodica e scientifica da un gruppo di giovani scienziati italiani che, ogni giorno, “dà i numeri” su Facebook

Per carattere, formazione personale, amore per la scienza e i numeri, fin dall’inizio dell’emergenza, quando ancora il Coronavirus stava flagellando al Cina e tutto sembrava così lontano e distante da noi, ho cercato di andare oltre i soliti canali di informazione, dribblando le solite fonti sensazionaliste e concentrandomi nella ricerca di qualcosa che potesse descrivere in maniera analitica ciò che stava succedendo, provando a trovare risposte sempre più scientificamente rilevanti.

Ed è in uno di questi momenti che mi sono imbattuto in Coronavirus – Dati e Analisi Scientifiche una pagina Fecebook che cerca di fornire un servizio di informazione basato sull’analisi di articoli e dati scientifici, con l’intento di comunicare in modo quanto più chiaro e comprensibile a tutti l’evoluzione continua della particolare situazione che stiamo vivendo.

Dietro al grande e importante lavoro giornaliero fatto di raccolta e di analisi dei dati, c’è un gruppo di giovani studiosi studiosi ed esperti italiani che, grazie alla loro esperienza e professionalità, hanno deciso di dare un contributo personale in questo delicato momento, mettendo a disposizione le competenze che derivano dai rispettivi background di studi scientifici insieme alla passione per la comunicazione e la divulgazione scientifica.

Si tratta di Viviana Couto Sayalero (laureata in Chimica Industriale all’Università “La Sapienza” di Roma), Eleonora Fiorellino (laureata in Astrofisica all’Università “La Sapienza” di Roma impegnata nel dottorato in Astronomy, Astrophysics and Space Science), Flavia Messina (laureata in Biologia Cellulare e Molecolare all’Università di Roma “Tor Vergata” impegnata in un dottorato in Ocular Genetics and Pharmacology in Irlanda), Silvio Paone (laureato in Genetica e Biologia Molecolare nella Ricerca di Base e Biomedica all’Università “La Sapienza di Roma”, dottore di ricerca in Malattie Infettive, Microbiologia e Sanità Pubblica), Valeria Persichetti (laureata in Biomedical Engineering all’Università “Roma Tre”), Giorgio Sestili (comunicatore e divulgatore scientifico laureato in fisica all’Università “La Sapienza di Roma”).

L’emergenza Coronavirus in numeri

L’obiettivo del lavoro giornaliero di questi esperti e della pagina è, secondo quanto dichiarato proprio da Sestili, “promuovere la cultura della comunicazione del rischio, fondamentale in circostanze come quelle che sta vivendo il nostro Paese con questa epidemia”.

Ogni giorno i video pubblicati della pagina che riassumono tramite numeri e grafici, riescono a darci una meticolosa analisi di ciò che sta succedendo, spiegando con chiarezza e dovizia di particolari, quali numeri bisogna prendere davvero in considerazione e quali dati riescono a descrivere con maggior precisione l’evoluzione del contagio, spiegando come non farsi abbagliare da cifre che, spesso rilanciate da grandi quotidiani e agenzie stampa, non danno l’esatta misura del fenomeno perché indicative e sottostimate.

Invitandovi a seguire la pagina in questione, qui sotto potete trovare il video che commenta i terribili dati di oggi cercando, come sempre, di capire i motivi dietro questi “freddi e impietosi numeri” che, però, non devono mai farci perdere la speranza e la fiducia nella scienza.

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