Orfani: Vincitori e vinti, l’ultimo capitolo della prima stagione di Orfani

orfani: Vincitori e Vinti

Come concludere una storia in cui mancano eroi e cattivi? La prima stagione di Orfani, dopo un continuo crescendo, aveva bisogno di un finale che esaltasse quanto letto nei precedenti numeri. I tre numeri finali di Orfani (Cuori sull’abisso, Tutti giù per terra e Rock’n’roll) sono un passaggio fondamentale per la serie di Recchioni. Orfani: Vincitori e vinti, il volume di Bao Publishing che racchiude la trilogia finale di Orfani, è il titolo ideale per questa conclusione.

Orfani: Vincitori e Vinti, il volume finale di BAO Publishing dedicato alla prima stagione del fumetto fantascientifico di Bonelli

Lo ammetto, inizialmente Orfani lo avevo apprezzato maggiormente per l’impatto grafico che non per la storia in sé. Grazie ad un cast di artisti ineguagliabile, la serie di Recchioni ha mostrato delle scene di combattimento e delle ambientazioni futuristiche impressionanti, ma specialmente nella prima metà della serie non mi aveva particolarmente colpito.

Il cambio di ritmo arrivato a partire da metà stagione (raccolto in Orfani: Verità) ha decisamente ribaltato questa mia idea, arrivando a mostrare una spinta di critica alla realtà quotidiana sottile ma innegabile, sempre a patto che il lettore voglia accettare di prendersi il tempo di confrontarsi con una serie di spunti di riflessione  che non sono mai mancati all’interno dell’intero corso di Orfani.

Questo accrescere la trama, intrecciando al meglio il vissuto personale dei personaggi, è stato il balzo di qualità che ha reso Orfani un fumetto da leggere, per vedere come la narrazione per immagini possa essere più di un semplice intrattenimento, ma vera letteratura.

Il blocco narrativo contenuto in Orfani: Vincitori e Vinti è il tassello finale di questa crescita, una trilogia che riesce a condensare quanto letto in precedenza mostrando una violenza emotiva pazzesca e inattesa. Non è più solo la critica al potere e alle menzogne al centro dell’attenzione, ma soprattutto il ruolo dell’individuo all’interno di questa filiera di falsità ‘a fin di bene‘. Ringo e i suoi compagni sono costretti a scegliere se rimanere semplici fantocci di una società discutibile ma comunque capace di mantenere un ordine, o se ridare alla popolazione il diritto di scegliere, offrendo un’arma pericolosa: la verità.

Leggendo Orfani: Vincitori e Vinti sarebbe fin troppo facile prendere le parti di Ringo. Il Pistolero ha sempre la risposta pronta, si schiera contro i potenti per rivelare al verità e soprattutto affronta una battaglia come un eroe d’altri tempi. Ma è giusto? L’interrogativo è sempre lì, sospeso tra Ringo e il resto degli Orfani, a ribadire che per quanto possa sembrare orrenda una decisione presa, cercare di ritornare sui propri passi potrebbe non esser la scelta facile.

In tutto Orfani: Vincitori e vinti non c’è un solo momento in cui il lettore non sia sottoposto ad una pressione emotiva forte, in cui non venga posto risalto alla difficoltà con cui i protagonisti devono compiere le proprie scelte e, soprattutto, conviverci. Per quanto Ringo sia, a prescindere, il mio personaggio preferito, nonostante alla fine mostri sempre di essere il migliore per il suo animo coerente e rigidamente ancorato ai suoi valori, mi sono chiesto quanto fosse corretto il suo modus operandi.

Ed ecco che emerge quello che è lo spirito Orfani, rimasto inalterato anche nelle seguenti stagioni: la riflessione. Recchioni struttura la storia con colpi di scena e con passaggi che sono un pugno allo stomaco, sembra odiare quei personaggi che ha creato, da quanto li mette alla prova. Orfani: Vincitori e vinti, specialmente nella parte finale, mette a dura prova il lettore, lo fa assistere ad uno scontro fratricida che lascia il dubbio (ancora una volta) su quali sia i ruoli dei diversi personaggi, chi il ‘buono‘ e chi il perfido nemico da sconfiggere.

Il violento scontro tra Ringo e Boyscout, in una Londra distrutta, è stato costruito al meglio, sia come tono dei dialoghi come resa grafica (opera di un Mammuccari in forma strepitosa), dando al gran finale della prima stagione di Orfani una conclusione travolgente, spietata.

Orfani: Vincitori e vinti racchiude anche uno dei momenti più intensi di tutto il ciclo della serie di Recchioni, un duello che segnerà le serie a venire per le conseguenze avute sui due protagonisti: Ringo e Sam. Matteo Cremona, che lo ha ritratto in Cuori sull’abisso, è riuscito ad infondere la giusta vena di follia nello sguardo di Sam, senza privarla di quell’innocenza che ha creato da sempre il perfetto contrasto tra le sue due anime.

BAO Publishing ha il merito di aver dato a Orfani: Vincitori e vinti non solo un aspetto graficamente impeccabile o di aver approfondito con gli extra la creazione dell’arco narrativo contenuto, ma soprattutto di avere azzeccato il titolo perfetto per la conclusione della prima stagione di Orfani. Giunti all’ultima tavola, dopo aver assistito a tutta la violenza e le perdite dei protagonisti, rimane il dubbio su chi abbia infine trionfato e chi abbia perso, ma la verità è che tutto dipende dal punto di vista, da come il lettore abbia vissuto l’intera stagione. Dipende, insomma, da quali sono le conclusioni delle riflessioni maturate nella lettura.

E queste riflessioni dovranno poi confrontarsi con la seconda stagione, Orfani: Ringo, di cui torneremo a parlare presto, rileggendola nell’edizione Absolute di BAO Publishing.

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