Sprayliz: in edicola l’ultimo volume marchiato Editoriale Cosmo

Con Rifiuti tossici si conclude la cinquina di albi della riedizione di Sprayliz, il classico di Luca Enoch pubblicato prima sull’Intrepido e poi su Star Comics negli anni ’90. Questa nuova edizione, opera della sempre più attiva Editoriale Cosmo, ha avuto il pregio di aver tolto Sprayliz dall’oblio cui sembrava essere destinata per riportarla nelle edicole italiane.

Sprayliz racconta le avventure di Elizabeth Petri, giovane artista liceale amante dei murales odiatissima dal reazionario e collerico sindaco Brown, il quale ha affidato al poliziotto Kinnock il compito di arrestare la ragazza e di utilizzare qualsiasi mezzo, sia lecito che illecito, per conseguire tale risultato. Ad aiutare Sprayliz nelle sue avventure ci sono sempre l’amica Kate, dichiaratamente innamorata di Liz e i ragazzi del Macondo, centro sociale più o meno clandestino divenuto con il tempo un luogo di aggregazione culturale per i giovani dell’intera città.

La riedizione di Sprayliz di Edizione Cosmo si conclude con il quinto capitolo delle avventure di Elizabeth Petri

Da inguaribile bonelliano, ho sempre stimato parecchio Enoch sia per il suo lavoro su Gea e Lilith che su quello, recentissimo, su Dragonero (a proposito, non vi siete persi l’albo di giugno attualmente in edicola scritto e disegnato interamente dallo stesso Enoch, vero?).

Quindi, appena saputo della riedizione di Sprayliz, mi sono domandato: ma ha davvero senso, nel 2018, riproporre un fumetto dei primi anni ’90 che parla di una graffittara, di centri sociali più o meno clandestini e di tematiche varie ed eventuali?

Risposta: certo che sì!

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Le storie di Liz, sono così forti e attuali che sembrano essere state scritte ieri. Giuro, cambiate l’abbigliamento ai protagonisti, dotateli di un cellulare et voilà, ecco a voi un perfetto fumetto ambientato nella contemporaneità. Segno che o Enoch ci aveva visto lungo, oppure noi non siamo cambiati di una virgola. Purtroppo, io temo di conoscere molto bene la risposta!

Detto questo, veniamo a parlare dell’ultimo volume di Sprayliz.

L’albo è aperto dall’omonimo racconto che mischia tematiche ambientali con quelle LGBT, mostrandoci un imprenditore coinvolto in affari poco puliti e con un figlio, Eddy, che frequenta ambienti sgraditi.

Si prosegue con la divertente storia di un prete cattolico impegnato su due fronti: quello personale, dove l’amore ha fatto capolino, e quello pubblico, dove a fare capolino è una statua sanguinante della Madonna. Ovviamente è tutto frutto di un banale incidente, ma la notizia si spande nel giro di un secondo e così il don si trova a dover fronteggiare l’orda di fedeli convinti di trovarsi di fronte a un miracolo.

A raggiungere l’apice, forse, è la vicenda successiva che parla di un giovane neonazista che cerca di tenere nascosta la propria famiglia molto particolare!

Con Qualunque cosa per un voto si chiude la storia di Sprayliz. Dopo lunghi e infruttuosi tentativi, i poliziotti di Kinnock sono riusciti a scoprire dove si trova il Macondo, il centro sociale preferito da Liz e Kate e decidono di farvi irruzione non solo per catturare Sprayliz, ma anche per chiudere quel luogo di sovversivi. A farne le spese è Eddy che viene arrestato e subisce uno stupro in cella. La vendetta sarà alla base del vecchio detto occhio per occhio, dente per dente, ma con dei risvolti più che inaspettati.

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Il capitolo conclusivo di Sprayliz è in parte profetico. Si tiene un concerto al Macondo e non si tratta di “un gruppo rock di eroinomani” come pensa il sindaco Brown, bensì della Filarmonica del conservatorio diretta dal maestro Nuti. All’evento presenziano non solo i soliti frequentatori del Macondo, ma anche tanti vip e persone comuni. La cultura underground incontra quella popolare, insomma, e non è un caso che Enoch metta fine a Sprayliz proprio con questa storia, in quanto l’autore milanese farà in breve armi e bagagli per trasferirsi alla Sergio Bonelli Editore, il colosso italiano del settore per dedicarsi ad altri fumetti di sua creazione.

In chiusura di albo, infatti, troviamo una divertente intervista fatta da Sprayliz a Gea, la nuova creatura di Enoch pubblicata per la SBE.

Siamo alla fine degli anni ’90 e l’esperienza dei centri sociali autogestiti è quasi al tramonto. Le parole del consigliere comunale Merry, uno dei promotori dell’evento finale del Macondo, sembrano quasi essere un riassunto di tutta la saga di Sprayliz e lasciano aperta la parola a un futuro pieno di speranza. I ragazzi che hanno animato la serie per anni e anni sono ormai alle soglie dell’età adulta. Purtroppo per loro e per noi, gli anni ’90 si sono chiusi con i bombardamenti NATO sul Kosovo e il nuovo millennio si è aperto con la mattanza al G8 di Genova prima e con l’11 settembre poi.

Sarebbe interessante, alla luce di tutto questo, rivedere ancora Liz, Kate, Kaifa, Eddy, Abe e tutti gli altri protagonisti di Sprayliz. Chissà se e come sono cambiati in questi vent’anni? Chissà se il Macondo esiste ancora?

Domande che, speriamo, potrebbero trovare una risposta in futuro, magari sulla neonata pagina ufficiale di Facebook dedicata a Sprayliz.

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